Negli ultimi mesi Donald Trump è risalito nei sondaggi, recuperando buona parte del terreno che aveva perso durante la vita dell’esecutivo americano. Nonostante il voto di impeachment cui è stata chiamata ad esprimersi il legislativo e nonostante le notizie legate alla sua persona, il presidente vola più alto che mai. Che cosa induce però gli americani a riporre la propria fiducia nelle mani del Tycoon, il presidente più vulcanico degli ultimi 50 anni degli Stati Uniti d’America?
L’economia traina il consenso
A differenza dei suoi predecessori quando sono arrivati alla tornata della rielezione, Trump ha dei grandissimi alleati dalla sua parte: i dati dei mercati, oltre a quelli relativi all’occupazione lavorativa americana. Dalla sua elezione l’economia degli Usa ha visto una rinascita, avvenuta grazie ad una costante ripresa economica e con l’incremento della popolazione occupata del Paese. Il semplice fatto che sotto la sua amministrazione l’economia abbia raggiunto un livello definibile a livello tecnico di “piena occupazione” gioca un ruolo favorevole, soprattutto perché interessa le fasce di elettori storicamente democratiche.
Ma non c’è solo questo. I mercati e le grandi società hanno risposto bene alle dottrine economiche repubblicane, riportando in patria gli investimenti anche esteri che erano fuggiti anni fa dal Paese. Solidificato dunque il voto dei fedelissimi e con le braccia protese verso quelli democratici, Donald Trump potrebbe essere molto più sicuro della vittoria di quanto facciano credere i media avversari: e non esiste impeachment che tenga.
Politica estera, contano i proclami
Mentre l’economia americana tocca la vita dei cittadini ogni volta che escono di casa, la politica estera è qualcosa di più lontano, che tocca la persone soltanto per gli echi cui rimanda. In questo ambiente, alzare la voce e battere i pugni conquista l’elettorato molto di più di quanto sembrerebbe, soprattutto a causa dell’affinità caratteriale tra Trump ed il cittadino medio americano. Ecco dunque che viene letto come positivo un mancato accordo con la Corea del Sud sulla divisione dei costi militari a causa della distanza tra domanda ed offerta: perseverare è meglio che abbassarsi alle richieste estere; e il presidente americano è diventato famoso per le sue posizioni esclusivamente aut aut. Medesimo ragionamento per quanto riguarda la Corea del Nord: meglio nessun accordo che assecondare le richieste di Kim Jong-un.
L’impeachment è una questione “dem”
Nonostante negli Stati Uniti la procedura di impeachment sia un inciampo politico decisamente grave e accaduto poche altre volte nella storia americana, non sembra aver avuto troppo rilievo nel consenso elettorale del Tycoon. Anzi, i dati sembrano evidenziare come il procedimento abbia di fatto aumentato il favore di cui gode presso la popolazione.
La verità è molto semplice: mentre nel partito democratico americano prevale una sorta di necessità nel presentare personaggi dal viso pulito e che potrebbero essere visti dall’elettorato come il vicino della porta accanto, il mondo repubblicano è differente. Dirigenti d’azienda, grandi funzionari pubblici, impavidi investitori e, qualche volta, personaggi famosi della televisione: tutte persone dall’impatto rilevante a livello mediatico. In un Paese dove uno dei più grandi giocatori di basket ha tenuto il popolo attaccato alle televisioni per seguire l’esito di un processo, appare chiaro come l’essere indagati non ottenga l’impatto negativo che normalmente ci si aspetterebbe: se non è da tutti i giorni, perlomeno è interessante. Non è infatti un caso che lo stesso Micheal Bloomberg, avversario politico di Trump e presidente dell’omonima emittente televisiva, abbia seguito la questione dell’impeachment con i piedi di piombo.
Gli exit poll e le reali scelte della popolazione, ovviamente, rimangono separate da un fiume che rende impossibile stabilire a priori chi possa uscirne vincitore. Il fatto evidente è che l’unica carta che si potevano giocare i democratici è già stata scoperta, senza sortire l’effetto sperato. Adesso Trump ha strada libera per portare avanti i suoi programmi e per lavorare a delle nuove promesse elettorali, dopo essersi lasciato alle spalle il rischio di perdere il favore dei cittadini americani.



