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Politica

“Così la Nato uccide l’Europa”

Dopo esser entrato nel Kgb, Vladimir Putin passò cinque anni di servizio a Dresda, nella Repubblica democratica tedesca. Qui ebbe accesso a numerosi documenti (il suo era infatti un lavoro di “desk”), riguardanti sia la politica occidentale che quella dell’Urss....

Dopo esser entrato nel Kgb, Vladimir Putin passò cinque anni di servizio a Dresda, nella Repubblica democratica tedesca. Qui ebbe accesso a numerosi documenti (il suo era infatti un lavoro di “desk”), riguardanti sia la politica occidentale che quella dell’Urss.

In un’intervista concessa alla Bild, il presidente russo ha mostrato un documento inedito che riporta un colloquio del 1990 tra dirigenti sovietici (Mikhail Gorbachev e Valentin Mikhaylovich) e politici tedeschi (Hekmut Kohl ed Egon Bahr) in cui viene delineato il futuro politico dell’Europa.

Quello portato da Putin è un documento interessante perché dimostra come, all’inizio degli anni Novanta, si stava pensando alla creazione di un’Europa indipendente – se vogliamo equidistante – sia dalla Nato che dall’Urss. Bahr in quel colloquio disse: “Se con la riunificazione della Germania, non si faranno passi risolutivi sulla divisione dell’Europa in aree di interesse, lo sviluppo degli eventi può portare l’Urss ad un isolamento internazionale”.

In pratica, come spiega Putin, Bahr stava parlando “della necessità di formare al centro dell’Europa una nuova Unione che non si sarebbe dovuta avvicinare alla Nato. (…) Un’Unione separata con la partecipazione sia degli Usa che dell’Urss”.

Prosegue Bahr: “La Nato come organizzazione, soprattutto nella sua componente militare, non deve ampliarsi militarmente nell’Europa centrale”. Ed era questa – sottolinea Putin nell’intervista – la chiave per porre fine alla Guerra fredda. Non solo, sembra dire Putin: attualizzando il pensiero di Bahr si eviteranno contrasti tra Russia e Nato anche in futuro.Non a caso il conflitto tra Federazione Russa e Nato si è inasprito con la questione ucraina o, più recentemente, con il tentativo di portare il Montenegro nella Nato. Giustamente Sergio Romano ha scritto sul Corriere della Sera: “Invece di rinnovare le sue finalità, la Nato è diventata il braccio militare degli Stati Uniti […] e si è allargata sino a includere fra i suoi soci gli Stati che appartenevano al patto di Varsavia, tre repubbliche ex-sovietiche, due repubbliche ex jugoslave”. Una provocazione chiara. Ma per pensare a una pace efficace e duratura tra Russia e Occidente è necessario un ripensamento della politica della Nato.





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