Capire la finanza, per capire il mondo FOLLOW THE MONEY

La guerra in Myanmar rischia di mettere in difficoltà gli obiettivi indiani nello strategico Paese del Sud-Est asiatico. In particolare, l’ambizioso Progetto Kaladan rimane un obiettivo cruciale per l’India, nonostante le sfide poste dalla crisi politica in Myanmar. L’iniziativa infrastrutturale mira a collegare il porto di Sittwe, nello Stato di Rakhine, agli stati nordorientali dell’India privi di sbocco sul mare, ma una serie di difficoltà geopolitiche, economiche e di sicurezza ne ha ostacolato l’avanzamento. Previsto inizialmente per il 2014, il progetto ha subito ritardi a causa dell’instabilità politica, della pandemia di COVID-19 e del conflitto civile in Myanmar, rendendo incerta la sua realizzazione. Avviato con un budget stimato di 60 milioni di euro nel 2008, i costi sono ora saliti a oltre 360 milioni di euro per via dei continui rinvii, secondo un rapporto di Nava Thakuria per The Statesman.

Concepito nell’ambito della Look East Policy, oggi Act East Policy, il progetto Kaladan ha l’obiettivo di aggirare il congestionato Corridoio di Siliguri e fornire agli stati nordorientali dell’India un accesso diretto alla Baia del Bengala. La rotta permetterebbe il trasporto di merci da Kolkata e Chennai fino a Sittwe, da dove verrebbero inoltrate lungo il fiume Kaladan fino a Paletwa e successivamente trasportate via terra fino a Zorinpui, per connettersi all’Autostrada Nazionale 54 in India. L’India ha già completato il porto di Sittwe e il molo di Paletwa, con un investimento di oltre 140 milioni di euro. Tuttavia, la strada tra Paletwa e Zorinpui non è ancora terminata, principalmente a causa delle minacce alla sicurezza rappresentate dai gruppi armati ribelli.

Mentre l’India investe su Sittwe, la Cina ha rafforzato la propria presenza nella regione con il progetto della Zona Economica Speciale di Kyaukpyu, situata lungo la costa meridionale dello Stato di Rakhine. Questo porto, sostenuto da investimenti cinesi superiori a 7 miliardi di euro, è una parte fondamentale della Belt and Road Initiative di Pechino, permettendo alla Cina di ottenere un accesso diretto all’Oceano Indiano senza passare dallo Stretto di Malacca, un passaggio geopoliticamente critico. Inoltre, il collegamento di Kyaukpyu con la provincia cinese dello Yunnan attraverso oleodotti e gasdotti garantisce a Pechino forniture energetiche costanti. L’India vede con preoccupazione l’espansione dell’influenza cinese, che riduce la sua capacità di manovra nella regione.

La sicurezza in Myanmar continua a deteriorarsi, costituendo un ulteriore ostacolo per l’India. L’Arakan Army ha ampliato il proprio controllo su vaste aree degli Stati di Rakhine e Chin, sfidando il potere della giunta militare. Le forze armate birmane, guidate dal Generale Min Aung Hlaing, hanno perso territori a favore di gruppi ribelli e movimenti pro-democrazia. Oggi, la giunta governa meno del 32% dei territori amministrativi, mentre i gruppi di opposizione controllano circa il 44% del paese. Il conflitto ha provocato oltre 6.000 vittime civili e ha costretto 3,3 milioni di persone alla fuga, creando una grave crisi umanitaria con carenza di cibo e medicinali. Inoltre, oltre 21.000 prigionieri politici, tra cui leader eletti, giornalisti e attivisti, sono detenuti dal regime militare. L’Alleanza dei Tre Fratelli, composta dall’Arakan Army, TNLA e MNDAA, ha conquistato importanti basi militari e interrotto le vie di comunicazione della giunta nello Stato Shan. Sebbene la Cina abbia mediato una tregua parziale a fine 2023, la violenza persiste.

Oltre alle difficoltà interne del Myanmar, l’India deve affrontare ulteriori ostacoli nella Baia del Bengala, tra cui pirateria, traffico di droga e rivalità geopolitiche. Il traffico illecito di armi e narcotici nella regione è in aumento, spesso finanziando gruppi insurrezionali. Inoltre, la presenza militare cinese nelle Isole Coco, affittate dal Myanmar, e nel porto di Kyaukpyu ha sollevato preoccupazioni a Nuova Delhi. Il recente cambio di regime in Bangladesh, con l’esilio di Sheikh Hasina e l’ascesa di Muhammad Yunus, sostenuto da Pakistan e gruppi islamisti legati alla Cina, ha introdotto nuove incognite strategiche per l’India nella regione. Anche le condizioni climatiche avverse, come cicloni e monsoni, complicano il funzionamento del porto di Sittwe.

Dal punto di vista diplomatico, l’India deve mantenere un equilibrio delicato, interagendo sia con la giunta militare che con i ribelli per garantire la sicurezza dei progetti infrastrutturali. Negli ultimi mesi, funzionari indiani hanno avviato colloqui con l’Arakan Army per proteggere il progetto Kaladan. Sebbene Nuova Delhi intrattenga rapporti ufficiali con il regime militare, sta portando avanti anche negoziati riservati con gruppi etnici armati. Incontri tra rappresentanti dell’India e dell’Arakan Army si sono svolti a Nuova Delhi e Bangkok, mentre l’ambasciatore indiano in Myanmar, Abhay Thakur, ha visitato Sittwe nel gennaio 2024 per promuovere stabilità nella regione. Nuova Delhi sta inoltre cercando di rafforzare la cooperazione regionale attraverso il BIMSTEC, ma il completamento della Strada Trilaterale India-Myanmar-Tailandia è bloccato dalla violenza in Myanmar.

Nonostante le difficoltà, il progetto Kaladan rimane strategico per l’India. Esso rappresenta un’alternativa commerciale ai porti di Chittagong in Bangladesh e Kyaukpyu in Myanmar, controllato dalla Cina, riducendo la dipendenza dalle rotte terrestri tradizionali. Tuttavia, il completamento della strada tra Paletwa e Zorinpui resta incerto a causa dell’instabilità. Il successo del progetto dipenderà dalla capacità dell’India di gestire le dinamiche politiche in Myanmar, contrastare l’influenza cinese e garantire la sicurezza della regione. Per ora, il porto di Sittwe è operativo, ma il suo pieno potenziale sarà raggiunto solo quando il collegamento terrestre sarà completato e il Myanmar avrà raggiunto una maggiore stabilità.

Abbonati e diventa uno di noi

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.

Non sei abbonato o il tuo abbonamento non permette di utilizzare i commenti. Vai alla pagina degli abbonamenti per scegliere quello più adatto