Non sarà un compito facile, quello del neo-presidente degli Stati uniti Joe Biden, che ora dovrà costruire una squadra di governo capace di sanare le divisioni in seno al partito democratico, di affrontare una pandemia che ha messo in ginocchio l’economia mondiale e, al contempo, tendere una mano verso i repubblicani che continuano a controllare il Senato e hanno guadagnato seggi anche alla Camera. Come scrive il New York Times, nonostante la vittoria, “le divisioni interne al partito democratico ancora esistono”. Come sottolinea al Nyt Alexandria Ocasio-Cortez, esponente dell’ala progressista del partito, infatti, per “il periodo di transizione mostrerà se l’amministrazione assumerà un approccio più aperto e collaborativo o di esclusione”. “Non siamo più in caduta libera verso l’inferno”, ha dichiarato Ocasio-Cortez commentando la sconfitta di Donald Trump, “ma se ci rimetteremo in piedi o meno è una domanda che rimane”.

Ecco il probabile team di Joe Biden: c’è Susan Rice

Biden, nel tentativo di unire un Paese lacerato dalle divisioni interne e fortemente polarizzato, probabilmente cercherà di mantenere unita la sua coalizione nominando un mix di progressisti, moderati e persino alcuni repubblicani. Come scrive Politico, Michele Flournoy, ex sottosegretario alla Difesa nel primo mandato di Barack Obama, potrebbe essere il nuovo capo del Pentagono. Le alternative più quotate sono la senatrice dell’Illinois, Tammy Duckworth e il senatore del Rhode Island Jack Reed. In pole position per il ruolo di Segretario di Stato è Susan Rice, ex consigliere per la sicurezza nazionale di Obama ed ex ambasciatrice delle Nazioni Unite. “Falco” in politica estera, sposterebbe l’amministrazione Biden verso un marcato interventismo americano negli affari esteri. Un altro potenziale candidato con profondi legami con il dipartimento è William Burns, ma non sono da escludere nemmeno il senatore Chris Murphy, Antony Blinken e il senatore del Delaware, Chris Coons. E c’è chi fa il nome di Mitt Romney. Al Tesoro potrebbe finire un’altra donna, Lael Brainard (Federal Riserve) o il Ceo di Tiaa Roger Ferguson.

Wendy Sherman possibile ambasciatrice all’Onu

Nel ruolo di ambasciatore presso le Nazioni Unite la favorita è Wendy Sherman, che ha contribuito a condurre i negoziati sul nucleare con l’Iran come sottosegretario agli affari politici del Dipartimento di Stato durante l’amministrazione Obama; l’alternativa più quotata è rappresentata dall’ex candidato alle primarie dem, Pete Buttigieg, ex sindaco di South Bend. Alla Giustizia Joe Biden potrebbe nominare il senatore Doug Jones, ex procuratore degli Stati Uniti per il distretto settentrionale dell’Alabama o Tom Perez, Presidente del Comitato Nazionale Democratico. Al commercio la favorita è un’altra donna, questa volta di fede repubblicana: si tratta di Meg Whitman, ex Ceo di Ebay ed Hewlett Packard, mentre ai trasporti il team di transizione di Joe Biden avrebbe individuato la figura di Eric Garcetti, Sindaco di Los Angeles.

Julie Su è invece proiettata verso il ruolo di ministro del lavoro di Joe Biden. Ci si aspetta, infatti, che Biden scelga un candidato più progressista per guidare il Dipartimento del Lavoro, che aiuterebbe a bilanciare il rapporto con i candidati più moderati che dovrebbe essere collocati in altre agenzie. Julie Su, già Segretario della California Labor and Workforce Development Agency ed ex commissario del lavoro della California, rappresenterebbe infatti la figura ideale. In lizza anche il senatore Bernie Sanders – che però troverebbe l’opposizione del senato repubblicano – l’economista Bill Spriggs e il deputato Andy Levin.

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