La Germania ha sempre visto nel governo giallorosso una sorta di “figliol prodigo”, un esecutivo ritornato improvvisamente ad avere toni concilianti con Berlino dopo i 14 mesi non certo idilliaci dell’era gialloverde.

E a Giuseppe Conte questo ruolo forse è piaciuto da subito, anzi il premier ha sempre tenuto a fare bella figura anche da un punto di vista umano con Angela Merkel. Quel video registrato a Davos, dove Conte sfoderava un bell’inglese con la stessa Merkel mentre spiegava, davanti ad un caffè, la situazione politica italiana, ne costituisce un esempio. In quell’occasione Conte, ancora alla guida del suo primo esecutivo, quello cioè dove aveva come vice Matteo Salvini, più che un avvocato od un professore è sembrato il classico studente primo della classe intento a sbalordire la professoressa.

Da un punto di vista politico, la nuova maggioranza da subito ha avuto interesse a mostrarsi riconciliante con Germania, Francia ed Europa. Niente più screzi, si è detto da subito, bensì “costruttiva collaborazione”. E l’incontro di oggi proprio tra Conte e Merkel, dovrebbe andare in questa direzione.

Le tante questioni irrisolte

La cancelleria tedesca arriverà a Roma questo pomeriggio, la prima destinazione dovrebbe essere proprio Palazzo Chigi. Qui sul tavolo, verteranno molte questioni: immigrazione, manovra economica, Libia, unione bancaria.

Un bel drappello di temi, tutti molto delicati per l’Italia. L’impressione è però che, a dispetto dell’amicizia ritrovata tra i due governi, per Roma non dovrebbero uscire molte novità positive.

L’esempio del fallimento del vertice di Malta

Quando il Conte II si è insediato ad inizio settembre, il primo annoso problema politico che il nuovo esecutivo ha dovuto affrontare è stato rappresentato dall’immigrazione. Gli sbarchi sono tornati a crescere, per Conte e la maggioranza un brutto smacco da un punto di vista della popolarità. Per questo da Berlino è arrivata la sponda politica di cui i giallorossi avevano bisogno: il governo di Angela Merkel si è fatto infatti promotore di un vertice da tenere a Malta dove discutere di redistribuzione.

Giuseppe Conte è stato il primo ad elogiare l’iniziativa tedesca, parlando di nuovo corso costruttivo  con Berlino e l’Europa. Si sa bene poi com’è andata a finire: il vertice non ha prodotto alcun documento ufficiale, la redistribuzione in ambito europeo non è stata approvata. La stessa Germania, per bocca del suo ministro dell’interno Seehofer, ha anzi dichiarato di non procedere alla redistribuzione in caso di numero elevato di sbarchi.

Uno smacco per l’Italia e la sua nuova politica conciliante con Berlino, anche se, a detta del ministro degli esteri Di Maio, “tutti dovrebbero prendere esempio dal governo di Angela Merkel sulla redistribuzioni”. E quello che oggi sembra presentarsi nel bilaterale, è proprio questa situazione: la Germania si muove solo a parole, ma il governo Conte continua ad applaudire.

La questione dei dublinanti

Anzi, proprio nei giorni scorsi è uscita fuori la notizia di un via libera di Roma ad un accordo con Berlino per far ripartire i ponti aerei finalizzati a riportare in Italia i migranti espulsi dalle autorità tedesche.

Un’indiscrezione questa raccolta dal quotidiano Die Welt, solo parzialmente smentita dal governo tedesco. In Italia, da palazzo Chigi, in merito non si è avuto alcun commento. E ci si chiede se oggi, con la questione posta a livello politico dai parlamentari leghisti Candiani e Molteni, questo argomento nel bilaterale verrà affrontato o meno. E se, soprattutto, per davvero arriverà il via libera dall’Italia.

La questione, come detto, riguarda i cosiddetti “dublinanti”, coloro cioè che, secondo il trattato di Dublino, devono essere accolti dal paese di primo approdo il quale deve anche accollarsi le relative domande di asilo dei migranti in questione. Solo nel 2018 più di 2.000 dublinanti sono stati espulsi dalla Germania e rimandati in Italia. Ora Berlino vorrebbe far crescere ulteriormente quella cifra, con il governo Conte II che potrebbe dare disco verde ai voli charter tedeschi con i migranti a bordo.

L’unione bancaria e la manovra economica

Occhi puntati anche sui conti e sul bilancio, con Angela Merkel da sempre fautrice di una politica di rigore da applicare nella varie finanziarie dei paesi in difficoltà. Anche in questo caso, nonostante sorrisi e strette di mano, il Conte II non ha fino ad oggi ottenuto promesse di maggiore flessibilità sui conti.

Ma ciò che sta destando più clamore sul tema in queste ore, è la proposta da parte tedesca della cosiddetta “unione bancaria”. Un progetto lanciato dal ministro delle finanze della Merkel, Olaf Scholz, ma contro il quale si è schierato il nostro ministro dell’economia Roberto Gualtieri. Quest’ultimo ritiene la proposta, basata soprattutto sul fatto di non rendere più a rischio zero i titoli di Stato, dannosa per paese esposti quali il nostro. A Palazzo Chigi il presidente del consiglio terrà testa a questa posizione espressa da un rappresentante del suo governo? Anche in questo caso, il rischio concreto è che, alla fine, ci si accoderà alle richieste tedesche.

La Libia

Sul tavolo del bilaterale tra Conte e Merkel, anche il dossier libico. La Germania avrebbe avviato da settimane l’organizzazione di un vertice sul paese nordafricano, con l’Italia che si è espressa a favore della riunione. Roma però vorrebbe un posto in prima fila, alla luce dei suoi interessi in Libia.

Difficile però che, a differenza che con Trump nel giugno 2018, Giuseppe Conte strappi alla Merkel la promessa di una cabina di regia affidata all’Italia. Anzi, Roma potrebbe essere solo una sorta di “invitata di lusso”.

In definitiva, sono tante le questioni in ballo ed in ognuna delle quali all’ottimismo per un ritrovato feeling con Berlino non ha mai corrisposto, in questi primi due mesi di governo giallorosso, un vantaggio concreto per i nostri interessi nazionali. E oggi a Roma il bilaterale tra Conte e Merkel potrebbe ancora una volta rimarcare questo percorso.

GILET GIALLI: UN ANNO DOPO
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