La cancelliera tedesca Angela Merkel e il premier magiaro Viktor Orban hanno commemorato ieri a Sopron il “picnic europeo” del 19 agosto 1989, il passaggio di un gruppo di dissidenti e di 600 cittadini tedeschi dell’Est nel settore Ovest che segnò la prima breccia nella Cortina di ferro. Avvenne lungo la linea di barriere d’acciaio, muri e torrette che passava proprio a Sopron, città ungherese al confine con l’Austria, dove a celebrare l’anniversario di questo importante avvenimento storico c’erano Merkel e Orban, rappresentanti di due Europe diverse: quella neoliberale, della cancelliera, e quella nazional-conservatrice di Viktor Orban, che stanno cercando di appianare le loro divergenze.

Merkel, che visse quella giornata mentre era una cittadina della Ddr, ha elogiato il “coraggio” e “l’umanità” delle guardie di frontiera che quel giorno non spararono sulla folla. Ha descritto quel momento come “un simbolo che dimostra che il desiderio di libertà non può essere respinto” e “mostra ciò che ci rende europei”: essere a favore di “solidarietà, libertà, pace e per un’Europa dal volto umano”. Secondo il premier magiaro, invece, “i muri nel passato furono abbattuti perché le persone potessero vivere in pace e sicurezza” mentre “i nuovi sono costruiti proprio per preservare la pace e la sicurezza europee”. Orban ha anche sminuito le critiche rivolte a Budapest dall’Unione europea e altre nazioni, che l’accusano di erodere lo stato di diritto: sono posizioni “politicamente motivate e non sostenute da fatti”, ha detto il leader del partito populista conservatore Fidesz, “abbiamo le nostre basi costituzionali e la libertà cristiana, che proteggeremo sempre”.

Ma al di là di celebrazioni e ricorrenze, i due leader hanno avuto un colloquio nel quale hanno discusso di vari temi che interessano i due Paesi, dalla cooperazione commerciale a quella nell’ambito della difesa, fino all’Unione europea. Come riporta il Corriere della Sera, sul tavolo dell’incontro che ha seguito la cerimonia, secondo indiscrezioni raccolte dalla stampa tedesca, c’era anche la contropartita per il sostegno dei Paesi di Visgrad alla Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen.

Merkel e la quota Visegrad

I Paesi di Visegrad si sarebbero assicurati importanti cariche all’interno dell’Ue in cambio del voto alla von der Leyen ponendo un veto alla riconferma del socialista olandese Frans Timmermans a Commissario Ue per lo Stato di diritto, nemico giurato di Viktor Orban e dei sovranisti, soprattutto sul tema dell’immigrazione. “C’è stato un accordo fra la Cdu e i Paesi di Visegrad? – si chiede die Welt – Il segretario generale della Cdu Paul Ziemiak si è recato a Varsavia in missione discreta. Anche con gli ungheresi, che a differenza del partito al potere polacco appartengono alla stessa famiglia di partiti europei della Cdu, potrebbero esserci stati dei colloqui” osserva il giornale tedesco.

L’accordo di cui parla anche die Welt include dunque una “quota di Visegrad” nei posti chiave dell’Ue, che ora si aspettano dei posti di rilievo in cambio del voto a Ursula von der Leyen. Quest’ultima non porrebbe il veto come Commissario Ue all’ex ministro della giustizia ungherese László Trócsányi nonostante le tensioni fra Budapest e Bruxelles sulla riforma del sistema giudiziario ungherese, sospesa da Orbán alla fine di maggio. L’obiettivo del premier magiaro sembra quello di voler normalizzare le relazioni con l’Ue con la nuova commissione guidata da Ursula von der Leyen ed è pronto a trovare un accordo sui temi sin qui oggetto di scontro.

Così cambia la strategia di Orbán

Di fatto, il premier magiaro vuole rientrare a pieno titolo nel Ppe, normalizzando le relazioni con la Germania, e sembrerebbe pronto a scaricare i “sovranisti”, a cominciare dalla Lega di Matteo Salvini, con il quale i rapporti sono sempre più freddi. Come ha spiegato il primo ministro ungherese “non ci sono questioni irrisolte che ostacolano le relazioni ungherese-tedesche, anzi ci sono fattori che rafforzano la cooperazione economica”. Orban ha sottolineato che le questioni economiche sono al centro dei rapporti bilaterali, dal momento che la Germania è il principale partner commerciale e investitore in Ungheria. Il premier ha poi evidenziato come i paesi dell’Europa centro-orientale stiano migliorando i risultati economici complessivi europei, affermando che l’asse tradizionale tedesco-francese viene oggi supportato dal dinamismo dei popoli di quest’area che sono destinati a svolgere un ruolo sempre più importante nel processo decisionale europeo.

I capi di governo di Berlino e Budapest sono d’accordo sulla necessità di intensificare i legami con Stati Uniti e Cina al fine di prevenire le tendenze protezionistiche recentemente emerse. Merkel ha detto infine che la Germania vuole costruire “relazioni ravvicinate fondate sulla fiducia” tra i paesi membri dell’Unione europea e ha detto che promuoverà gli interessi dell’Ungheria e di tutta l’Europa centrale nel prossimo ciclo di bilancio Ue. Merkel e Orban sono molto più vicini rispetto a un tempo.