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Il presidente russo Vladimir Putin ha deciso di portare a compimento l’unificazione della Russia con la Crimea. Attraverso la costruzione di un’imponente strada ferrata che collega San Pietroburgo e Mosca all’exclave russa, la libera circolazione dei cittadini può essere adesso garantita da adeguate linee di trasporto. A cinque anni dall’intervento armato, per Putin è giunto il momento di inglobare all’interno del Paese la penisola del Mar Nero per iniziare lo sviluppo economico della regione che, a suo dire, è stato limitato dalle scarse politiche economiche ucraine degli ultimi anni.

Collegamento per merci e persone

L’innovativa struttura ferroviaria, fiore all’occhiello dell’architettura ingegneristica russa, servirà al trasporto di merci e persone da e verso la penisola della Crimea. Non potendo contare infatti sul percorso terrestre a causa della situazione del Donbass e dalle mire ucraine nella regione, l’unico modo per collegare la Crimea al resto del Paese consiste nel sottile braccio di mare che le separa. Il gerarca russo amico di Putin Arkady Rotenberg non si è lasciato sfuggire l’occasione, cimentandosi nell’impresa edile e garantendosi gli appalti per lo sviluppo della regione. La prova empirica del funzionamento del progetto darà inoltre la possibilità alla Russia, secondo quanto dichiarato dal presidente, di emulare opere architettoniche simili in futuro.

Dopo il viaggio inaugurale, i primi collegamenti partiranno in queste ultime due settimane del 2019, per divenire operativi anche per quanto riguarda il trasporto commerciale all’inizio del prossimo anno. Annessione conclusa anche sotto il punto di vista infrastrutturale, il rapporto di collaborazione può finalmente iniziare a pieno regime, con la Crimea adesso ufficialmente parte integrante della Federazione russa.

Il piano di sviluppo della regione

Non sono soltanto le infrastrutture l’obiettivo di Putin: il rilancio economico della Crimea deve essere incentivato attraverso lo sfruttamento delle proprie ricchezze; in primo luogo, paesaggistiche. Famosa negli anni dell’Unione Sovietica per essere il paradiso dei vacanzieri del partito comunista, proprio dalla sua storia dovrà ricominciare con un importante piano di sviluppo del settore turistico. Anche da un punto di vista sociale, il rilancio attraverso attività di svago è essenziale per rasserenare il clima della Crimea, cui abitanti hanno vissuto tensioni dal 2014 a questa parte ed adesso attendono finalmente una rinascita. Il popolo principalmente di etnia russa aveva affiancato sin da subito l’occupazione di Mosca, ma la crisi successiva derivante dall’instabilità dell’Ucraina non ha permesso una ripresa repentina dell’economia locale. Adesso, col ponte di ultima generazione che ha messo in collegamento la Russia del sud con la penisola della Crimea, i progetti di espansione economica possono finalmente iniziare, con Kiev ormai definitivamente fuori dai giochi di potere nella regione.

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