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Giorgia Meloni è protagonista del dibattito politico italiano ed europeo mano a mano che le elezioni del 25 settembre si avvicinano e sulla leader di Fratelli d’Italia si concentrano attenzioni crescente. Tra queste quella prestigiosa del Financial Timesche all’onorevole romana che “studia” da premier e leader della coalizione di centrodestra ha dedicato un lungo ritratto, ripercorrendo la sua ascesa dal quartiere popolare della Garbatella alla corsa a Palazzo Chigi.

Non è un endorsement esplicito, quello del Ft, ma nemmeno una critica sistemica emerge dall’analisi di Amy Kazmin e Giuliana Ricozzi sul cursus honorum della leader di Fdi. Si respira una grande curiosità e attenzione, riflesso dell’attenzione che negli ultimi tempi la comunità imprenditoriale e degli investitori di cui il Ft è portavoce sta dedicando all’aspirante prima premier donna della storia italiana.

II Ft, infatti, pur riconoscendo che “Meloni è ancora perseguitata dalle polemiche sul suo attivismo giovanile di estrema destra” ricorda che la campagna elettorale si sta giocando su temi ben più concreti “la crisi energetica dell’Europa, l’aumento del costo della vita e la sostenibilità dei debiti di Roma”, questioni dominano il dibattito politico italiano. Riconosce all’onorevole romana l’adesione ai principi atlantici e l’apertura a un dialogo costruttivo in campo europeo e non rubrica a qualunquismo o populismo le basi del suo successo nei sondaggi, riconoscendo che a un “costante impegno sulla sua immagine pubblica” la leader di Fdi abbia aggiunto un “duro lavoro” sui programmi e le relazioni personali e “proposte politiche innovative“. Ne ha riconosciuto la scalata da origini famigliari difficili, con il padre che abbandonò precocemente la famiglia, e sottolineato la motivazione ideologica che la spinse a entrare nella rete giovanile del Movimento sociale Italiano nel 1992, ovvero l’uccisione di Paolo Borsellino ad opera di Cosa Nostra.

Meloni, presidente del partito dei Conservatori e Riformisti europei, che lavora a stretto contatto con partiti come Vox in Spagna e Diritto e Giustizia in Polonia al Parlamento europeo, è “studiata” dal Ft partendo dalle sue dichiarazioni e dai suoi impegni elettorali. “Viviamo in un’epoca in cui tutto ciò che rappresentiamo è sotto attacco”, ha detto all’American Conservative Union all’inizio di quest’anno, ricorda il Ft, “l’unico modo di essere ribelli è preservare ciò che siamo: essere conservatori”, prosegue la citazione ripresa dal quotidiano della City, che nei giorni in cui un’altra donna conservatrice, Liz Truss, arriva a Downing Street sembra voler cancellare ogni paragone tra la Meloni e l’estrema destra.

Anzi, il Ft vuole confermare nella sua analisi le impressioni che parlano di una relativa convergenza tra alcune componenti dell’agenda di governo di Mario Draghi e la nuova posa istituzionale della donna che mira a succedergli. In particolare, elogia lo smorzamento delle critiche antisistema della leader conservatrice e ricorda che nonostante tutta la sua delusione per il crollo anticipato del governo Draghi la comunità imprenditoriale italiana appare ottimista nei confronti della Meloni, scommettendo che in caso di elezione alla guida del governo vorrà dimostrare di poter ottenere risultati economici positivi per capitalizzare i suoi consensi. “Dovrà governare un Paese complesso come l’Italia in un momento complesso”, ha detto contattata dal Ft Emma Marcegaglia, ex presidente di Confindustria e dell’Eni. “Capisce la difficoltà di questo momento – e che questa è la sua grande occasione”.

L’analisi del Ft mostra l’interesse che l’élite imprenditoriale d’Oltre Manica ha per la leader di Fdi che, del resto, in occasione della nascita del nuovo governo britannico ha rivendicato vicinanza politica e culturale al nuovo esecutivo e perorato il rilancio delle relazioni Roma-Londra.

Sul fronte del sostegno del mondo produttivo e imprenditoriale, Meloni ha incassato nelle ultime settimane il sostegno della platea del Meeting di Rimini prima e del Forum Ambrosetti poi. A testimonianza del fatto, secondo Francesco Lollobrigida suo compagno di partito, che sia fallito il “tentativo di demonizzarla”. L’interessamento del Ft è un punto ulteriore sulla strada del governo: vincere alle urne è un conto, amministrare un altro e queste interlocuzioni di alto livello sono giocoforza necessarie a un partito outsider come Fdi. E non è un caso che, secondo quanto è emerso negli ultimi giorni, proprio Londra sarà la meta di uno dei primi tour post-elettorali della Meloni dopo il 25 settembre, durante il quale incontrerà professionisti, manager e finanzieri puntando a portare un ulteriore messaggio di fiducia. Sperando, in quel momento, di muoversi per gli ultimi passi verso Palazzo Chigi.

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