È partito un altro round di consultazioni sul fronte dei rapporti tra Ucraina e Russia, sulla base dell’implementazione degli accordi di Minsk-2, sottoscritti oltre un anno fa dal quartetto Normandia, ad oggi quasi totalmente inadempiuti. La necessità di intraprendere nuovi dialoghi deriva da uno dei punti inseriti nel protocollo, che riguarda i termini di collaborazione politica tra il governo centrale di Kiev e le richieste di autonomia da parte delle regioni ribelli del Sud Est del Paese.Per approfondire: Donbass, perché la tregua non reggeLa questione al centro del dibattito è legata alle elezioni locali nelle regioni di Donetsk e Lugansk, che si terranno in un futuro non ancora definito: nell’ossequio degli accordi tra Kiev, le due repubbliche autoproclamate e la Federazione Russa, in base al quarto punto di tale accordo, sarà concordato lo svolgimento di elezioni locali sotto la legislazione del governo centrale ucraino e a termini della legge “Sull’ordinamento temporaneo di autogoverno delle regioni speciali di Donetsk e Lugansk”. Entro 30 giorni dalla sottoscrizione dell’accordo il Parlamento ucraino, la Verkhovna Rada, avrebbe dovuto approntare una legge per regolamentare lo svolgimento di tali consultazioni elettorali; tutto ciò non è accaduto, in quanto le parti coinvolte nel protocollo latitano nell’adempienza degli altri punti dello stesso, specie nel cessate il fuoco.Ad oggi, vi sono novità, non propriamente rassicuranti, sul fronte elettorale: la Rada si è recentemente impegnata nelle discussioni affinché entro il 14 luglio venga approvata la legge che fissi una data per le elezioni dei rappresentanti locali delle regioni autonome.Il deputato di Opora, Olga Ayvazovskaya, ha dichiarato che in realtà la Commissione elettorale centrale Ucraina (TsIK), salvo modifiche nell’organico della commissione stessa – al momento poco probabili –, sarà in grado di fissare una data per il 17 luglio.

Le autorità locali del Donbass si trovano in una posizione di forte attrito rispetto a tale discussione, specie secondo quanto riportato dall’Agenzia di notizie Donetsk, emissari delle repubbliche DNR e LNR Vladislav Dana e Denis Pushilin hanno dichiarato una incompatibilità tra le normative elettorali ucraine e le leggi locali delle due regioni autonome.
I due hanno dichiarato che per circa sei mesi hanno proposto una serie di emendamenti costituzionali e sulla legge elettorale, senza un riscontro costruttivo dal lato ucraino. Il presidente della repubblica di Donetsk, Aleksandr Zakharchenko ha dichiarato nel frattempo che, qualora tale decisione non venga partorita per tempo, le autorità novorusse stabiliranno autonomamente la data delle consultazioni. Come riferisce Gazeta.ru, in alcune aree delle due ragioni autonome le forze politiche hanno già iniziato a stilare le liste e nominare i membri delle singole commissioni elettorali locali.Per approfondire: Viaggio tra gli sfollati del DonbassA tal proposito, infatti, numerose sono le questioni che andrebbero chiarite affinché le elezioni si svolgano nelle migliori condizioni di sicurezza e trasparenza. Il Ministero dell’Interno ucraino ha addirittura richiesto che le forze di sorveglianza dell’OSCE dovrebbero intervenire per controllare il regolare svolgimento delle procedure di suffragio, anche per ciò che riguarda la sorveglianza del confine tra Russia e Ucraina e la corretta definizione dei confini delle zone ribelli. Anche i round di consultazioni politiche sono ripresi assiduamente, affinché vengano compiuti dei passi avanti sulla piena implementazione di Minsk-2. Nella giornata del 22 il rappresentante del Dipartimento di Stato americano con delega all’Europa dell’Est, Victoria Nuland, ha incontrato il presidente ucraino Petro Poroshenko, durante il quale hanno discusso anche delle riforme strutturali che Kiev deve effettuare per risolvere i problemi interni e per condurre a soluzione la crisi in corso nel Donbass. La stessa Nuland è stata giovedì a Mosca per incontrare il consigliere dell’Amministrazione presidenziale russa Vladislav Surkov, con il quale si sono affrontati i medesimi temi che vedono coinvolti Mosca e Kiev.

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