Quest’anno, 2022, ricorre il trentesimo anniversario dello stabilimento di relazioni diplomatiche tra Italia e Azerbaigian. Ma questo è anche l’anno della guerra in Ucraina, della crisi energetica europea e del disaccoppiamento tra le due Europe. E Baku, all’interno di questo contesto conflittuale e imprevedibile, può giocare un ruolo-chiave – parola di Jens Stoltenberg e opinione condivisa da Mario Draghi.
La telefonata Draghi-Aliyev
Nella giornata dell’8 marzo, mentre la luce dei riflettori era puntata sull’Ucraina, il primo ministro italiano Mario Draghi e il presidente azerbaigiano Ilham Aliyev discutevano telefonicamente dello stato delle relazioni bilaterali e della crisi energetica.
Rammentando come quest’anno, 2022, ricorra il trentesimo anniversario dello stabilimento delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi, Draghi e Aliyev hanno fatto il punto della situazione e commentato presente e futuro del partenariato strategico italo-azerbaigiano. Entrambi hanno “espresso soddisfazione per l’elevamento delle relazioni tra i due Paesi a livello di partenariato strategico”, hanno discusso “progetti di cooperazione di successo nel campo della cultura e dell’istruzione” e hanno enfatizzato “l’importanza della fondazione dell’Università Italia-Azerbaigian a Baku”.
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Energia, sicurezza e molto altro
La conversazione telefonica è stata l’occasione ideale per discutere, tra i vari argomenti, delle ripercussioni per il mercato energetico mondiale della guerra in Ucraina. A questo proposito, Draghi e Aliyev hanno evidenziato la rilevanza che gioca e che continuerà a giocare il Corridoio meridionale del gas, del quale è componente fondamentale il gasdotto transadriatico, altresì noto come TAP, ed il ruolo-chiave dell’Azerbaigian nel comparto energetico italiano: è il nostro primo fornitore di petrolio ed il terzo di gas naturale.
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Nella consapevolezza che la guerra in Ucraina, e in generale il clima di gelo tra i blocchi, continuerà ad avere effetti distorsivi nel mercato, Draghi e Aliyev “hanno convenuto di continuare il dialogo politico ad alto livello e lo scambio di visite al fine di rafforzare il partenariato strategico tra i due Paesi”. Parte della soluzione ai problemi di approvvigionamento energetico dell’Italia, in estrema sintesi, potrebbe provenire dall’Azerbaigian.
Questione energetica e relazioni bilaterali a parte, infine, “le parti si sono scambiate opinioni su questioni regionali, compresi gli eventi in Ucraina”.
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