Politico, ma fedelissimo del presidente del Consiglio: Bruno Tabacci, che passando da Giuseppe Conte a Mario Draghi non ha visto la familiarità con l’inquilino di Palazzo Chigi ridursi, è stato scelto dall’ex governatore della Banca centrale europea per la strategica casella di sottosegretario di Palazzo Chigi con delega al coordinamento della politica economica, fondamentale in tempo di ricostruzione nazionale e Recovery Fund, e presto potrebbe sommare un’ulteriore prerogativa. Formiche ha riportato in anteprima la notizia di un’avvenuta nomina che ha garantito a Tabacci anche la gestione delle politiche spaziali, in continuità dunque con la tradizione che la vuole assegnata a un referente diretto del premier ma non come fatto da Giuseppe Conte, che aveva garantito la casella ai sottosegretari alla Presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti e Riccardo Fraccaro.

Tabacci in “volata” su Garofoli?

La scelta risulta inattesa: fonti qualificate sentite da Inside Over, ancora nei giorni scorsi, davano per molto probabile la nomina spaziale a Riccardo Garofoli, successore di Giorgetti e Fraccaro. La scelta di Tabacci, che pure nel governo Draghi riveste un ruolo discreto ma di peso, sicuramente va nella direzione di affidare lo strategico settore spaziale ad una figura non gravata dai grandi oneri già assommati da Garofoli (“regista” del coordinamento del Recovery Plan, dell’agenda dell’esecutivo, della discussione sulle nomine) e rafforza ulteriormente il peso dei fedelissimi di Draghi dentro il governo.

Un partito personale, quello del premier, già esteso al ministero dell’Economia e delle Finanze (Daniele Franco), all’intelligence (Franco Gabrielli), alla gestione dell’emergenza Covid (Francesco Paolo Figliuolo), oltre ovviamente alla sua centrale nevralgica alla Banca d’Italia. Il cui consolidamento e la cui omogeneità è ancora tutta da dimostrare

Dagospia ha infatti sottolineato, di recente, alcune voci che riportano come Draghi possa esser stato irritato, nelle ultime settimane, da un certo protagonismo di Garofoli sulle nomine alle partecipate ed i dossier affini: non possiamo non riportare il fatto che, se confermate, queste voci potrebbero aggiungere una sorta di volontà di ridimensionamento del sottosegretario alle motivazioni che hanno spinto Draghi a nominare Tabacci.

Le sfide spaziali italiane

In ogni caso l’agenda spaziale italiana è ampia e complessa e offre opportunità su diversi vettori che il nuovo esecutivo ritiene fondamentali: in primo luogo, l’espansione della proiezione italiana in Europa e sull’asse atlantico, che sul fronte dello spazio si sostanzia nella volontà di Roma di ancorarsi ai grandi progetti comuni dell’Esa e a quelli in avanzamento con la Nasa (Artemis); in secondo luogo, la postura del Paese in ambito industriale, con il titolare del Mise e ex delegato allo spazio Giorgetti che recentemente ha spinto per un innalzamento dei fondi assegnati al comparto e i dati che parlano di un cluster aerospaziale nazionale molto vivace: uno studio del Centro studi internazionali (Cesi) dedicato al comparto strategico dell’aerospazio per la difesa e la sicurezza (AD&S) ha sottolineato il forte effetto moltiplicatore garantito dagli investimenti in questa particolare branca che tra valore aggiunto diretto e indotto tocca i 16,5 miliardi di euro.

“A Bruxelles”, nota Formiche, “il dossier è gestito dal commissario francese Thierry Breton”dominus dell’Industria europea e recentemente nominato coordinatore della politica sui vaccini, “nelle cui competenze rientrano i fondi per Difesa (7,9 miliardi) e Spazio (14,8 miliardi)”. Le cifre in campo sono pesanti, e sia sul fronte delle alleanze internazionali che su quello delle scelte pragmatiche il governo italiano deve farsi sentire.

Gruppi come Leonardo, Avio e il network di Pmi e aziende attive nel settore dei satelliti, delle telecomunicazioni, della meccanica a sostegno della tecnologia spaziale necessitano di un coordinamento a tutto campo. E, terzo punto, il settore necessita di adeguata protezione politica dai rischi di inserimento di capitali e attori stranieri desiderosi di sottrarre know-how, brevetti, prospettive industriali al sistema-Paese.

Incontrandosi, recentemente, Giancarlo Giorgetti e il ministro dell’Economia francese Bruno Le Maire hanno rilanciato su una “stretta collaborazione” nel settore dell’aerospazio sostanziata dagli accordi tra Avio e Arianespace sulla fornitura, da parte di Avio, di 10 lanciatori Vega nel 2023 e 2024: un accordo importante che non può, però, non riportare alla mente il tentativo compiuto dallo stesso Le Maire, a inizio pandemia di Covid-19, per spingere per un’integrazione economica diretta tra Avio e l’industria aerospaziale francese che, dati i differenziali di taglia e dimensione dei comparti, avrebbe finito per tramutarsi in una vera e propria “annessione” del gioiello italiano. Questo a testimonianza della necessità che il Paese ha di tenere botta di fronte a sfide multilivello: lo spazio, proxy della geopolitica e delle relazioni internazionali odierne, è terreno in cui il confine tra competizione e cooperazione è spesso assai labile.

Meglio un tecnico?

Tabacci si troverà di fronte una struttura consolidata di interessi e problemi politici di non poco respiro. Sicuramente l’osservatorio privilegiato di Palazzo Chigi e la vicinanza diretta a Draghi aiuteranno nella gestione dei dossier più caldi, ma viene da pensare se per il premier la scelta di allungare la linea dei fedelissimi su un fronte tanto importante come la space policy possa essere funzionale all’interesse nazionale in un terreno tanto tecnico e competitivo come quello ora preso in considerazione.

Del resto, se a dei profili tecnici sono stati assegnati l’intelligence (Gabrielli) e perfino lo Sport (assegnato alla schermitrice olimpionica ed ex senatrice Valentina Vezzali) viene da riflettere sul perché, prescindendo dalle capacità politico-organizzative di un politico navigato ed ex boiardo di Stato come Tabacci, tale scelta non sia stata applicata in questo ambito. Paesi come Francia, Stati Uniti, Regno Unito dedicano allo spazio risorse di peso e un posizionamento apicale ai suoi responsabili negli apparati nazionali: il coordinamento tra ministri e le politiche concrete sul fronte europeo, degli accordi Artemis e dello sviluppo industriale dovranno dare sostanza a numerose aspettative nel sistema Italia.