Skip to content
Politica

Dopo Re Mida, ecco Forrest Gump: le inchieste dimostrano che a Kiev i finti tonti abbondano

In Ucraina solita storia: politica e finanza insieme per rubare. E una domanda: perché volevano liberare il ministro corrotto?
Ucraina

Nella battaglia senza fine che, in Ucraina, oppone i corrotti ai cacciatori di corrotti, va almeno notata la fantasia con cui NABU (Ufficio nazionale anti-corruzione) e SAP (Procura speciale anti-corruzione) trovano i nomi per le loro inchieste. La penultima, quella che portò al siluramento del secondo uomo più potente del Paese, il capo dell’amministrazione presidenziale Andrij Jermak, era l’Operazione Mida, dal nome dell’antico re che trasformava in oro tutto ciò che toccava. L’ultima, ovvero quella in corso, che ha già vito finire in manette la vice-capa dell’amministrazione presidenziale Irina Mudraya, si chiama invece Operazione Forrest Gump, chissà perché: forze perché a Kiev c’è un sacco di finti tonti, chissà.

Comunque sia, c’è poco da ridere. L’Operazione Midas aveva rivelato un network di malaffare condotto da amici e soci del presidente Zelensky, ministri in carica, ex ministri e alti funzionari delle industrie strategiche di Stato. La Forrest Gump non è da meno, come è emerso dalle rivelazioni che la SAP ha concesso alla stampa. Della Mudraya, stretta collaboratrice di Zelensky, si è già detto: l’accusa per lei è di riciclaggio, è stata licenziata appena coinvolta nelle indagini e subito dopo è finita in manette. Ma nei guai con lei c’è anche Viktor Dubovyk, 37 anni, avvocato, già alto funzionario del ministero della Giustizia (specializzato nei diritti di proprietà) e dal 2024 capo dell’ufficio legale dell’amministrazione presidenziale. Il che come triste ironia non è niente male. Soprattutto se pensiamo che a dividersi la torta c’era anche, secondo gli investigatori del NABU, Olena Ferens, vice-ministra della Giustizia.

A casa della Mudraya, quando sono arrivati gli agenti per la perquisizione, c’era il deputato Vadym Stolar, finito anche lui sotto accusa ma figura assai nota in Ucraina. Ex wrestler di livello internazionale (dovette abbandonare dopo un grave infortunio), si è fatto un nome per le numerose attività benefiche, tutte dedicate al padre che era stato tra i “liquidatori” del disastro di Cernobyl nel 1986 ed era stato poi costretto per il resto della vita su una sedia a rotelle. Dal 2020, poi, presiede la Stolar Foundation, prima molto attiva tra le vittime del Covid e poi, dopo l’invasione russa, dedicata al sostegno dei militari e delle loro famiglie.

E poi le banche…

Nell’Operazione Forrest Gump queste sono le figure più importanti dell’ambito politico. Ma non meno rilevanti sono, invece, i personaggi coinvolti nel malaffare che rappresentano la finanza e il mondo degli affari. E qui il discorso si sposta sulla Sense Bank, uno degli istituti bancari più “pesanti” dell’Ucraina (un milione mezzo di clienti, tra persone fisiche e persone giuridiche), nel 2024 confermata dalla Banca centrale del Paese nel rango di “banca di importanza sistemica” per il Paese. Fondata nel 1993, era la gemella dell’Alfa Bank russa, di cui condivideva la compagine azionaria. Nel 2022 fu ribattezzata Sense Bank e nel 2023 fu nazionalizzata. Qui lo scandalo corruzione è arrivato ai vertici. L’inchiesta infatti ha travolto Mykola Hladyshenko, presidente del consiglio di sorveglianza della banca, carica a cui fu nominato dal Consiglio dei ministri, a cui ora il governatore della Banca centrale, Andrii Pyshnyi, ha chiesto di fare piazza pulita. Con Hladyshenko è finito nei guai anche Oleh Stupak, presidente del Consiglio d’amministrazione. Erano loro, a quanto pare, a garantire la circolazione delle somme illegalmente manovrate, a loro volta il frutto di speculazioni edilizie di alto bordo.

Nell’inchiesta Forrest Gump, infine, compare anche (inevitabilmente, succede sempre) un ricco uomo d’affari. Le intercettazioni telefoniche del NABU hanno colto conversazioni di, e ripetuti riferimenti a, un certo Vasia che, secondo gli inquirenti, è l’imprenditore Vasyl Astion. Che cosa c’entri con le azioni corruttive non è ancora chiaro. È però certo che Astion fosse in qualche modo il coordinatore degli sforzi che il gruppo dei personaggi fin qui citati per raccogliere la somma necessaria a pagare la cauzione per Herman Halushchenko, l’ex ministro dell’Energia finito in carcere nell’Operazione Midas. 

Perché grossi nomi del Governo, della politica (interessante la parte del capo dell’ufficio legale dell’amministrazione presidenziale e la vice-ministra della Giustizia, che si battono per rimettere in circolazione un ladrone) e della finanza dovevano darsi tanto da fare per far tornare in libertà Halushchenko? Difficile pensare che si tratti solo di amicizia o di stima. Forse l’ex ministro corrotto dalla prigione minaccia rivelazioni ancor più imbarazzanti? Chissà. 

Astion è all’estero, vive a Vienna, fuori della portata di NABU e SAP. Arrestati e indagati per ora tacciono. Resta quanto dichiarato da Mykhailo Tkach, il giornalista investigativo della Ukrainska Pravda che ha seguito tutti gli scandali di questi anni e vanta ottimi contatti con i reparti dell’anticorruzione: “”È ovvio che tutte queste persone non avrebbero potuto svolgere questo compito senza un segnale, una richiesta e un ordine da parte della leadership del Paese”. Il che parrebbe confermare la sensazione che ormai da tempo è inevitabile nutrire: la corruzione, in Ucraina, non è un problema di persone disoneste ma di un sistema che della corruzione ha bisogno per funzionare.

Abbonati e diventa uno di noi

Se l'articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l'avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.

Lascia un commento

Non sei abbonato o il tuo abbonamento non permette di utilizzare i commenti. Vai alla pagina degli abbonamenti per scegliere quello più adatto