È stato il mantra di Hillary Clinton: votate me, sono una donna. Le due icone del femminismo americano,  Madeleine Albright e Gloria Steinem se la sono presa addirittura con le donne che, durante le primarie, preferivano Bernie Sanders a Hillary: “Noi possiamo raccontare la nostra storia, e molte giovani penserebbero che ormai è fatta. Ma non è fatta. C’e’ un posto speciale all’inferno per le donne che non si aiutano l’una con l’altra”. Anche Michelle Obama, durante un comizio in North Carolina, ha detto: “Non vorrei dover dire questo, ma ci sono anche la dignità e il rispetto per le donne e per le ragazze in gioco in queste elezioni”. Come se l’elezione di Donald Trump scatenasse chissà quale fattore di disagio per le il gentil sesso.Una delle poche donne che ha avuto il coraggio di uscire dal coro è stata Susan Sarandon– attrice, premio Oscar, democratica e sostenitrice di Bernie Sanders – che ha detto: “Io voglio che ci sia la donna giusta. Ci sono grandi donne che ammiro e che hanno guidato delle nazioni. (…) Avete avuto una donna, non so che cosa ne pensate voi ma io non voto con la mia vagina, sapete?”. Una cosa scontata. Ovvia. Ma pare che in molti abbiano votato in guardando i candidati solamente dalla cintola in giù.Ma la Clinton ha perso. Non perché donna, sia chiaro. Ma perché gli americani erano stanchi di lei e del suo operato. E anche a causa della sua mancanza di femminilità, come ha scritto Daniela Missaglia su ilGiornale: “Senza alcuna sorpresa Hillary ha perso progressivamente credibilità, volendo privilegiare la mascolinità rispetto a quelle doti tipicamente femminili, quali la sensibilità, la forza, il coraggio che avrebbero invece potuto regalarle un valore aggiunto, determinante per la vittoria. Abdicando alla femminilità, facendo la brutta copia del maschio alfa, la Clinton ha consegnato l’America nelle mani di Trump, risultato più affidabile e sincero di lei”. La filosofa Martha Nussbaum pensa addirittura che la vittoria del tycoon sia in realtà una vittoria del sessismo: “Il potere della misoginia è fortissimo. Proprio per questo – dice al Corriere della Sera – bisogna continuare a lottare contro di esso”.banner_cristianiUna donna in caduta libera, la Clinton. Un’altra, Michelle Obama, in ascesa. Su Twitter è stato infatti lanciato l’hashtag #Michelle2020. L’ex first lady correrà per la Casa Bianca? Impossibile saperlo. Ma pare proprio che i democratici vogliano una donna presidente. Costi quel che costi.

Nel campo comunista di Goli Otok
SOSTIENI IL REPORTAGE