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Non si fermano gli scontri sulla linea di contatto che divide esercito ucraino e ribelli filorussi. E nel Donbass sono tornati anche i carri armati. Siamo dinanzi all’escalation piĂą significativa del conflitto, dal febbraio del 2015, quando sono stati firmati gli accordi di Minsk, che fissano le condizioni per il cessate il fuoco e il ritiro delle armi pesanti dal fronte. La situazione, dopo un periodo di calma seguita all’ultima tregua concordata lo scorso 21 dicembre, si è inasprita negli ultimi giorni, in particolare nella zona industriale nei pressi di Avdiivka e Yasenovataya.[Best_Wordpress_Gallery id=”413″ gal_title=”Avdiivka”]E Kiev si mostra ormai decisa ad usare il pugno duro con i separatisti. Ieri, il corrispondente della Bbc da Avdiivka, Tom Burridge, aveva pubblicato su Twitter un video in cui comparivano due carri armati dell’esercito ucraino e militari ucraini in stato d’allerta. Le immagini dei tank arrivati ad Avdiivka hanno subito fatto il giro del web e a darne notizia era stata anche l’agenzia di stampa russaRia Novosti. L’Osce, però, ha preferito non commentare e per il portavoce delle forze di sicurezza ucraine per il Donbass, Leonid Matjuhin, ad Avdiivka non c’è nessun carro armato.In Donbass continuano le violenzeDa entrambi i lati del fronte però, si continua a morire, e continuano a cadere i missili Uragan, i Grad, e i proiettili di artiglieria pesante, vietati dagli accordi di Minsk. Ad Avdiivka, che si trova sotto controllo delle forze armate ucraine, piĂą di 17mila persone, tra cui 2.500 bambini, sono rimasti al gelo senza riscaldamento, elettricitĂ  e acqua, a causa degli scontri di questi giorni. E dall’altra parte del fronte, a Donetsk, la situazione non è migliore. Ieri notte, nel centro della cittĂ , un civile è morto e altri sono rimasti feriti dopo un bombardamento con missili Uragan, mentre le autoritĂ  separatiste di Makiivka, hanno comunicato il ferimento, sempre nella giornata di ieri, di altri due civili.“A seguito del bombardamento ucraino nel distretto di Chervonogvardeskij, 76 appartamenti sono stati lasciati senza gas”, ha poi riferito il rappresentante dell’amministrazione di Makiivka, denunciando diversi bombardamenti su abitazioni civili nei villaggi circostanti. Le vittime civili e militari dall’inizio dell’escalation, nella notte fra domenica e lunedì, sono ormai decine. “L’esercito ucraino ha pesantemente bombardato nella notte le aree dove vivono anche donne e bambini”, ha detto poco fa la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, accusando le forze armate ucraine di violare la Convenzione di Ginevra, con i bombardamenti sui civili.Proteste anti-russe a KievTra Kiev e Mosca, del resto, lo scambio, durissimo, di accuse, dura ormai da giorni. Ieri, nella capitale ucraina, decine di attivisti dei partiti nazionalisti hanno tappezzato le sedi dell’istituto di credito russo Sberbank chiedendone la chiusura. “Attenzione, questa è la banca di un Paese aggressore, sarĂ  chiusa, ritirate i vostri soldi urgentemente”, hanno scritto gli attivisti sui manifestini affissi sulla sede di Sberbank nel centro di Kiev. Negli ultimi giorni il governo ucraino ha puntato piĂą volte il dito contro Mosca, accusandola di aver provocato la recente escalation. Ieri, il presidente russo Vladimir Putin, da Budapest, ha accusato a sua volta Kiev di aver riacceso le ostilitĂ  per “sfuggire all’attuazione degli accordi di Minsk” e per “ottenere finanziamenti” dalla comunitĂ  internazionale.[Best_Wordpress_Gallery id=”414″ gal_title=”Proteste in Ucraina contro Putin”]A denunciare le responsabilitĂ  di Kiev sul mancato rispetto degli accordi siglati nella capitale bielorussa, è stato anche l’ambasciatore russo all’Onu, Vitalij Churkin, mentre la missione permanente di Mosca presso l’Alleanza Atlantica ha chiesto alla Nato di fare pressione sulle autoritĂ  ucraine per “l’attuazione piena e incondizionata degli accordi Minsk, la fine delle provocazioni nel Donbass e il rispetto dei termini degli accordi di cessate il fuoco attualmente in vigore”.Gli Usa condannano le “azioni aggressive della Russia”Ad accusare, invece, la Russia della nuova escalation della guerra in Donbass, è stata, invece, la nuova ambasciatrice degli Stati Uniti all’Onu, Nikki Haley. “Ritengo spiacevole che, in occasione della mia prima apparizione qui, io debba condannare le azioni aggressive della Russia”, ha detto la Haley, attribuendo alla Russia la responsabilitĂ  dell’intensificarsi delle violenze e chiedendo la fine dei combattimenti. Il senatore repubblicano John McCain, presidente della commissione servizi armati del Senato, ha chiesto, poi, al presidente Usa Donald Trump, di stanziare nuovi aiuti in favore di Kiev per aiutare l’Ucraina a difendersi “alla luce degli ultimi attacchi russi e della prospettiva della futura aggressione contro Kiev”.Una nota positiva, infine, arriva dalla riunione di ieri, a Minsk, del Gruppo di contatto trilaterale per la ricomposizione delle ostilitĂ  nel Donbass, durante la quale i rappresentanti di Osce, Ucraina e Russia, hanno redatto un documento comune che chiede l’immediato cessate il fuoco ed il ritiro delle armi pesanti dalla linea del fronte.

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