Come da copione il presidente americano Donald Trump ha delegittimato anche il WTO, ovvero la World Trade Organization.

L’ultimo round del WTO si è risolto con un nulla di fatto

È successo lo scorso fine settimana nella capitale argentina di Buenos Aires, dove si erano radunati più di 160 delegati dei Paesi membri dell’Organizzazione Mondiale del Commercio. Sotto lo sguardo del Direttore dell’Organizzazione, i round della tre giorni di incontri si sono risolti oltre che con un nulla di fatto, anche con una messa in discussione della natura stessa dell’Organizzazione.

La colpa è stata, come di consueto avviene ultimamente, imputata agli Stati Uniti di Donald Trump. Per mezzo del Rappresentante al Commercio Robert Lighthizer gli USA hanno deciso di iniziare l’incontro di Buenos Aires ponendo una questione sul ruolo del WTO nel mondo. Una decisione che non dovrebbe sorprendere affatto, considerato che già durante la campagna elettorale, Donald Trump aveva espresso perplessità su un sistema di relazioni mulilaterali, ma soprattutto sull’assenza di protezioni commerciali per l’ingresso di prodotti esteri. I due punti su cui è nata e si basa proprio l’Organizzazione Mondiale del Commercio.

Al contrario di ciò che si dice Trump non crede in un’ America chiusa, anzi. Da buon imprenditore crede invece fermamente negli accordi bilaterali, vis a vis, come il recente viaggio in Cina ha dimostrato. Per la nuova presidenza americana le riunioni multilaterali sono lunghe, inconcludenti, ma soprattutto costose, meglio, dunque, disimpegnarsi.

Trump è davvero un mercantilista?

Così a Buenos Aires il rappresentante USA si è poi opposto a un comunicato che intendeva sancire la centralità del WTO all’interno del sistema di accordi multilaterale e ha, infine, abbandonato la conferenza in maniera anticipata. La Casa Bianca intende snobbare dunque il WTO. Immediata è stata la reazione a livello mediatico, dove il gesto americano è stato descritto come “mercantilista”, “protezionista” e “nazionalista”. Termini usati dalla stampa con connotazione più che negativa. Secondo, per esempio, Bloomberg “il mondo continua ad aver bisogno del WTO” perché “il libero scambio è la più grande invenzione di prosperità economica che il mondo abbia mai visto”, mentre il mercantilismo si baserebbe sulla teoria “fallace”, per cui uno Stato guadagna solo se le esportazioni eccedono le importazioni.

In realtà la dottrina Trump non è ascrivibile alla corrente mercantilista, per diverse ragioni. Innanzitutto è impossibile per gli Stati Uniti, primo Paese importatore al mondo, pensare di sovvertire così la bilancia del commercio estero. In secondo luogo bilateralismo non è sinonimo di mercantilismo. I recenti accordi raggiunti con la Cina da Donald Trump intendono difendere il mercato del lavoro interno americano da un’eccessiva quantità di prodotti cinesi. Non vi è invece alcuna intenzione di spingere sulle esportazioni a discapito delle importazioni.

Quali sono stati i benefici del WTO?

Resta ora da discutere quale possa essere il ruolo del WTO in un mondo dove il multilateralismo sembra aver fallito. Critiche all’organizzazione sono infatti arrivate anche dall’India, il cui rappresentante Suresh Prabhu ha sottolineato come l’Organizzazione non rappresenti gli interessi delle economie emergenti. Prabhu ha poi espresso l’intenzione di organizzare un “mini meeting” sulla questione. Anche dall’India dunque si è convinti che una riunione così allargata di Stati non porti a niente e che quindi sia necessario organizzarsi in maniera più ristretta e mirata.

Se le istanze di alcune potenze mondiali sono cambiate, per comprendere un possibile futuro del WTO è doveroso anche guardarne i risultati. Dall’anno di introduzione del GATT, gli accordi da cui ha preso origine il WTO, la forbice del divario del PIL pro capite tra Stati Uniti ed Europa con il resto del mondo si è notevolmente allargata. Un effetto confermato da John Schmitt e Ben Zipperer, studiosi del Centre for Economic Policy Research, che hanno indicato proprio nella deregolamentazione del mercato una delle cause della crescita della disuguaglianza economica tra Paesi.

L’Organizzazione è destinata ad estinguersi

Il WTO ha poi creato polemiche circa la gestione di certe controversie tra Stati. Passata, ahinoi, alla storia è stata la guerra commerciale tra Unione europea e Stati Uniti sul commercio di carne agli ormoni di produzione americana. L’Unione europea, che dagli anni ‘80 aveva vietato l’importazione della carne agli ormoni, venne condannata proprio dal WTO e sottoposta al regime di sanzioni per 116,8 milioni di dollari all’anno. Questo nonostante le evidenze scientifiche portate da Bruxelles che dimostravano i danni causati dalla carne americana. Il WTO è dunque la copertina più adeguata per descrivere il fenomeno della globalizzazione. Un tempo annunciata come bene assoluto in grado di appianare qualsiasi ingiustizia, mentre oggi ha mostrato al mondo il suo grande bluff. Senza più il faro americano il WTO è dunque destinato a trasformarsi in una riunione tra politici senza più alcun peso nell’economia mondiale. 

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