Nel corso di queste settimane, le cronache internazionali sono piene di ricostruzioni riguardanti una serie di violenze, con tanto di sparatorie, avvenute negli Stati Uniti. Si tratta di un’ondata che peraltro dura da un po’. Le ultime in ordine di tempo hanno avuto luogo a New York. Ma è in generale che si percepisce un coro allarmato. La preoccupazione per l’aumento delle violenze dilaga in buona parte degli Stati americani, oltre che in Europa, dove si guarda sempre a cosa accade nel resto d’Occidente.

Dall’inizio della pandemia in poi, l’America non fa che bruciare. L’incendio è sì reale, ma anche sociale. In questa estate del 2021, non si tratta solo di spegnere i focolai californiani: è il quadro che sembra fuori controllo, con qualche accento che riguarda pure la politicizzazione di quanto accade tra le strade.

La presidenza di Joe Biden che, soprattutto rispetto alla linea di Donald Trump, sembra partire da un atteggiamento diverso in materia di sicurezza, è chiamata ad affrontare un problema che sembra ormai endemico: gli Stati Uniti contemporanei sembrano aver fatto della violenza un rinnovato paradigma. Qualche giorno fa, nel Queen’s, ha avuto luogo una sparatoria che ha comportato il ferimento di almeno dieci persone. A preoccupare è l’incidenza.

Ma la narrativa di Biden non è, e in un certo senso non può essere, quella di un’amministrazione tutta regole e sostegno alle forze dell’ordine. Il rischio, insomma, è quello di non affrontare o di affrontare male il caos che si sta palesando. La ricetta di Biden, sino a questo momento, sembra centrata su soltanto una delle questioni aperte, che è quella che riguarda le armi – così come ha annotato l’Agi già ad aprile scorso -. Ma basta?

Sullo sfondo di questa storia, però, abitano almeno quattro problematiche: la diffusione delle bande criminali, di cui New York, ad esempio, è un conclamato teatro; il crescente clima di diffidenza nei confronti delle forze dell’ordine, che si è innescato in specie dopo il caso dell’omicidio di George Floyd; la concatenazione tra questi due elementi e la crescita di gruppi ideologizzati a sinistra, ma anche nella destra paleo-libertaria ed estrema; il consueto tema del rapporto tra i cittadini americani ed il possesso di armi. Sono tutti fattori che possono contribuire ad una vera e propria escalation.

Del resto, il clima polarizzato che domina gli States persiste da molti mesi prima le elezioni presidenziali. La novità, se c’è, è che la presidenza Biden – a certificarlo sono le cronache – non sembra essere riuscita a pacificare la situazione. La conseguenza politica è anche questa: Donald Trump non è stato, come certe narrative hanno fatto credere, il principale responsabile dell’accensione del clima: c’è qualcosa di più profondo. Se non altro perché, ora come ora, il magnate è un attore piuttosto marginale del palcoscenico politico americano. Eppure la fotografia di quello che accade nelle strade è più o meno sempre quella, se non peggiore.

Come riportato da Repubblica, soltanto nella seconda metà di luglio, sono avvenuti almeno tre episodi che hanno destato molta preoccupazione dalle parti della Casa Bianca: a Washington, alcuni giocatori di baseball sono stati costretti all’interruzione di un match per via degli spari provenienti dall’esterno dello stadio; un filotto di sparatorie a Chicago ha diramato un bollettino che conta venticinque feriti e tre morti; una faida ha comportato la morte di una bambina che aveva appena cinque anni. Sempre il quotidiano sopracitato, cita l’aumento del tasso percentuale degli omicidi: trenta percento in più. E sono dati che riguardano la presidenza Biden da un punto di vista temporale.

Nel corso di questi giorni, un articolo apparso su La Stampa, parlando del contorno della sparatoria nel Queen’s, ha citato Defund The Police. La sensazione generale è che quello slogan che è nato all’interno del Black Lives Matter possa prendere il sopravvento, divenendo a mano a mano maggioritario tra certi movimenti. Marginalizzare la polizia, però, nasconde un problema relativo alla sicurezza che è impossibile da non notare. Come ha notato l’Huffington Post, lì dove Defund The Police impera, la polizia va in netta difficoltà. A Minneapolis, il teatro dell’omicidio di George Floyd, le violenze hanno subito un balzo del 66%. Il tutto condito dal fatto che questo fenomeno, come dimostrato dall’estate in corso, sembra lungi un ridimensionamento.

Possibile responsabilizzare soltanto le “bande di sinistra” per l’escalation della violenza americana? No, ma quelle organizzazioni – un fattore legato alla inagibilità di certe zone per le forze dell’ordine – , stanno contribuendo al temuto sviluppo di quella che i pessimisti chiamano nuova “guerra civile americana”.

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