Due giorni fa, sono stati svelati i ritratti dell’ex presidente americano Barack Obama e quello della moglie Michelle nella Smithsonian National Portrait Gallery di Washington. Ciò che ha colpito è la loro originalità e il loro messaggio politico.

In confronto ai presidenti del passato, Obama ha commissionato a un artista afroamericano di nome Kehinde Wiley di realizzare il ritratto di un ex presidente. E mentre i ritratti degli altri Comandanti in Capo avevano sfondi scuri con colori neutri ed erano ambientati in una stanza della casa bianca, Obama è invece circondato da un murale di foglie verdi con fiori bianchi e rosa.

L’artista, Kehinde Wiley, è conosciuto per i suoi ritratti in cui raffigura persone comuni che vengono esaltate da uno sfondo elaborato, spesso fiorato, e con colori accessi. Ma oltre a queste scelte stilistiche, è anche conosciuto per alcuni dei suoi dipinti che dovrebbero simbolizzare il “black power” (potere dei neri), in cui si possono vedere donne di colore che tengono in mano le teste di donne bianche.

Wiley dice di essersi ispirato al dipinto Giuditta e Oloferne di Caravaggio. Obama ha detto di aver scelto questo artista perché “mi ha sempre stupito come metteva alla prova le nostre visioni convenzionali sul potere e il privilegio”.

The  New Yorker, magazine intellettuale liberale newyorkese, ha descritto il ritratto come rappresentante del “regalo politico più reale di Obama con la sua abilità di lasciare crescere migliaia di fiori di aspettative della storia”.

Anche la ex first lady Michelle Obama ha deciso di infrangere delle regole, scegliendo un ritratto molto particolare, realizzato dall’afroamericana Amy Sherald. Il suo dipinto si distingue molto da quelli delle altre first ladies: è molto sobrio, con un sfondo azzurro uniforme, e con un vestito quasi da gala bianco con dei ritratti triangolari e a righe.

La Cnn ha così commentato l’iniziativa dell’ex first lady: “Il ritratto di Michelle Obama non le assomiglia per nulla”. Effettivamente il ritratto è un po’ strano: la pelle di Michelle tende al grigiastro. Secondo l’artista, questa particolare scelta cromatica voleva “escludere l’idea del colore dalla razza”. Mentre sul viso di Michelle, che poco le somiglia, il pittore ha detto che il suo “approccio ai ritratti è concettuale.”