A poco più di due settimane dalle elezioni di Mid-term, negli Stati Uniti è ancora aperta la partita su chi sarà il prossimo speaker della Camera. Tra i dem, infatti, ci sono sedici deputati che si oppongono alla nomina di Nancy Pelosi, volto storico del partito e già Presidente della Camera dei rappresentanti dal 2007 al 2011. Una sicurezza per alcuni, establishment per altri, dato che Nancy Pelosi è stata grande alleata di Hillary Clinton. In una lettera circolata in queste ore, sedici democratici “ribelli” hanno annunciato il loro voto contrario alla candidatura della 78enne italo-americana.

“I nostri elettori, in tutto il Paese, vogliono vedere un vero cambiamento a Washington” si legge nella lettera. “Abbiamo promesso di cambiare lo status quo e intendiamo mantenere questa promessa”. La partita si gioca sul filo di lana: come spiega Politico, Nancy Pelosi ha bisogno di 218 voti per essere eletta speaker il prossimo 3 gennaio. I democratici alla Camera hanno 233 seggi, il che significa che Pelosi può permettersi di perdere soltanto 15 voti. “La Presidente Pelosi rimane fiduciosa nel sostegno tra i membri eletti”, ha sottolineato il suo portavoce, Drew Hammill , sottolineando che il 94% del gruppo dei dem non ha firmato la lettera dei dissidenti. 

Chi sono i dissidenti contro Nancy Pelosi

Il leader dei dissidenti anti-Pelosi, Kathleen Rice, ha spiegato a Politico che “ci sono i voti sufficienti per impedirle di diventare speaker – e questo è davvero tutto ciò che conta”. Oltre a Rice, i firmatari della lettera sono i deputati Tim Ryan (Ohio), Seth Moulton (Massachusetts), Ed Perlmutter (Colorado), Kurt Schrader (Oregon), Filemon Vela (Texas), Bill Foster (Illinois), Brian Higgins ( New York), Stephen Lynch (Massachusetts), Linda Sánchez (California) e Jim Cooper (Tennessee), oltre a Jeff Van Drew (New Jersey), Joe Cunningham (Carolina del Sud), Max Rose e Anthony Brindisi di New York e il candidato McAdams.

Il vero problema della minoranza dei deputati che conduce la battaglia contro Nancy Pelosi, è che, al momento, non hanno una vera alternativa in grado di sfidarla e magari metterne in discussione la sua leadership. Come spiega il New Yorker, “la cosa strana della lotta contro Pelosi è che nessuno sembra voler correre contro di lei”. In effetti, Marcia Fudge, dell’Ohio, che poteva essere una papabile sfidante, ha annunciato il suo sostegno a Pelosi. Fudge ha dichiarato che l’alleata dei Clinton le ha promesso l’opportunità di lavorare insieme e che “il blocco più leale nel Partito Democratico, le donne di colore, avrà un posto al tavolo delle decisioni”.

Il caucus democratico della Camera si riunisce la prossima settimana per indicare lo speaker della Camera e molte altre posizioni di comando a porte chiuse. I “rivoluzionari”, come amano definirsi, dovranno ora cercare di trovare un altro sfidante per tentare di battere Pelosi. 

Obama (e Trump) a sostegno di Pelosi

Con i democratici nel pieno caos, chi si spende in prima persona per la conferma di Pelosi a speaker della Camera è l’ex Presidente Barack Obama. “Penso che Nancy Pelosi, quando la storia sarà scritta, sarà considerata come uno dei leader più efficaci che questo Paese abbia mai visto”, ha detto Obama al podcast “The Axes Files”, prodotto dall’Istituto di politica dell’Università di Chicago e dalla Cnn.

I commenti di Obama potrebbero ulteriormente rafforzare la posizione di Nancy Pelosi in vista del caucus democratico. “La sua resistenza, la sua capacità di vedere lontano, la sua capacità di stare in piedi e fare cose difficili e di soffrire l’impopolarità pur di fare la cosa giusta, penso si oppongano a qualsiasi persona con cui ho lavorato direttamente Washington durante la mia vita”, ha aggiunto.

Anche il presidente Donald Trump si è offerto di dare una mano a Pelosi se quest’ultima non dovesse avere i voti necessari. “Potrebbe aver bisogno di voti, farò un servizio meraviglioso per lei qualunque sia il numero di voti di cui ha bisogno” ha affermato Trump. Il presidente è consapevole che se Nancy Pelosi venisse eletta grazie ai voti fondamentali dei repubblicani, per i democratici il problema politico diventerebbe enorme. Tump lo sa, tenta di sfruttare il vicolo cieco in cui si sono infilati i dem. 

È un momento difficile
STIAMO INSIEME