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Politica

De la Espriella si insedia, spalanca le porte agli Usa e incassa un miliardo: ecco la “nuova era” della Colombia

Il neo-presidente ha garantito l'adesione della Colombia alla coalizione lanciata dagli Usa per operare contro i narcos e i loro sostenitori.

“Una nuova era nelle relazioni tra Stati Uniti e Colombia“: a Washington si esulta per l’ascesa al potere del conservatore Abelardo de la Espriella a Bogotà e, nel giorno del suo insediamento, avvenuto il 7 agosto, il Dipartimento di Stato guidato da Marco Rubio ha rilasciato una dichiarazione inequivocabile con questo titolo segnalando la volontà di una netta svolta rispetto all’era di Gustavo Petro, conclusasi con il recente voto che ha premiato il candidato di destra contro il progressista sostenuto da Petro Ivan Cepeda.

Quella pubblicata dal Dipartimento di Stato è una nota che manifesta importanti aspettative politiche, anticipa la volontà dell’amministrazione Trump di proporre lo stanziamento di 1 miliardo di dollari a favore dell’alleato latinoamericano e parla chiaramente del primo, sostanziale obiettivo comune dei due Paesi, l’adesione della Colombia alla campagna contro il narcoterrorismo promossa da Washington. Ritenuto, assieme all’accrescimento della cooperazione economica, un asset imprescindibile per una partnership rinnovata.

L’agenda De la Espriella

Marianna Lentini, su queste colonne, commentando l’insediamento di De la Espriella, ha giustamente indicato nel riavvicinamento strategico a Washington una priorità del neo-presidente, che mira a riprendere un filo di cooperazione a tutto campo culminato nel 2022 nella definizione di Bogotà come “Major Non-Nato Ally” da parte dell’amministrazione di Joe Biden. Ora con Trump, l’avvicinamento atteso dopo gli screzi politici e diplomatici con Petro su diversi dossier si unisce all’attenzione data dall’amministrazione a stelle e strisce all’ondata conservatrice che sta caratterizzando la regione.

Giunto al potere, “El Tigre” si candida a essere un nuovo, fidato alleato di The Donald e della sua amministrazione in un’America Latina che svolta a destra. Washington può già contare sull’amicizia e l’alleanza di due figure di punta come Javier Milei, presidente dell’Argentina la cui ideologia libertaria è stata apprezzata in diversi campi della destra americana e la cui dichiarata ostilità al socialismo e alle sinistre latinoamericane è ben vista negli Usa, e Nayib Bukele, leader dell’El Salvador, a cui si sono aggiunti in questi ultimi tempi diverse figure di spicco: Perù, Honduras e Cile sono svoltate a destra, e de la Espriella ha riportato nel campo conservatore un Paese ritenuto storicamente vicino agli States.

La sponda Washington-Bogotà

Trump in campagna elettorale aveva dato il suo appoggio al neo-collega, che insediandosi ha promesso una svolta netta nella lotta contro criminalità e traffico di droga e un maggior attenzione alla sicurezza. In materia di agenda securitaria, Bogotà si confronta con fenomeni di guerriglia connessi all’attivismo dell’Esercito di Liberazione Nazionale e con l’uscita di scena di Petro sembra venire meno, senza risultati decisivi, la prospettiva della “pace totale” che è stata l’agenda dell’ormai ex presidente. “De la Espriella ha dato ai gruppi armati colombiani un mese di tempo per sottomettersi a lui o affrontarne le conseguenze, promettendo al contempo di intensificare la cooperazione in materia di sicurezza con gli Stati Uniti”, elemento che l’annuncio dell’aiuto da parte del Dipartimento di Stato conferma, “e di costruire mega-prigioni ispirate al modello del presidente salvadoregno Nayib Bukele”, nota il Guardian

Parimenti, il neo-presidente ha garantito l’adesione della Colombia al progetto dello Scudo delle Americhe, la coalizione lanciata a marzo dagli Usa per operare contro i narcos e i loro sostenitori e che si salda alla nuova proiezione geopolitica e strategica di Washington nel cosiddetto “emisfero occidentale”. Nell’ultimo anno gli Usa hanno operato il raid in Venezuela contro l’ex presidente Nicolas Maduro, lanciato diversi attacchi contro i gruppi accusati di trasportare droga nel Mar dei Caraibi, supportato apertamente leader come il presidente ecuadoregno Daniel Noboa e posto sotto crescente pressione Cuba con cui, peraltro de la Espriella ha annunciato di voler rompere relazioni bilaterali. In questo contesto, saranno da osservare l’agenda securitaria interna del Paese tanto quella geopolitica di un continente che sta conoscendo un graduale passaggio a destra e in cui la linea politica dell’amministrazione Trump trova orecchie sempre più attente.

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