Sono giorni intensi per Subrahmanyam Jaishankar. Il potente ministro degli Esteri dell’India ha effettuato un viaggio in Europa, facendo tappa prima in Bulgaria poi in Finlandia, quindi si è recato in Mongolia e in Corea del Sud.
Nell’agenda del braccio destro di Narendra Modi ci sono almeno tre dossier rilevanti: i rapporti con l’Unione Europea, che devono migliorare sempre di più per consentire al gigante asiatico di diversificare i propri partner commerciali; la sicurezza energetica, da implementare esplorando l’opzione mongola; e infine il boom dell’industria hi-tech, da alimentare giocando di sponda con Seoul.
Gli ultimi impegni di Jaishankar hanno dunque seguito un filo logico ben preciso e risposto a un obiettivo altrettanto chiaro: riscrivere la diplomazia di Nuova Delhi nel tentativo di riadattarla a un mondo multipolare. Il momento è delicato perché, come ha spiegato al Financial Times Shaktikanta Das, segretario principale del primo ministro, l’India potrebbe essere a “un passo” dal raggiungere una crescita economica annua dell’8%, sempre se la situazione geopolitica globale rimarrà stabile.
La trasferta europea di Jaishankar
Andiamo con ordine. Jaishankar ha criticato l’ipocrisia delle nazioni europee durante la sua visita in Finlandia. Lo ha fatto dopo che un giornalista aveva accusato l’India di essere “troppo favorevole” alla Russia e “troppo disposta ad acquistare petrolio” da Mosca. Nel corso di una tavola rotonda dal titolo “Potenze emergenti e la nuova competizione geopolitica”, il ministro indiano ha respinto l’attacco sottolineando l’ambiguità morale dell’Europa e accusandola di vendere armi a Paesi che attaccano l’India. “Nessun Paese europeo è stato attaccato con armi indiane. Vorrei poter dire lo stesso per quanto riguarda le armi europee contro l’India”, ha affermato Jaishankar.
Il nodo russo rischia di impattare sulle relazioni tra Delhi e Bruxelles, a maggior ragione adesso che le due parti hanno siglato un accordo di libero scambio. Per evitare incendi o inversioni a U, l’inviato di Modi ha quindi sfruttato il tour europeo per spiegare che l’India ha acquistato petrolio russo perché gli Stati Uniti avevano espressamente chiesto di farlo per stabilizzare il mercato petrolifero mondiale. E che, in ogni caso, le importazioni di energia sono guidate dall’interesse nazionale, dal benessere dei cittadini e dalle priorità di sicurezza energetica interna. Emblematico e deciso il messaggio che Jaishankar ha inviato all’Europa: possiamo e dobbiamo continuare a dialogare e a rafforzare i nostri legami, ma non intromettetevi nei nostri affari interni.
Energia e hi-tech
L’Europa non è l’unico partner dell’India. Al contrario, come dimostra la sua appartenenza al gruppo dei Brics, dove è presente anche la Cina, Delhi dialoga con chiunque secondo i principi di pragmatismo e multilateralismo.
A proposito di energia, Modi ha inviato Jaishankar in Mongolia per incontrare il presidente mongolo Khurelsukh Ukhnaa e rafforzare la cooperazione bilaterale in diversi settori, compresi quelli minerari, tecnologici e delle risorse umane. Il ministro indiano ha tra l’altro definito i due Paesi “partner strategici” e “fratelli spirituali”, e ha visitato la raffineria di petrolio Mongol, fiore all’occhiello del Paese, nella provincia di Dornogovi.
Non è un caso: l’India sta infatti costruendo a Dornogovi la prima raffineria di petrolio ex novo in Mongolia, nell’ambito di un progetto finanziato da una linea di credito dal valore di 1,7 miliardi di dollari. C’è dell’altro. Il gigante asiatico ambisce ad attrarre il carbone da coke e altri prodotti minerari mongoli, dato il crescente fabbisogno richiesto da Delhi per gestire il progresso hi-tech nazionale e per “nutrire” la sua industria siderurgica.
Il cerchio si chiude con la Corea del Sud, dove Jaishankar ha incassato l’impegno di Seoul ad ampliare i legami con l’India in altri settori strategici, tra cui la cantieristica navale, l’intelligenza artificiale, i minerali critici e la collaborazione industriale. Toccherà adesso a Modi unire i vari puntini messi sul tavolo dal suo fidatissimo ministro.