Nessun obiettivo di crescita cinese per il 2020, una maggiore spesa da parte dello Stato, la dotazione del primo codice civile. E ancora: creare 9 milioni di nuovi posti di lavoro, portare la disoccupazione urbana al 6% e passare in rassegna una nuova legge sulla sicurezza nazionale per ”salvaguardare la sicurezza nazionale nelle due regioni amministrative speciali”, Hong Kong e Macao.

Questi sono stati i temi principali attorno cui hanno ruotato le cosiddette ”Due sessioni” (lianghui), cioè la nuova sessione annuale della Conferenza politica consultiva del popolo cinese (Cppcc), formata da partiti e organizzazioni cinesi e andata in scena giovedì, e la riunione dell’Assemblea nazionale del popolo (Npc), terminata oggi. La prima è formata da 2.100 delegati, la seconda da 2.957 deputati.

L’Assemblea è l’istituzione statale più alta della Cina, nonché l’unica camera legislativa della Repubblica popolare. A causa dell’emergenza Covid-19, qualche giorno prima dei lavori, i partecipanti si sono sottoposti a test sierologico per scongiurare che qualcuno di loro fosse infettato e potesse, a sua volta, contagiare i colleghi. Tra le altre misure di sicurezza, delegati e deputati hanno dovuto indossare una mascherina, le finestre degli edifici in cui si svolgevano gli incontri sono state lasciate aperte per favorire la ventilazione, molti giornalisti sono stati esclusi e altrettante interviste sono state effettuate in videochiamata.

L’economia

Al di là del quadro introduttivo, importante per orientarsi nell’appuntamento più importante dell’anno della politica cinese, è quanto mai fondamentale accendere i riflettori sui temi affrontati dalle Due sessioni. Innanzitutto il governo cinese ha rinunciato a definire un obiettivo di crescita dell’economia per il 2020, come non accadeva da decenni a questa parte.

Il primo ministro cinese, Li Keqiang, ha motivato la decisione citando la “grande insicurezza” riguardo l’impatto della pandemia sulla Cina e sull’economia globale nel suo complesso. Ricordiamo che Pechino non rinunciava a fissare un obiettivo di crescita ufficiale dal 1998. “Quest’anno dobbiamo dare priorità alla stabilizzazione dell’impiego e alla tutela degli standard di vita, alla vittoria della battaglia contro la povertà, e al conseguimento dell’obiettivo di edificare una società moderatamente prospera in tutti i suoi aspetti”, ha detto Li, presentando un rapporto di lavoro all’inizio della sessione parlamentare.

Certo, come sottolinea Agenzia Nova, il Dragone aveva intenzione di raddoppiare il pil del 2010 entro quest’anno, ma tale traguardo dovrà essere rinviato. In generale il governo centrale cinese deve fare i conti – come tutti i Paesi al mondo – con gli effetti della pandemia di Covid-19, che hanno impattato tanto sulla sua stabilità economica e sociale, quanto sui suoi obiettivi di politica internazionale.

Le novità più importanti

Oltre all’intenzione di ridurre ulteriormente la povertà per raggiungere, entro il 2020, l’etichetta di ”società moderatamente prospera”, un altro fondamentale aspetto dell’appuntamento dell’Npc di quest’anno sarà l’approvazione del primo Codice civile del paese. Con 1.260 articoli, si tratta del disegno di legge più complesso al vaglio dei delegati, l’unico ufficialmente denominato “codice”.

Il testo è considerato la costituzione civile della società moderna cinese. La revisione della bozza del progetto di legge è composta da disposizioni generali e sei parti relative a proprietà, contratti, diritti della persona, matrimonio e famiglia, eredità e responsabilità civile. Fra le novità più importanti, la nascita del primo “codice per la privacy” per gli 1,4 miliardi di cittadini della Cina. Anche la sezione relativa al matrimonio e al diritto di famiglia ha ricevuto grande attenzione da tutte le parti sociali.

Era attesa anche la discussione sulla bozza del bilancio della Difesa cinese per il 2020. Ebbene, Pechino ha deciso di aumentare la sua spesa militare del +6,6% rispetto allo scorso anno, evidentemente a causa delle crescenti minacce alla difesa nazionale. In ogni caso si tratta dell’incremento minore degli ultimi 20 anni.

Xi Jinping, il richiamo alla mitologia e gli “Otto immortali”

Questi i contenuti tecnici. Cosa significano sulla carta? Tre sono gli aspetti da analizzare. Il primo è che Pechino, nonostante l’apocalisse coronavirus, si è dimostrato malleabile e pronto ad adattarsi al nuovo stato di crisi. Non solo: dato lo scenario, il Dragone è riuscito a limitare i danni e sembrerebbe fiducioso in vista dell’imminente futuro. C’è un grande punto interrogativo sui disoccupati provocati dal Covid, ma anche su questo il governo parrebbe intenzionato ad alleggerire la pressione creando milioni di posti di lavoro.

Il secondo aspetto da considerare riguarda la politica estera: dal Mar cinese meridionale a Hong Kong, passando per Taiwan, Pechino non ha alcuna intenzione di subire minacce vere o presunte da parte degli Stati Uniti. La risposta sta tutta nell’aumento della spesa militare e nella legge sulla sicurezza nazionale inerente l’ex colonia britannica.

L’ultimo punto è in realtà una curiosità. In una delle foto più emblematiche apparse sugli organi di stampa cinesi, relativa alla Conferenza Politica Consultiva, si vedono sette persone, senza mascherina, sedute una accanto all’altra, allo stesso tavolo. Alle loro spalle il resto dell’assemblea. L’ottava figura sta probabilmente parlando nel momento dello scatto. Chi sono? I sette membri del comitato permanente del Politburo. A questi si aggiunge Wang Qishan, il vicepresidente della Cina.

Il richiamo agli “Otto immortali” della mitologia cinese è fortissimo. Gli Otto immortali sono un gruppo di leggendari xian, cioè esseri immortali divinizzati, ognuno dei quali, secondo la leggenda, dotato di un potere trasferibile a un oggetto capace di dare la vita o di sconfiggere il male. Descrivere gli uomini che sono diventati immortali è un topos nell’arte cinese. Non a caso, a cavallo tra gli anni ’80 e ’90, ci si riferiva ad alcuni dei leader più importanti del Partito comunista cinese con l’appellativo di ”Otto anziani”. All’epoca gli Otto anziani contribuirono a spingere la Cina verso il libero mercato. La sensazione è che gli attuali Otto anziani, guidati da Xi Jinping, saranno chiamati a traghettare l’ex Impero di Mezzo nella nuova era post coronavirus.

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