Sono giorni di fuoco per la Corea del Nord. Nel momento in cui scriviamo è appena terminato il Congresso del Partito dei Lavoratori di Corea, l’appuntamento più importante per la vita politica del Paese, un evento durante il quale la leadership definisce le linee strategiche interne ed estere per i prossimi anni.
È il primo incontro di questo tipo dal 2021, il quarto in 45 anni, il nono complessivo. Cosa è stato deciso? Innanzitutto Kim Jong Un è stato confermato come segretario generale del Partito, ammesso che fosse mai veramente stato messo in discussione. L’agenzia di stampa statale Kcna ha quindi elogiato l’attuale presidente scrivendo che sotto la guida di Kim la Corea del Nord ha “radicalmente migliorato” la sua “deterrenza bellica“, “con le forze nucleari come perno”.
Accanto alla politica e alla Difesa – prima dell’apertura dei lavori sono stati presentati lanciarazzi con capacità nucleare – c’è spazio anche per l’economia. Nel suo discorso di apertura della scorsa settimana, non a caso, lo stesso Kim aveva promesso di rilanciare l’apparato economico del Paese e il tenore di vita della popolazione, parlando di “compiti storici gravosi e urgenti”.
Kim disegna la nuova Corea del Nord
Il Congresso si svolge alla presenza dei circa 5.000 membri del Partito e offre uno sguardo raro sulla struttura del potere politico in uno dei Paesi più impenetrabili del pianeta.
All’ultimo incontro, Kim aveva presentato una lista di armi nucleari e missili avanzati che intendeva costruire – compresi quelli in grado di eludere le difese missilistiche del Giappone – definendo gli Stati Uniti come il “principale nemico” della Corea del Nord. All’inaugurazione del nono Congresso, lo stesso Kim ha spiegato che Pyongyang ha raggiunto “con successo” gli obiettivi prefissati al precedente Congresso “in tutti gli ambiti, come la politica, l’economia, la difesa nazionale, la cultura e la diplomazia”. Il presidente nordcoreano ha inoltre spiegato che il suo Paese ha superato le “peggiori difficoltà” degli ultimi cinque anni e che ora è “pieno di ottimismo e fiducia nel futuro”.
Per quanto riguarda gli armamenti, i media nordcoreani hanno scritto che nel corso del 2025 è stato messo in scena uno sforzo “illimitato” per sviluppare la forza nucleare nazionale, mettendo in mostra al contempo i lanci di missili da crociera e altre attività legate agli armamenti. In un simile contesto, Kim ha chiesto un aumento della produzione di sistemi convenzionali chiave, tra cui lanciarazzi multipli.

Diplomazia, sviluppo economico e affari militari
Sul fronte diplomatico, Kim ha già fatto sapere di essere disponibile a incontrare Trump a condizione però che Washington abbandoni “la sua ossessione per la denuclearizzazione e cerchi una coesistenza pacifica basata sulla realtà”.
Attenzione poi ai rapporti tra le due Coree. L’attenzione è focalizzata sulla possibilità che il governo nordcoreano istituzionalizzi formalmente la teoria dei “due Stati ostili” di Kim sulle relazioni con la Corea del Sud. Dalla fine del 2023, ricordiamo, Pyongyang ha definito i legami intercoreani come relazioni tra due Stati belligeranti. La dottrina non è ancora stata codificata e questo concetto potrebbe essere presto incorporato nello statuto del Partito dei Lavoratori di Corea, aprendo potenzialmente la strada a emendamenti costituzionali.
Sul fronte interno, è lecito supporre che l’evento accresca la statura politica di Kim, che nel frattempo si sta spendendo a inaugurare nuovi quartieri, negozi e strutture prestigiose nel cuore di Pyongyang. Chiara l’intenzione del leader: migliorare lo status economico del Paese a partire dalla capitale.
Di pari passo, come anticipato, si attende di capire quali saranno le prossime mosse militari. Detto che la denuclearizzazione non è e non sarà presa in considerazione, Kim sfrutterà presumibilmente i consolidati rapporti con la Russia per rafforzare ulteriormente l’apparato bellico del Paese. Verso la fine del mese scorso, del resto, il presidentissimo aveva supervisionato il lancio di prova di missili da un lanciarazzi multiplo affermando che “i piani della fase successiva per rafforzare ulteriormente la deterrenza nucleare del Paese” sarebbero stati chiariti al termine del prossimo Congresso.

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