La geopolitica della corsa allo spazio
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Una piattaforma globale per affrontare, attraverso il dialogo, questioni di attualità internazionale. Può essere descritto così il Global Baku Forum, a Baku in Azerbaigian, dal 16 al 18 giugno scorso per quella che è la sua nona edizione. Se il tema di quest’anno è intuibile già dal titolo “Sfide all’ordine mondiale globale”, l’importanza dell’evento, invece, sta tutta nella platea degli ospiti.

Ad aprire l’evento c’era il presidente della Repubblica dell’Azerbaigian, Ilham Aliyev, mentre non mancano capi di Stato e di governi, attuali e passati, rilevanti personalità pubbliche e politiche, nonché esponenti di spicco della comunità di esperti.

Il IX Global Baku Forum ha ruotato attorno ai seguenti punti: sicurezza globale, energetica e alimentare, guerra in Ucraina, problemi di moderna assistenza sanitaria, pace, cooperazione e integrazione nel Caucaso meridionale. E ancora: i cambiamenti che stanno rimodellando l’Europa, questioni di sicurezza nei Balcani, problemi del Medio Oriente e  ricerca di modi per garantire la pace, la stabilità e lo sviluppo nel mondo arabo, problemi di globalizzazione e crescente disuguaglianza, diritti umani e democrazia e le grandi sfide del 21° secolo.

Affrontare i cambiamenti globali

Il Presidente Ilham Aliyev, intervenendo al Forum, ha prima di tutto espresso la sua fiducia nei risultati dell’evento. “È chiaro che il mondo è cambiato dopo il nostro incontro qui l’anno scorso al Palazzo Gulustan. I cambiamenti sono fondamentali e hanno conseguenze imprevedibili. Ma è evidente che il mondo sarà diverso ed è già diverso”, ha dichiarato il leader, aggiungendo di essere fiducioso che “uno dei principali temi all’ordine del giorno sarà il ruolo dei principali organismi internazionali, delle principali istituzioni finanziarie nella lotta alla crisi alimentare. Perché è inevitabile ed è già alle porte”.

Le organizzazioni internazionali e i Paesi leader, a detta di Aliyev, sono chiamati, tra le altre sfide, ad affrontare il potenziale aumento delle migrazioni, dirette conseguenze della crisi alimentare. A questo si può aggiungere anche la situazione imprevedibile dei mercati energetici, che genera disuguaglianza tra produttori e consumatori. “Questa situazione è rischiosa anche per i produttori stessi. Se qualcuno pensa che i Paesi produttori di petrolio e gas siano realmente contenti di questi prezzi elevati, è un malinteso. Equilibrio tra produttori e consumatori, un mercato stabile: i produttori ne hanno bisogno. A questo puntano gli sforzi dell’OPEC+, a cui partecipa anche l’Azerbaigian”, ha dichiarato il presidente Aliyev.

Il ruolo energetico dell’Azerbaigian

In uno scenario internazionale del genere, la domanda di risorse energetiche dell’Azerbaigian è in crescita. “Nel febbraio di quest’anno abbiamo tenuto una riunione del Consiglio consultivo del corridoio del gas meridionale e abbiamo cercato di pianificare le misure future. Tuttavia, la situazione in Europa è cambiata radicalmente. Pertanto, il fabbisogno di risorse di idrocarburi dell’Azerbaigian è aumentato”, ha spiegato Aliyev.

“Negli ultimi mesi abbiamo ricevuto richieste di forniture di gas da diversi paesi europei. Dobbiamo cercare di soddisfare le loro esigenze. Ovviamente il problema non è così facile da risolvere. Dobbiamo aumentare la produzione di gas. Attualmente stiamo collaborando con la Commissione europea su questo tema”, ha aggiunto il Capo di Stato.

Le relazioni con l’Armenia

Per quanto riguarda il processo di normalizzazione delle relazioni con l’Armenia, il Presidente Ilham Aliyev ha detto che la proposta dell’Azerbaigian era di iniziare a lavorare su un accordo di pace, e ciò è stato offerto.

“L’Armenia non ha risposto, quindi abbiamo fatto un altro passo e proposto cinque principi fondamentali del diritto internazionale, compreso il rispetto reciproco e il riconoscimento dell’integrità territoriale di entrambi i paesi, nonché l’astensione reciproca da qualsiasi rivendicazione territoriale, sia ora che in futuro”, ha chiarito il presidente dell’Azerbaigian. “Ci aspettiamo che l’Armenia rispetti la dichiarazione trilaterale firmata il 10 novembre 2020 sull’apertura delle comunicazioni con la Repubblica autonoma di Nakhchivan per l’Azerbaigian. Purtroppo è passato un anno e mezzo da quando l’Armenia ha firmato l’atto di capitolazione, ma finora non c’è stato alcun movimento. Questo è inaccettabile”, ha concluso lo stesso Aliyev, evidenziando che non esiste un’unità amministrativa denominata “Nagorno-Karabakh” in Azerbaigian e che qualsiasi riferimento da parte armena a questo problema porterà a un nuovo confronto.

Da questo punto di vista, la dichiarazione di Bruxelles mostra chiaramente che saranno presi in considerazione i diritti e la sicurezza degli armeni che vivono nel Karabakh. “Penso che la dichiarazione fatta dal Presidente del Consiglio Europeo Charles Michel e il risultato di un incontro trilaterale tra il presidente Michel, il sottoscritto e il primo ministro Pashinyan a Bruxelles affermi chiaramente che i diritti e la sicurezza della popolazione armena in Karabakh saranno presi in considerazione. Lo supportiamo pienamente. I diritti e la sicurezza dell’intero popolo azerbaigiano sono garantiti dalla nostra costituzione. L’Azerbaigian è un paese multietnico e la popolazione armena non è la più grande minoranza etnica in Azerbaigian”, ha quindi concluso Aliyev.

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