Dal totem della Nato ai pacifisti tra virgolette, l’Europa non ce la può fare

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Nel mio piccolo penso con sincerità questo: non ce la possiamo fare. Il livello del dibattito politico sulle prospettive dell’Europa è troppo basso, troppo schiacciato sulle questioni militari, per portarci seriamente da qualche parte. D’altra parte, che cosa dovremmo aspettarci dalla stessa classe dirigente che negli ultimi due anni e mezzo ha sbagliato ogni calcolo e previsione possibile, e ora è ridotta a presentare con un segno di unità la decisione di mandare in Ucraina armi sempre più potenti, se non addirittura le truppe, che invece è un segno preciso di disperazione, l’ultimo tentativo per evitare che i russi sfondino il fronte.

Chi due anni fa annunciava l’imminente e inevitabile vittoria dell’Ucraina ora ha adottato un nuovo feticcio: la Nato. Altro segnale di paura, ovviamente. E quando la gente ha paura, smette di ragionare. Siamo convinti che l’ormai perfetta sovrapposizione dei confini della Nato a trazione americana con quelli della Ue sia una buona cosa per noi europei? E dopo aver propagandato in ogni modo l’allargamento verso Est della Nato, davvero ci sentiamo più sicuri? Se ci sentiamo così tanto più sicuri, perché la Finlandia, entrata di corsa nell’Alleanza dopo decenni di tranquilla semi-neutralità (il rapporto privilegiato con la Nato c’era già), si è affrettata a chiedere agli Usa di portare le proprie truppe nel Paese? Perché tutti riarmano come pazzi, a cominciare da Polonia e Germania? Perché persino gli indifendibili (in caso di guerra) Paesi baltici spendono per costruire patetiche linee di bunker e di trincee? Perché ci siamo convinti che, in caso di vittoria in Ucraina, Putin cercherà di attaccare anche la Nato? Tutto questo lo chiamate sicurezza?

A questo punto di solito salta su qualcuno a spiegare che Vladimir Putin è cattivo. Che ha invaso l’Ucraina. Scusate, lo sappiamo. Abbiamo le idee piuttosto chiare su chi sia l’aggressore e chi l’aggredito. Non di meno, Putin è là da 24 anni, non da due giorni. E certe cose le aveva spiegate molto bene tanto tempo fa. Per esempio nel 2007, quando alla Conferenza internazionale sulla sicurezza di Monaco di Baviera disse, presenti la Merkel e Hollande, che la Russia non avrebbe mai accettato un mondo unipolare a guida Usa. Questo succedeva mentre Usa, Polonia e Repubblica Ceca trattavano l’installazione di un sistema anti-missile (missili in Polonia, radar nella Repubblica Ceca) che ovviamente cambiava tutta l’architettura della sicurezza in Europa e che i russi non potevano non interpretare come una mossa ostile, anche se la Casa Bianca, con grande senso dell’umorismo, diceva che il tutto era concepito per difendere l’Europa… dall’Iran!

E così, guarda guarda, nel 2008 la Russia fa la guerra alla Georgia, dove il presidente Mikheil Saakashvili aveva messo in programma l’adesione alla Nato e alla Ue. E dopo che, più o meno nelle stesse settimane, Usa e Polonia siglano l’accordo per i missili, Dmitrij Medvedev, da poco presidente della Federazione Russa, avverte così: “Da quello che abbiamo visto negli ultimi anni, la creazione di un sistema di difesa anti-missile, l’accerchiamento della Russia con basi militari, l’incessante espansione della NATO, abbiamo tratto la chiara impressione che si stia mettendo alla prova la nostra forza”. E annuncia il dispiegamento di missili Iskander a corto raggio nell’exclave russa di Kaliningrad, tra Polonia e Lituania, “per neutralizzare, se necessario, un sistema di difesa missilistica”.

I russi avevano molto borbottato mentre la Nato avanzava verso Est di 1.600 chilometri (nel 1999 entrano Ungheria, Repubblica Ceca e Polonia, nel 2004 Bulgaria, Estonia, Lettonia, Lituania, Romania e Slovacchia) ma senza sostanzialmente fare nulla. Qualunque scemo, però, avrebbe capito qual era per loro la linea rossa: no a Ucraina e Georgia nella Nato, no all’eventuale presenza dell’Alleanza in due Paesi che confinano con la Russia. L’Ucraina per 1.576 chilometri, la Georgia per 723. Certo, la libera decisione degli Stati, l’autodeterminazione dei popoli… tutto vero. Ma.. A parte che questi bei principi a volte vengono osservati e a volte no (e ci si risparmi l’elenco dei no, per favore), resta una considerazione: quanti sacrifici si possono chiedere a un Paese in nome di un’alleanza? Guarda caso Ucraina e Georgia nella Nato non ci sono ancora, hanno subito guerre e distruzioni e, nello stesso tempo, infinite pressioni da parte occidentale.

Certo, Putin è cattivo. Ma se già nel 2008 ti aveva fatto vedere che cos’avrebbe fatto se provavi a piazzargli la Nato in Georgia, valeva la pena di insistere? O la realtà non conta più? Non c’erano altri mezzi, altri strumenti per garantire a Georgia e Ucraina un decente assetto di sicurezza? Non sembra anche a voi che la Nato abbia usato Georgia e Ucraina contro la Russia, senza preoccuparsi troppo di quel che poteva succedere ai due Paesi?

Sono riflessioni che varrebbe la pena di fare, mentre ci inginocchiamo davanti al totem della Nato. Così, anche solo per provare un punto di vista diverso. E invece no, la risposta è la caccia all’eretico. E il peggio è che ci cascano anche quelli di solito più intelligenti.  Su Repubblica un commentatore brillante come Stefano Folli spiega che alcuni politici cercano disperatamente di tenere dritta la barra dell’atlantismo di fronte a una massa che si fa intortare dalla propaganda russa (riassunto sommario, lo so, ma credo abbastanza fedele alla sostanza) e che persino il Pd “ha nelle sue liste una serie di “pacifisti” filo-russi come non era mai accaduto in passato”.

Ora, su questi temi ho una posizione particolare. Credo dovrebbe essere lecito querelare chiunque usi alla cazzo (non è il caso di Folli, ovviamente) i termini “putiniano” e “antisemita”. Se putiniano vuol dire “concorde con le azioni di Putin” e antisemita concorde con azioni discriminatorie nei confronti degli ebrei, la querela mi pare il minimo. Come quando si usa il termine “fascista”: se l’apologia del fascismo è reato, e vengo quindi accusato di commettere reati, posso, anzi devo querelare. Però.. Pacifisti tra virgolette cosa vuol dire? Senza virgolette che vorrebbe dire? Complici di Putin? Aspiranti sterminatori del popolo ucraino? Semplici cretini? E poi sarebbe anche carino fare i nomi dei reprobi, no?, soprattutto se si tratta di una cosa spaventosa, mai successa prima. E poi si potrebbe persino pensare che il contrario di pacifista sia “guerrafondaio”. Folli vuole la guerra? In realtà, a questi misteriosi pacifisti dovremmo fare un monumento. Sono rimasti gli ultimi a tentare di farci ragionare. Sono i nostri panda, teniamoli da conto.

Fulvio Scaglione