Nel febbraio del 2021, quando il Tatmadaw ha rovesciato il governo eletto di Aung San Suu Kyi con un colpo di Stato, Ye Win Oo guidava il contingente militare incaricato di arrestare la vincitrice del Premio Nobel per la Pace e, all’epoca, leader del Myanmar.
A distanza di cinque anni, e dopo una guerra civile della quale ancora non si vede la fine, il generale dell’esercito birmano è stato nominato comandante in capo delle forze armate, le stesse che dominano la politica interna nazionale. Oggi Ye Win ha dunque assunto una delle cariche più potenti del Paese in sostituzione di un altro generale, Soe Win, mentre il generalissimo Min Aung Hlaing, fin qui capo della giunta al potere, molto presto potrebbe scambiare la sua uniforme mimetica con abiti civili diventando presidente.
Cosa sta succedendo, quindi, in Myanmar? In seguito alle ultime (discusse) elezioni, che hanno premiato a valanga il Partito dell’Unione per la Solidarietà e lo Sviluppo (Usdp), sostenuto dai militari, c’è chi è convinto che il Tatmadaw intenda mantenere il controllo della situazione costruendo una facciata democratica e nominando un presidente distinto dal capo dell’esercito. L’aspetto chiave di questa vicenda è che Ye Win Oo è un fedelissimo di Ming Aung Hlaing.

Ye Win Oo: gli occhi e le orecchie della giunta militare
Ma cosa sappiamo di Ye Win Oo? È soprannominato gli “occhi e le orecchie” di Min Aung Hlaing perché è da sempre vicino a a lui. Durante le riunioni di alto profilo delle forze armate è stato più volte immortalato nell’atto di prendere appunti su un’agendina mentre il suo superiore parlava agli altri presenti.
Per il resto, Ye Win si è sempre mosso dietro le quinte, anche quando ha accompagnato Ming nelle visite istituzionali all’estero. La svolta è arrivata negli ultimi mesi, con la promozione da capo dell’intelligence militare – carica ricoperta da anni – a massima carica dell’esercito, in successione al citato Soe Win.
Come ha spiegato Reuters, a differenza di molti altri ufficiali di alto rango diplomati all’Accademia delle Forze Armate, Ye Win Oo ha frequentato la Scuola di Addestramento Ufficiali, prestando servizio nei primi anni nei battaglioni di fanteria per poi assumere incarichi di comando di livello superiore nelle aree centrali del Myanmar.
È stato durante l’incarico di colonnello nel comando regionale a Yangon che Ye Win sarebbe entrato nell’orbita di Min Aung Hlaing, in un rapporto ulteriormente rafforzato dai legami tra le loro famiglie. Pare, infatti, che la successiva ascesa dello stesso Ye Win fino alla nomina nel 2020 a capo degli Affari di Sicurezza Militare – con la supervisione delle operazioni di intelligence e di interrogatorio – non sarebbe mai potuta verificarsi senza il sostegno di Min.

Il Myanmar cambia pelle?
Min Aung Hlaing è un abile stratega politico con una spiccata capacità di gestire le élite militari, e così ha fatto anche con Ye Win che, dal canto suo, ha comunque ripagato la scommessa. È stato durante il periodo a capo dell’intelligence che, non a caso, Ye Win Oo si è fatto un nome, soprattutto quando la sua unità è riuscita a tenere a bada in gran parte i guerriglieri anti-giunta nelle principali aree urbane.
Certo, gli investigatori delle Nazioni Unite hanno accusato le forze di sicurezza del Myanmar di torture sistematiche, uccisioni e altri gravi abusi durante gli interrogatori e nelle strutture di detenzione, e Ye è finito sotto sanzioni da parte di Unione Europea e Stati Uniti.
“Il generale Ye Win Oo ha un passato oscuro”, ha dichiarato l’analista Naing Min Khant all’Afp, spiegando che “si è guadagnato la reputazione di essere brutale nei confronti dell’opposizione democratica” durante il suo periodo come capo dei servizi segreti. Nel frattempo Ming è pronto ad assumere un ruolo politico più presentabile di fronte alla comunità internazionale, con Ye Win a tenere le redini del Tatmadaw.

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