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Politica

Da Sunak a Erdogan: cosa svela l’agenda di Meloni a Vilnius

Il presidente del consiglio ha incontrato in Lituania il premier britannico Rishi Sunak e Recep Tayyip Erdogan

I summit internazionali sono anche occasione per fissare in agenda bilaterali molto importanti che, diversamente, richiederebbero più tempo per essere organizzati. Appuntamenti come quelli del G7, del G20 o, come in questo caso, dei vertici della Nato sono importanti anche per questo: è possibile incontrare una controparte e discutere di dossier ritenuti delicati senza aspettare altre visite di Stato.

A Vilnius, dove si sta chiudendo il vertice dell’Alleanza Atlantica, anche i rappresentanti di Palazzo Chigi hanno lavorato freneticamente per fissare appuntamenti delicati e non privi di insidie di natura logistica. Nel pomeriggio di martedì il presidente del consiglio Giorgia Meloni ha incontrato il premier britannico, Rishi Sunak, e il presidente turco Recep Tayyip Erdogan. Se il bilaterale con il primo era già in agenda, con il capo dello Stato turco al contrario c’è stata un’anticipazione dell’appuntamento previsto originariamente per domani. Un via vai di incontri quindi, i quali hanno assunto anche precisi significati politici.

Significati a cui ha dato ampio spazio la stessa Giorgia Meloni nelle sue dichiarazioni rese al termine della giornata. “Oggi qui a Vilnius – ha dichiarato il presidente del consiglio – si dà una nuova postura alla Nato, con l’approccio a 360 gradi, con l’attenzione da rivolgere al fianco Sud e in particolare all’Africa, anche per fronteggiare il fenomeno delle migrazioni, e con lo straordinario sostegno all’Ucraina che va portato avanti fino a quando sarà necessario”.

L’incontro con Sunak

Il vantaggio di poter organizzare bilaterali a margine di importanti vertici, sta nel fatto che i diretti interessati non devono cambiare località o spostarsi. Basta incontrarsi in una sala poco distante da quella principale all’interno dell’albergo che ospita l’evento, oppure in un’aula messa a disposizione da una delle delegazioni. L’incognita però sta nel fatto che l’agenda è molto fitta e far incastrare il tutto è molto complicato.

A margine del vertice di Vilnius, Giorgia Meloni ha visto nel primo pomeriggio il primo ministro britannico. Al momento sono pochi i dettagli trapelati, solo scarni comunicati di agenzia in cui è stato confermato dalle parti l’avvenuto bilaterale. Ma fonti diplomatiche scommettono su un’importante convergenza tra Meloni e Sunak. Del resto i due si erano già visti a Londra ad aprile e il bilaterale era stato considerato un successo. In quell’occasione, il premier britannico aveva anche accompagnato il presidente del consiglio all’interno dell’abbazia di Westminster a pochi giorni dall’incoronazione di Re Carlo III.

Segnali di una vicinanza tra i due governi, i quali si erano impegnati nella firma di un memorandum su flussi migratori e difesa. Argomenti toccati probabilmente anche a Vilnius. Si tratta di dossier su cui è emersa una certa comunanza di vedute tra Palazzo Chigi e Downing Street. Convergenza confermata anche in occasione della conversazione telefonica avuta tra Meloni e Sunak nell’immediata vigilia del vertice di Vilnius. Il bilaterale odierno non è durato molto, ma tanto sarebbe bastato per ribadire le comuni posizioni di Roma e Londra anche sui prossimi sviluppi della guerra in Ucraina.

I tanti dossier in ballo con Erdogan

Subito dopo l’incontro con Sunak, l’agenda di Palazzo Chigi ha dovuto subire un importante cambiamento. Meloni ed Erdogan hanno infatti anticipato, probabilmente per motivi logistici di una delle due delegazioni, il loro bilaterale. Quello con il presidente turco è stato forse l’appuntamento più atteso della giornata. Poche ore prima Erdogan ha firmato il proprio benestare all’ingresso della Svezia nella Nato, ma nell’incontro con il capo dell’esecutivo italiano in ballo c’erano argomenti specificatamente dedicati all’asse tra Roma e Ankara.

“Oggi ho incontrato il presidente del consiglio italiano Giorgia Meloni – ha scritto Erdogan su Twitter – continueremo la forte cooperazione con l’Italia”. Poche parole e pochi dettagli emersi anche in questo caso. Anche perché il colloquio non è durato molto, subito dopo il presidente turco ha incontrato il cancelliere tedesco Olaf Scholz e il presidente Usa Joe Biden.

Ma quello con Meloni non dovrebbe essere stato solo un incontro interlocutorio. I due avrebbero parlato di Libia, sicurezza e immigrazione. Ossia i temi più scottanti e più sentiti tra le parti. Anche il capo dell’esecutivo italiano ha affidato a Twitter il commento dell’incontro: “Al summit di Vilnius ho incontrato il presidente della Turchia Erdogan- ha scritto – Insieme abbiamo dialogato sul comune interesse a rafforzare l’impegno nella sponda sud del Mediterraneo e su come potenziare la collaborazione e le relazioni economiche tra le nostre Nazioni”.

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