Cuba sull’orlo del collasso: aiutaci a raccontarlo

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Politica /

Cuba sta subendo gli effetti di una delle forme più gravi di violenza economica imposta dagli Stati Uniti, mirata apertamente al cambio di regime.

Una crisi indotta con effetti devastanti: mancano elettricità, carburante, cibo e medicine, il sistema sanitario collassa, aumenta la mortalità infantile e migliaia sono costretti a migrare.

Nell’ora più buia dell’isola, rimasta sola, vogliamo raccontare cosa sta succedendo davvero.

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Da oltre sessant’anni l’isola subisce un blocco economico (el bloqueo) imposto dagli Stati Uniti. Dopo l’intervento militare statunitense in Venezuela e la cattura di Nicolás Maduro all’inizio di gennaio 2026, gli Stati Uniti hanno di fatto bloccato le forniture di petrolio venezuelano dirette a Cuba, una fonte storica di carburante per l’isola.

Un ordine esecutivo e una serie di misure successive hanno interrotto gli arrivi di carburante essenziale, aggravando una cronica carenza di energia. Oggi Cuba deve far fronte a blackout continui, interruzioni dei trasporti pubblici e difficoltà nel garantire servizi sanitari di base, mentre la scarsità di petrolio e carburante ha fatto sì che scuole, università e raccolta dei rifiuti siano stati ridotti o sospesi.

Cosa vogliamo raccontare?

Vogliamo mostrare cosa significa vivere questa crisi dal punto di vista di chi la subisce: cittadini nelle file per beni essenziali, famiglie senza corrente, persone che si spostano o cercano opportunità altrove.

Non ci limiteremo alle voci della strada: vogliamo parlare anche con leader politici e religiosi, intellettuali e altre figure della società civile per capire come Cuba sta affrontando questa pressione esterna e quali scenari si aprono per il futuro.

Se pensi che valga la pena raccontare quello che sta succedendo a Cuba andando sul posto, sostieni questo reportage tramite l’Associazione per il giornalismo indipendente

Perché parlare di Cuba?

Cuba mostra in modo evidente gli effetti devastanti di un regime di sanzioni economiche imposto dagli Stati Uniti. Non sono strumenti diplomatici: sono guerra economica che grava sulla popolazione, una vera e propria forma di punizione collettiva, illegale secondo il diritto internazionale.

Per questo vogliamo andare a Cuba: per testimoniare cosa gli Stati Uniti stanno facendo a un intero popolo, con il beneplacito del resto dell’Occidente e senza che una parte significativa del dibattito internazionale ne dia conto.

Chi vogliamo mandare?

Eleonora Piergallini, firma di InsideOver dal 2021, è basata a New York ed è Communications Associate del team internazionale del Center for Economic and Policy Research (CEPR) di Washington DC, un think tank che analizza in chiave critica gli impatti globali delle politiche economiche e di politica estera degli Stati Uniti, con particolare attenzione al Sud globale e all’America Latina.


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