Cuba, 7mila container bloccati: l’assedio di Trump colpisce acqua e medicine

SOGNI DI FARE IL FOTOREPORTER? FALLO CON NOI

Il vero obiettivo delle sanzioni economiche, soprattutto in un contesto di «massima pressione» come quello imposto dagli Stati Uniti nei confronti di Cuba, è quello di stremare la popolazione fino a provocare il collasso del regime. Sanzioni che colpiscono direttamente la popolazione, dunque, e spesso in maniera brutale. Secondo quanto reso noto nei giorni scorsi dal governo di Miguel Díaz-Canel, più di 7mila container carichi di generi alimentari, risorse energetiche, materiale idrico e farmaci sono rimasti fermi in diversi porti dell’area caraibica a causa delle sanzioni statunitensi nei confronti dell’isola (LEGGI IL NOSTRO REPORTAGE).

A riportare questi numeri drammatici per Cuba è il vice primo ministro e ministro del Commercio estero e degli Investimenti stranieri, Oscar Pérez-Oliva Fraga, il quale è intervenuto dinanzi all’Assemblea nazionale del Potere popolare. Le merci bloccate, ha affermato il ministro, sono state acquistate in maniera legale da Cuba nel rispetto delle norme del commercio internazionale: non si tratta dunque di forniture irregolari, ma di scambi commerciali legittimi paralizzati per l’appunto dalle sanzioni di Washington.

“Assedio energetico contro Cuba”

Secondo quanto affermato da Pérez-Oliva, si tratta di un verto e proprio «assedio energetico» ai danni dell’Isola e di una «punizione collettiva» contro la popolazione. Lo stesso Pérez-Oliva ha dichiarato che dall’inizio dell’anno le misure di pressione da parte dell’amministrazione Trump si sono intensificate notevolmente e hanno colpito settori sensibili, che toccano da vicino la vita quotidiana dei cubani.

Le sanzioni dell’amministrazione Usa colpiscono direttamente l’approvvigionamento idrico di Cuba: tra i container fermi ai porti vi sono quelli contenenti materiali destinati al programma nazionale per l’acqua potabile, settore già in grave crisi da tempo. Più di tre milioni di cubani, secondo i dati citati dal governo, si svegliano ogni giorno con difficoltà di accesso a questa risorsa primaria.

Grave la situazione anche sul fronte sanitario. Nei giorni scorsi, l’azienda statale Medicuba ha denunciato il blocco di due container di farmaci antiepilettici nel porto di Cartagena de Indias, in Colombia. A bloccarne la consegna sarebbe stata la compagnia di navigazione tedesca Hapag-Lloyd, che ha giustificato la scelta sottolineando la necessità di rispettare le sanzioni statunitensi. Precedentemente era stata la francese CMA CGM a bloccare decine di container diretti a Cuba, tra cui uno contenente materiale medico-sanitario.

Le “motivazioni” di Rubio

Per il Segretario di Stato Marco Rubio, figlio di esuli cubani, la lotta contro il governo dell’isola è una questione esistenziale. Lo si intuisce dalla retorica incendiaria con cui descrive il regime cubano: «Il regime comunista cubano – ha dichiarato giorni fa – è uno Stato sponsor del terrorismo che spia l’America, arma violenti radicali di sinistra, diffonde una velenosa ideologia marxista e funge da base operativa per Russia, Cina e Iran, a soli 90 miglia dalle nostre coste».

«Come ha affermato il presidente Trump – ha aggiunto – gli Stati Uniti non tollereranno uno stato canaglia che ospiti operazioni militari, di intelligence e terroristiche ostili alle nostre porte». Peccato che ciò che afferma Rubio per supportare politicamente la strategia di «massima pressione» contro il regime cubano non sia vero. Come riportato sulla nostra testata, infatti, il 29 gennaio scorso, il tycoon ha firmato un ordine esecutivo che minacciava dazi doganali su qualsiasi Paese avesse rifornito di carburante Cuba. Il documento dichiarava che Cuba rappresenta una «emergenza nazionale» e una «minaccia insolita e straordinaria» per gli Stati Uniti, accusando l’isola di ospitare «la più grande struttura di intelligence segnaletica russa all’estero», che cerca di rubare informazioni sensibili sulla sicurezza nazionale degli Stati Uniti.

Peccato che la base russa, nota come Lourdes – di cui ha parlato anche il New York Times – semplicemente non esista. Come ha documentato in esclusiva la testata Drop Site News, in collaborazione con Belly of the Beast, l’area indicata dal Times come sede della base spia russa – Lourdes, alla periferia dell’Avana – è oggi l’Università di Scienze Informatiche (UCI) di Cuba. La squadra di Belly of the Beast ha trascorso due giorni interi a percorrere il campus, parlare con studenti, docenti e personale, senza trovare alcuna traccia di una base russa attiva o delle attrezzature citate dal Times o dall’amministrazione Trump.

È chiaro, dunque, che si tratta di un espediente per giustificare una mossa politica e una strategia più ampia, quella della mai sopita Dottrina Monroe che presuppone l’egemonia statunitense sull’emisfero occidentale e dunque anche su Cuba. Quella che un tempo poteva apparire come una «strategia difensiva» contro le ingerenze degli europei oggi è una strategia aggressiva e imperialista vecchio stampo basata sull’hard power e sulle sanzioni economiche.

Fonti:

“U.S. Blockade Leaves 7,000+ Cuba-Bound Containers Stranded in Caribbean Ports,” Cuba Solidarity Campaign, accessed August 14, 2026, https://cuba-solidarity.org.uk/news/article/4731/us-blockade-leaves-7000-cuba-bound-containers-stranded-in-caribbean-ports.

Al Jazeera Staff and Reuters, “US Diplomat Rubio Targets Cuban Military Officials, Companies in Sanctions,” Al Jazeera, August 6, 2026, https://www.aljazeera.com/news/2026/8/6/us-diplomat-rubio-targets-cuban-military-officials-companies-in-sanctions.

“‘To play God’: Cuba’s healthcare system collapses under US pressure,” Al Jazeera, July 30, 2026, https://www.aljazeera.com/news/longform/2026/7/30/to-play-god-cubas-healthcare-system-collapses-under-us-pressure