Ursula von der Leyen è alla ricerca di una maggioranza in vista del voto di martedì prossimo. I tre grandi partiti europeisti – Popolari, Socialisti e Liberali di Renew Europe – sono spaccati sul voto alla (quasi certa) presidente della Commissione che lo scorso 2 luglio era stata scelta dai primi ministri europei. Il suo nome era infatti spuntato dopo un lungo negoziato al Consiglio Europeo, ma secondo quanto prevedono i trattati, deve essere confermato dalla maggioranza degli europarlamentari. Un voto che dovrebbe essere quasi scontato e che invece si sta rivelando un percorso ad ostacoli per la 60enne tedesca. Von der Leyen che, se confermata dal Parlamento, sarà la prima donna ad assumere questo incarico, deve quindi ampliare le sue alleanze. E lo deve fare in pochi giorni.

La 60enne, già ministro della Difesa di Angela Merkel, a Strasburgo accetterà anche i voti di sovranisti e populisti. Non di tutti però: Ursula cercherà di evitare il sostegno di “Identity & Democracy” (Id), il nuovo gruppo di Matteo Salvini e Marine Le Pen. Per tenersi alla larga dalla nuova formazione, lo staff di von der Leyen ha fatto sapere che la candidata non incontrerà domani Marco Zanni, il capogruppo a Strasburgo della Lega. Con i 28 voti del Carroccio, la candidata rischierebbe infatti di perdere altri partiti europeisti e potrebbe così vedersi scivolare tra le dita la poltrona più ambita. Meglio quindi non avere niente a che fare con Id e cercare altre sponde.

Da giorni il mantra a Strasburgo è sempre lo stesso: tenere lontani i voti dei leghisti e del Rassemblement National. Come spiega Repubblica, la situazione per Ursula von der Leyen è davvero complicata. Al momento i 374 voti per la maggioranza assoluta al Parlamento europeo sono un miraggio. Gliene servono almeno altri 40. Mica pochi. La maggior parte dei partiti ha poi elencato una serie di condizioni necessarie per appoggiarla.

Ma per raggiungere il traguardo tutto sembra lecito. Tranne prendere i voti di Id. Per arrivare al risultato minimo di 374 voti, il ministro della Difesa tedesco è pronto ad accettare il sostegno dei sovranisti dei polacchi del Pis di Yaroslaw Kaczynski e di Viktor Orbán ma anche quelli dei populisti, a partire dal Movimento 5 Stelle. Questa è la prima battaglia che la von der Leyen deve vincere. In seguito, dopo aver conquistato la poltrona, cercherà di costruire una maggioranza più coesa.

Ad oggi gli scenari più probabili in Europa sembrano essere due: von der Leyen potrebbe essere eletta con l’aiuto di partiti esterni alla maggioranza oppure si potrebbe rimandare il voto a settembre (opzione che la stessa candidata fino ad ora ha rifiutato). Nel caso remoto che il Parlamento respinga il nome della 60enne tedesca, il Consiglio europeo avrebbe un mese di tempo per trovare un nuovo candidato.

Per martedì pomeriggio quindi von der Leyen deve tentare l’impresa. Ci proverà con un discorso costruito nei minimi dettagli e con un programma ad hoc che arriverà a breve sulle scrivanie degli eurodeputati. Dal clima ai migranti, passando per i conti pubblici e la disoccupazione: cercherà di fare leva sui punti cardine nella speranza di portare dalla sua parte quanti più voti europeisti, senza chiedere aiuto ai sovranisti di Matteo Salvini e Marine Le Pen.

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