Ucraina, 2016. Mentre negli Stati Uniti infuria la battaglia politica per le elezioni presidenziali in cui si sfidano Donald Trump e Hillary Clinton, a Kiev i pubblici ministeri indagano sulle attività dell’organizzazione no-profit Anti-Corruption Action Center (AntAC). L’attenzione degli inquirenti sull’organizzazione – i cui giovani attivisti sono soliti indossare le celebri r-shirt “Ucraina F * & k Corruption” – fa parte di una più ampia indagine avviata dall’Ufficio del Procuratore generale dell’Ucraina su una donazione illegale di circa 4,4 milioni di dollari proveniente dagli Stati Uniti.

Secondo il Procuratore generale, quei soldi erano stati donati all’organizzazione in maniera impropria. Tuttavia, come racconta l’inchiesta del giornalista investigativo John Solomon pubblicata per The Hill,  l’amministrazione americana di Barack Obama e l’ambasciata statunitense di Kiev si mettono di mezzo alle indagini che riguardano proprio l’AntAC, un’organizzazione no-profit finanziata dal magnate George Soros, fondatore dell’Open Society Foundations.

Così Barack Obama “bloccò” l’inchiesta sul gruppo finanziato da George Soros

Come dimostra il carteggio pubblicato da The Hill, George Kent, funzionario dell’ambasciata americana in Ucraina, scrive nell’aprile 2016 una lettera all’ufficio del Pubblico ministero nella quale afferma che i funzionari americani non hanno dubbi sulla legalità delle donazioni provenienti dagli Usa. “L’inchiesta che coinvolge l’ Anti-Corruption Action Center (AntAC) è fuori luogo” scrive il 4 aprile 2016 George Kent a Yuriy Stolyarchuk, all’epoca Procuratore generale dell’Ucraina.

“In quel periodo – sottolinea Solomon su The Hill – il Procuratore generale viene licenziato, su pressione degli Stati Uniti, e non viene nominato un sostituto permanente”. Alcuni mesi dopo, Yuri Lutsenko, ex Ministro dell’Interno, “considerato un eroe in Occidente” viene nominato “Procuratore generale e subito invitato a incontrare il nuovo ambasciatore degli Stati Uniti in Ucraina, Marie Yovanovitch”.

L’ambasciatrice americana, come conferma lo stesso Lutsenko, consegna al neo-Procuratore una lista di persone “da non perseguire” tra cui il fondatore del gruppo AntAC e due parlamentari vicini al gruppo finanziato dal magnate Soros.

Un messaggio chiaro: non far scoppiare lo scandalo

Come rileva Solomon, il messaggio implicito che arriva ai procuratori ucraini è chiaro: non prendere di mira l’AntAC nel bel mezzo di un’elezione presidenziale americana in cui George Soros sta sostenendo Hillary Clinton al fine di succedere a un altro politico vicino al finanziere, Barack Obama.

Secondo quando riportato da Business Insider, infatti, Soros destina all’allora candidata alle elezioni presidenziali per il partito democratico circa 6 milioni di dollari. Secondo Politico, tuttavia, le donazioni del magnate destinate al partito democratico americano superano la cifra record di 25 milioni di dollari. Il finanziere, ora contribuente della campagna elettorale di +Europa di Emma Bonino per le elezioni europee, poteva forse permettersi di essere coinvolto in uno scandalo in Ucraina proprio durante le elezioni?

Alla fine, su pressione dell’amministrazione Obama, nessuna azione legale viene intrapresa contro AntAC, che continua ad operare ancora oggi e dichiara di essere estranea al finanziere Soros e alle sue attività. Chi si stupisce dei metodi impiegati dal magnate dovrebbe ascoltare l’intervista nel quale lo stesso fondatore della Open Society ammette di aver avuto un ruolo cruciale nei fatti di EuroMaidan nel 2014.

“Ebbene ho creato una fondazione in Ucraina prima che diventasse indipendente dalla Russia. La fondazione è in funzione da allora e ha giocato un ruolo importante negli eventi attuali”. Parola di George Soros.

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