Negli ultimi dieci anni in Medio Oriente c’è una droga che spadroneggia su tutte per traffico criminale, consumo e produzione: il Captagon. L’anfetamina sintetica è stata a lungo associata ai combattenti dello Stato Islamico: la “droga della jihad” – com’è stata definita in passato – è capace di non far sentire la fame e far perdere ogni inibizione e per questo veniva impiegata dall’Isis in combattimento. Viene prodotta in Libano, in Giordania e soprattutto in Siria e viaggia verso le monarchie del Golfo, l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti in particolare, dove è estremamente popolare. Un’indagine del New York Times ha scoperto che gran parte della produzione e della distribuzione è supervisionata dalla Quarta divisione corazzata dell’esercito siriano, un’unità d’élite comandata da Maher al-Assad, fratello minore del presidente siriano Bashar al-Assad e uno degli uomini più potenti della Siria. Secondo il quotidiano statunitense, il commercio dell’anfetamina rappresenta il modo con cui l’élite siriana cerca di reperire fondi eludendo le (durissime) sanzioni economiche imposte dagli Stati Uniti d’America.
Captagon, la Siria epicentro della produzione dell’anfetamina
Negli ultimi anni, ricorda il Nyt, le autorità in Grecia, Italia, Arabia Saudita hanno sequestrato centinaia di milioni di pillole, la maggior parte delle quali provenienti da un porto siriano controllato dal governo, per un valore che potrebbe superare il miliardo di dollari. Nel luglio 2020, le autorità del nostro Paese, ad esempio, hanno rinvenuto in totale 14 tonnellate di amfetamine, circa 84 milioni di pasticche, riportanti il simbolo del “Captagon”. Ma se un tempo era lo Stato Islamico perlopiù ad essere accusato di produrre droga per finanziare le attività terroristiche, ora sul banco degli imputati finisce anche il governo siriano. “L’idea di rivolgersi al governo siriano per chiedere informazioni sulla cooperazione è semplicemente assurda”, spiega Joel Rayburn, inviato speciale degli Stati Uniti per la Siria durante l’amministrazione Trump. “È letteralmente il governo siriano che sta esportando la droga. Non è che guardino dall’altra parte mentre i cartelli della droga fanno le loro cose. Sono il cartello della droga”.
Com’è nata la droga che dilaga in Medio Oriente
Captagon, ricorda il New York Times nella sua inchiesta, è stato originariamente prodotto da un’azienda farmaceutica tedesca come stimolante per il trattamento del disturbo da deficit di attenzione e della narcolessia. Negli anni ’80 si è diffuso in Arabia Saudita e negli altri stati del Golfo preso come per scopi non medici e usi “ricreativi” a causa dei suoi effetti stimolanti. Bandito a livello internazionale alla fine degli anni’80, la produzione illegale di Captagon si è spostata perlopiù nella valle della Beqa’ in Libano, in Giordania e negli ultimi dieci anni anche nel Paese siriano. Mentre il Captagon farmaceutico conteneva l’anfetamina fenetillina, la versione illegale venduta oggi, spesso indicata come “captagon” con la c minuscola, di solito contiene una miscela di anfetamine, caffeina e vari riempitivi.
Secondo l’inchiesta del New York Times, molte delle fabbriche in Siria sono piccole, situate in capannoni mezzi abbandonati o ville vuote, dove i lavoratori combinano i prodotti chimici con miscelatori e li comprimono in pillole. Le pillole finite vengono così nascoste nei falsi fondi dei container dentro confezioni di latte, tè e sapone, uva, arance o melograni. Quindi vengono contrabbandate via terra verso la Giordania e il Libano. La maggior parte della droga viene dalla Siria, dal porto mediterraneo di Latakia. Secondo Ian Larson, analista di Coar”, la maggior parte dei centri primari di produzione Captagon rimane sono sotto il controllo di Damasco. Molte sono roccaforti del regime di Assad come la costa di Latakia, compresi luoghi come Basa. I principali canali di esportazione per la produzione su scala industriale sono i porti controllati da funzionari del regime”.
Dal Deserto Nero al mercato europeo
Al centro di questa produzione massiccia di Captagon, tuttavia, non c’è solo la Damasco. Come riporta The National News, in prima linea nella lotta contro il traffico di stupefacenti c’è l’unità K-9 dell’Arabia Saudita che sta addestrando cani in grado di individuare la droga mentre il regno ha recentemente vietato le importazioni agricole dal Libano nel tentativo di frenare il traffico di anfetamine. Molti produttori di Captagon, infatti, si nascondono nella valle della Beqa’ in Libano, un antico e fertile territorio ben fuori dalla portata delle forze di sicurezza del Paese.