Così Joe Biden è pronto a smontare le leggi di Trump sull’immigrazione

SOGNI DI FARE IL FOTOREPORTER? FALLO CON NOI
Politica /

Il presidente eletto Joe Biden è pronto a smontare le leggi di Donald Trump sull’immigrazione. Biden, infatti, ha designato lunedì scorso Alejandro Mayorkas come nuovo superministro degli Interni: sarà lui a comandare la polizia di frontiera e l’Immigration Service. Una nomina che ha un forte carattere simbolico: Mayorkas, infatti, sarebbe il primo latinoamericano e immigrato a ricoprire quell’incarico dopo che, durante l’amministrazione Obama, era stato a capo dei servizi per la cittadinanza e l’immigrazione degli Stati Uniti, e poi vice segretario del Dhs. Dopo l’annuncio, Mayorkas ha twittato: “Quando ero molto giovane, gli Stati Uniti hanno fornito a me e alla mia famiglia un luogo di rifugio. Ora sono stato nominato segretario del Dhs che sovrintende alla protezione di tutti gli americani e di coloro che fuggono dalla persecuzione alla ricerca di una vita migliore per se stessi e per i propri cari”.

Chi è il nuovo ministro dell’Interno di Joe Biden

Mayorkas, avvocato di 61 anni, è nato a L’Avana. La sua famiglia fuggì Miami e alla fine si stabilì a Los Angeles. Durante l’amministrazione Obama, si legge nella sua biografia, “ha sviluppato e implementato in sessanta giorni il programma Deferred Action for Childhood Arrivals (Daca), di cui hanno beneficiato più di 700.000 ragazzi”. Il programma Daca consente agli immigrati arrivati ​​negli Usa – illegalmente – da bambini di rimanere negli Stati Uniti e ottenere il permesso di lavorare o andare a scuola. Programma che l’amministrazione Trump ha cercato (invano) di cancellare e che ha trovato l’opposizione dei tribunali. Nell’annunciare la sua scelta, Joe Biden ha sottolineato che Mayorkas “giocherà un ruolo fondamentale nel riformare il nostro sistema di immigrazione distrutto. Il rispetto dei nostri valori e la sicurezza della nostra nazione non si escludono a vicenda – e sotto la sua guida andranno di pari passo”.

Prima sfida di Biden: il confine con il Messico

Avrà un compito molto difficile, se non impossibile, Joe Biden: da una parte sarà tirato per la giacchetta dall’ala più progressista e liberal del suo partito, che vuole amnistie e più tutele per gli immigrati che – illegalmente – attraversano il confine; dall’altra non può rischiare di allentare troppo la stretta sull’immigrazione se non vuole attirare verso i propri confini centinaia di migliaia di immigrati desiderosi di entrare nel Paese. Doris Meissner, senior fellow del Migration Policy Institute, ha affermato che una delle maggiori sfide di Mayorkas sarà al confine degli Stati Uniti con il Messico, che l’amministrazione Trump ha praticamente “sigillato”.

“Il confine meridionale, credo, è la sfida più delicata e complicata che una nuova amministrazione dovrà affrontare, perché lì è certamente chiaro che un’amministrazione Biden sarà impegnata in un processo più equo al confine meridionale al fine di non violare il diritto internazionale nel modo in cui ha fatto l’amministrazione Trump. Ma allo stesso tempo”, ha detto Meissner, “non dovrà inviare il segnaòe che ora le persone possano entrare negli Stati Uniti”. Le associazioni a tutela degli immigrati si aspettano però che Biden mantenga le promesse e non commetta – dal loro punto di vista – gli errori dell’amministrazione Obama. Come riporta Politico, in privato, più membri ispanici del Caucus dem rivelano che un buon numero di democratici sarebbe “molto deluso” se Biden non promuovesse una riforma dell’immigrazione.

Biden ha altresì promesso di proteggere lo status di protezione temporanea, che protegge gli immigrati provenienti da Paesi devastati da disastri naturali o conflitti armati. Nel 2018, l’amministrazione Trump ha iniziato a eliminare gradualmente il programma per oltre 300mila immigrati provenienti da El Salvador, Nicaragua, Haiti, Honduras, Sudan e Nepal. Biden prevede di estendere lo status anche agli rifugiati venezuelani. Il presidente eletto si è inoltre impegnato a riunire più di 500 bambini detenuti al confine con le loro famiglie. E ha in programma di espandere il limite annuale di ammissioni di rifugiati dai 15mila – limite fissato da Trump – a 125mila. Riuscirà nel suo intento?