Capire la finanza, per capire il mondo FOLLOW THE MONEY

Un cappellino rosso con la scritta “Make Korea Great Again” costa 16.500 won, poco meno di 11 euro. Una tazza con il faccione sorridente dell’ex presidente Yoon Suk Yeol non arriva a 9 euro. Il prezzo della cover per smartphone con lo slogan “Stop the Steal” (traducibile come “Fermare il furto”) si aggira intorno agli 11 euro. Tra gli altri prodotti più richiesti ci sono poi decine di libri che raccontano le presunte frodi elettorali che avrebbero scosso la Corea del Sud: le stesse che, secondo Yoon e i suoi sostenitori, sarebbero state più volte orchestrate da comunisti infiltrati nei gangli del potere sudcoreano. Ci sono anche accessori di vario tipo che invitano a “sradicare il comunismo”, sottinteso, dalla società.

In Corea del Sud si sono moltiplicati i negozi online che vendono articoli di questo tipo. Il motivo? Semplice: è il riflesso del crescente spazio guadagnato dalla comunità conservatrice di una nazione ancora ferita dal quasi colpo di Stato inscenato da Yoon, presidente finito sotto impeachment e alle prese con un delicato processo presso la Corte Costituzionale per violazione dei suoi doveri costituzionali.

Nonostante sia stato arrestato e accusato di insurrezione, l’ex leader può ancora contare su un nutrito sostegno. Lo si è visto, per esempio, quando lo scorso 19 gennaio centinaia di suoi sostenitori hanno preso d’assalto il tribunale distrettuale occidentale di Seoul per protestare contro la decisione dei giudici, da loro considerata un attacco politico ingiustificato, inscenato per rimuovere Yoon. Avete notato nulla di strano? Esatto: c’è una convergenza fortissima tra il movimento conservatore, finito sotto i riflettori in Corea del Sud, e i sostenitori del movimento “MAGA” (“Make America Great Again“) lanciato da Donald Trump nel 2016 negli Usa.

I MAGA sudcoreani

Il fenomeno politico in atto tra i palazzi di Seoul è curioso. Yoon, una specie di Trump in versione sudcoreana, conservatore di ferro e fervente anticomunista, è finito sotto impeachment dopo aver dichiarato la legge marziale “per proteggere il Paese dalle forze comuniste”. La vicenda ricorda a grandi linee la disputa giudiziaria combattuta da Trump negli Usa.

Non solo: così come gli ultras di Trump, i MAGA, sono più volte scesi nelle strade americane per protestare contro i fantomatici complotti organizzati per estromettere il loro leader dalla scena politica nazionale, in modi simili i sostenitori di Yoon continuano a protestare in Corea del Sud per il trattamento riservato all’ex presidente.

I conservatori coreani, un mix tra nostalgici delle vecchie dittature nazionali, estremisti di destra e influencer populisti, stanno letteralmente ricalcando le gesta dei loro colleghi d’oltreoceano. Usano gli stessi temi per giustificare l’arresto di Yoon (il complotto dei giudici, del deep state, dei “poteri forti”), credono che ci siano stati brogli elettorali e adottano persino gli stessi slogan politici.

I sostenitori di Yoon sventolano bandiere americane insieme al Taegeukgi sudcoreano, la bandiera nazionale, indossano cappellini rossi ispirati a “Make America Great Again” e gridano cori come “Stop the Steal!“, lo slogan reso popolare da Trump e dai suoi sostenitori per mettere in discussione i risultati delle elezioni statunitensi del 2020.

Estrema destra made in Korea

I sostenitori di Yoon, che hanno adottato gli slogan e l’iconografia associati al movimento MAGA, vedono chiare somiglianze tra l’attuale crisi politica della Corea del Sud e quella degli Stati Uniti, dove Trump, sottoposto a due impeachment, è appena tornato alla Casa Bianca per un secondo mandato.

Il conservatorismo sudcoreano, che include il People Power Party di Yoon, ha poi forti legami con i movimenti conservatori ed evangelici americani. Non solo: i seguaci dell’ex presidente ritengono che le elezioni nazionali dell’aprile 2024, vinte a valanga dall’opposizione, siano state falsate, così come sono convinti che dietro l’arresto di Yoon ci sia un movente politico.

Mentre questi dimostranti sperano che Trump, prima o poi, possa in qualche modo aiutare Yoon, il web sudcoreano è invaso da seguitissimi influencer di estrema destra. Come Jeon Gwang Hoon, che dal suo canale YouTube ha invitato gli elettori di Yoon a riunirsi per “resistere all’ingiustizia” del mandato di arresto. O come Shin Hae Shik, che gestisce un canale con 1,6 milioni di follower, che invoca un “esercito del popolo” a difesa di Yoon.

Abbonati e diventa uno di noi

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.

Non sei abbonato o il tuo abbonamento non permette di utilizzare i commenti. Vai alla pagina degli abbonamenti per scegliere quello più adatto