Così Francia e Germania vogliono continuare a comandare l’Ue

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“L’incoronazione imperiale di Carlo Magno non determinò, ma sancì la nascita di uno spazio politico nuovo, che a distanza di oltre mille anni continua ad apparirci familiare: un’Europa di cui la Francia e la Germania sono i partner principali. (…) Questa Europa nordica e continentale, latino-germanica per cultura, ma diffidente verso le regioni mediterranee è un lascito di Carlo Magno; e non è affatto un caso che ancor oggi il cuore e il cervello dell’Unione battano a Bruxelles, a Strasburgo, a Maastricht, nel cuore dell’antico paese franco”. Così scrive lo storico Alessandro Barbero nel suo libro Carlo Magno: Un padre dell’Europa, parlando di un’Europa che continua a essere a immagine e somiglianza di Francia e Germania. E fu proprio nella città che fu residenza di Carlo Magno, Aquisgrana, che Angela Merkel ed Emmanuel Macron si sono incontrati, il 22 gennaio 2019, per siglare il Trattato tra la Repubblica Francese e la Repubblica federale della Germania sulla cooperazione e l’integrazione franco-tedesca, più noto come Trattato di Aquisgrana.

Più stato, meno Unione europea. In quell’occasione, prima che l’emergenza covid-19 facesse emergere ulteriori contraddizioni sull’Ue, Parigi e Berlino notavano che le “le regole comunitarie esistenti devono essere riviste per (…) rendere le aziende europee capaci di competere con successo in ambito globale”. Un paio di settimane più tardi, e nonostante le forti pressioni politiche di Parigi e Berlino, la Commissione europea annunciava di avere bocciato la fusione tra Siemens e Alstom in campo ferroviario, scatenando le ire proprio dei due Paesi, che già con il Trattato di Aquisgrana avevano fatto intendere di non voler sottostare alle norme comunitarie. L’emergenza sanitaria Covid-19 non ha fatto altro che acuire tale sentimento di frustrazione dei due Paesi che guidano l’Ue e si spartiscono le rispettive sfere d’influenza.

Parigi e Berlino contro la Bce: così vogliono comandare l’Europa

Con la sentenza di Karlsruhe è emerso peraltro il chiaro obiettivo da parte della Germania di porre limiti all’indipendenza della Bce. Anche se il ministro delle Finanze francese Bruno Le Maire ha apertamente criticato la decisione del tribunale tedesco di porre un ultimatum alla Banca Centrale Europea (Bce) per giustificare il riacquisto del debito spiegando che essa non rappresenta “un elemento di stabilità”, come nota Carlo Pelanda su Italia Oggi i due Paesi sono tornati, come sempre, a fare quadrato. Parigi e Berlino, osserva Pelanda, “temono di perdere il potere esercitato attraverso regole ed istituzioni condizionanti. La Commissione ha reagito (correttamente) all’emergenza pandemica togliendo i vincoli di bilancio alle nazioni e il divieto agli aiuti di Stato”. La Bce, spiega, “ha preso una posizione di prestatore illimitato di ultima istanza, tra l’altro rendendo inutile il Mes. In sintesi, i diarchi hanno al momento perso gli strumenti per attuare la loro grande strategia: usare il dominio sugli europei per ottenere la rappresentanza di una regione con scala tale da poter trattare alla pari con gli altri poteri globali, obiettivo che implica configurare l’Ue come mezzo di moltiplicazione differenziale della forza nazionale”.

Poiché in fase d’emergenza non si possono ripristinare strumenti restrittivi/condizionanti, prosegue Carlo Pelanda, “i due (in realtà su spinta della Germania che la Francia ha dovuto assecondare in modi ancillari, ma in cambio di vantaggi industriali) hanno voluto comunicare che comunque comandano loro”. A dimostrazione di ciò, Francia e Germania hanno presentato lo scorso 18 maggio, un piano di ripresa “ambizioso, temporaneo e mirato” con una potenza di fuoco da 500 miliardi di euro legato al bilancio europeo per rilanciare l’economia del Vecchio Continente e affrontare “la più grave crisi della storia dell’Ue”.

Francia e Germania rafforzano le relazioni bilaterali e indeboliscono l’Ue

In opposizione alla Commissione europea e alla Bce, e a regole che i due Paesi vogliono cambiare sulla base esclusiva dei loro interessi nazionali, Parigi e Berlino rafforzano, anche in questa fase, i rispettivi rapporti bilaterali. Proprio in queste ore, secondo quanto riportato dall’Adnkronos, i presidenti del Bundestag Wolfgang Schaeuble e dell’Assemblea Nazionale francese Richard Ferrand hanno diffuso una nota congiunta, pubblicata su Le Figaro, nella quale sottolineando che “Francia e Germania devono operare a favore del ripristino immediato della libera circolazione all’interno dello spazio Schengen quando ve ne saranno le condizioni”.

“La chiusura della frontiera franco-tedesca ha già pesanti conseguenze, che si estendono oltre la regione frontaliera e pesano sulla percezione delle relazioni franco-tedesche”, sottolineano i due promotori dell’appello, che invocano “un’azione rapida”. Ma la notizia davvero interessante, al di là delle frontiere, è che il testo è stato pubblicato a due giorni dalla riunione dell’Assemblea parlamentare franco-tedesca, un nuovo forum che riunisce le due Camere creato per rafforzare le relazioni bilaterali fra i due Paesi. La riunione verrà dedicata alle lezioni da trarre in Europa dalla pandemia da Covid-19. Europa che Germania e Francia vogliono continuare a guidare.