Terrorismo, deforestazione, epidemie: un solo luogo, molte sfide
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A partire dalla sua elezione al Congresso statunitense la giovane deputata democratica Alexandra Ocasio-Cortez ha iniziato a far parlare sempre più di sé giorno dopo giorno. La rappresentante di New York ha conquistato la copertina di Vanity Fair come nuova icona della sinistra democratica, spostata su posizioni radicali in materia economica e sul contrasto totale al presidente Donald Trump, esemplificato dalla freddezza dimostrata dalla Cortez in occasione del recente discorso sullo Stato dell’Unione, che la ha vista rimanere fredda e silente per tutto l’intervento del presidente.

Del resto, la Ocasio-Cortez è fautrice di un’agenda che scavalca a sinistra quella pragmatica con cui nel 2016 Bernie Sanders sfiorò la vittoria alle primarie democratiche contro Hillary Clinton ma che si presenta come fortemente contraddittoria. A tal punto che Kimberley Strassel, editorialista del Wall Street Journal, è arrivata a definire la Ocasio-Cortez come “l’arma segreta” per le elezioni 2020. A favore dei repubblicani.

L’irrealizzabile Green New Deal

Sotto accusa, infatti, è il grande vuoto che si viene a creare tra le dichiarazioni retoriche, molto spesso drastiche, della Ocasio-Cortez e le sue proposte concrete, che sembrano in larga misura velleitarie. Prima fra tutti, quella del celebre “Green New Deal”. La Ocasio-Cortez vorrebbe, in sintesi, “che gli States salutassero per sempre l’energia fossile, a favore delle rinnovabili”, scrivono Gli Occhi della Guerra.

“Questo è il canovaccio centrale, poi ci sono una serie di aspetti ausiliari, come ridurre in modo drastico il numero gli aerei in circolazione, invitando le persone a muoversi attraverso le rotaie. Sembra di stare dalle parti della “decrescita felice”, ma qualche candidato di peso ha già sposato la causa”, senza che la giovane deputata democratica abbia minimamente chiarificato come intende tramutare queste aspettative in proposte concrete.

Trump non ha perso occasione di criticare con forza la proposta. In un comizio a El Paso, infatti, il presidente ha dichiarato che il Green New Deal è “come un saggio di fine anno che prende un pessimo voto. Prevede la chiusura di un’inezia chiamata traffico aereo. Come si fa a prendere un treno per l’Europa? Come si arriva alle Hawaii in treno? (Ocasio-Cortez) non ci ha pensato. Ma sono certo che risolverà il problema”.

La Ocasio-Cortez contro la crescita Usa

L’unica idea associabile a un progetto concreto filtrata dalle dichiarazioni della Ocasio-Cortez è la volontà di finanziare il piano di transizione con un prelievo fiscale garantito dall’innalzamento al 70% dell’aliquota massimale sui redditi. Proposta che rischia di allontanare dai democratici i cittadini americani che stanno sperimentando gli effetti di una crescita economica sostenuta.

La popolazione statunitense non chiede, oggigiorno, rivoluzioni. Le disuguaglianze sono e continueranno ad essere un grande problema, ma il tema centrale deve rimanere quello del lavoro: e Barack Obama e Donald Trump hanno contribuito notevolmente a spingere verso l’alto la crescita economica, dato che le politiche di spesa del primo hanno ricostruito i posti di lavoro distrutti dalla Grande Crisi e il maxi-taglio fiscale del secondo ha dato una nuova impennata alle attività aziendali nel Paese.

Una giovane François Hollande

Ciò che manca, ed è qui che una seria maggioranza democratica dovrebbe lavorare, sono politiche per l’innalzamento del salario minimo e il varo di un grande piano infrastrutturale. Ma la Ocasio-Cortez preferisce rimanere sulle barricate. Le sue continue accuse contro il neoliberismo e la dittatura delle corporation cedono il passo a un modo di pensare l’economia che non si discosta apertamente dal pensiero mainstream, dato che immagina una manovra finanziata senza ricorrere alla spesa in deficit di cui Trump pare invece aver capito i benefici.

Quanto all’aliquota marginale di tassazione al 70%, basterebbe ricordare che era uno dei cavalli di battaglia di François Hollande e Pierre Moscovici prima di conquistare il potere in Francia, una proposta retorica rimasta lettera morta una volta che i leader socialisti ebbero ottenuto l’Eliseo. E la Ocasio-Cortez non sembra volersi nemmeno prendere troppo sul serio: parlando a Davos, di fronte al gotha del capitalismo planetario, ha accennato al suo cavallo di battaglia con uno stile di comportamento ad uso e consumo dei suoi seguaci sui social network.

La Ocasio-Cortez, un prodotto dei social network

Perché questo, in fondo, è Alexandra Ocasio-Cortez: un prodotto prettamente virtuale. Una politica che a una notevole presenza scenica associa una discreta abilità oratoria ma scarse capacità di proporre idee radicalmente innovative e vive, per questo, del consenso che la sua piattaforma social riesce a garantirgli. Un Alessandro Di Battista d’oltreoceano, in poche parole.

Del resto, i principali cavalli di battaglia della Ocasio-Cortez sono tutto fuorché farina del suo sacco. “Gli appelli a un nuovo ‘progressismo democratico’, all’uguaglianza, a combattere le ‘politiche neoliberali’ e le ‘lobby delle multinazionali ‘si affastellano da tempo sul fronte sinistro, conditi da una lotta senza quartiere a un presunto ‘neo-fascismo’ che aggrega i suoi promotori in nome di un’intolleranza che, a parole, dichiarano di combattere”, scrive Atlantico. La Ocasio-Cortez aggiunge a questo pacchetto standard la sua viralità mediatica.

Spiked l’ha definita la prima “politica virtuale della storia“:  “La Ocasio-Cortez, lungi dall’essere la nuova portabandiera socialista giunta a salvare gli Usa dal neoliberismo, appare una versione femminile di Justin Trudeau”, il primo ministro canadese giunto al potere sull’onda della popolarità garantitagli dagli spin doctor e dalla sovraesposizione mediatica. Per la Ocasio si aggiunge a ciò il fatto che, sul lungo periodo, il richiamo della normalità potrebbe favorire i repubblicani di fronte alla contraddittoria radicalità di numerose sue proposte. La Ocasio-Cortez scalda la “maggioranza silenziosa” in dimensione contraria a quanto sperato. E se continuerà su questo passo, Trump e i suoi potranno solo ringraziarla.

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