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Alexandre Benalla è da tempo un l’incubo di Emmanuel Macron. Da qualche mese, da quelle violenze del primo maggio 2018, l’ex capo della sicurezza dell’Eliseo è diventato un fantasma che aleggia sulla presidenza francese e fa tremare il presidente Macron ,preoccupato dal fatto che a cadenza regolare giungano nuove indiscrezioni su uno degli uomini più vicini al presidente.

Le inchieste di Mediapart hanno costruito un quadro molto complicato per Macron. E ogni volta che spunta un’indiscrezione su Benalla, l’Eliseo si trova costretto a mandare immediatamente delle dichiarazioni di smentita o delle precisazioni. Ma è una presidenza impacciata e talmente preoccupata, che da qualche tempo ha iniziato anche a colpire la redazione del sito francese che ha fatto uscire le maggiori indiscrezioni sul caso. Segno inequivocabile che da parte di Macron ci sia molto più che semplice paura.

Ma quello che preoccupa soprattutto Macron è il fatto, unendo tutti i puntini, come in un immaginario gioco, quello che scaturisce non è affatto positivo. Prese singolarmente, le vicende potrebbero apparire anche irrilevanti, o comunque meno importanti di quanto sembrino. Ma, se unite, il quadro non è per nulla semplice e costituisce un caso giudiziario molto difficile da gestire per l’Eliseo.

Il primo problema è legato ovviamente ai rapporti fra Benalla e Macron. I due hanno continuato a sentirsi anche dopo lo scandalo esploso. E quelle indiscrezioni uscite dalle conversazioni fra Benalla e l’ex responsabile della sicurezza del partito La République en Marche, Vincent Crase , preoccupano molto.

I due, violando il divieto di contatto, non solo si sono incontrati a Parigi il 26 luglio scorso, ma hanno anche parlato del pieno sostegno del presidente. Con l’ex responsabile della sicurezza dell’Eliseo che ha più volte ribadito la totale vicinanza di Macron e il pieno sostegno anche di altre personalità dell’entourage del capo di Stato. L’incontro, in piena violazione della legge, vede anche l’interessamento dei servizi segreti francesi. Quel meeting fra Crase e Benalla interesse l’intelligence di Parigi e la registrazione arriva proprio a Mediapart.

In quell’occasione, Benalla parlava così a Crase: “È una cosa da pazzi, ieri sera il patròn (Macron, ndr) mi ha inviato un sms e mi ha detto: te li mangi tutti in un solo boccone. Sei più forte di loro, è per questo motivo che ti avevo voluto accanto a me. Sono con Isma (Ismaël Emelien, consigliere speciale del presidente, ndr) ecc…”. Dichiarazioni che insospettiscono e molto. Ma quello che interesse è che pochi giorni dopo l’indagine ufficiale della procura, Benalla non si nasconde e continua a parlare dei suoi rapporti con i più stretti collaboratori di Macron, oltre che col presidente stesso.

Ma Ismaël Emelien non è il solo contatto interessante. Come rivela Il Fatto Quotidiano, “il turbolento consigliere di Macron ha continuato a frequentare, anche diverso tempo dopo l’inizio dei suoi guai con la giustizia, un certo Ludovic Chaker , responsabile di missione presso il capo di stato maggiore speciale del presidente della Repubblica. Un ex militare del 44/o reggimento di fanteria che ama definirsi vicino ai servizi segreti”. Chaker ha più volte visto Benalla dopo l’allontanamento dall’Eliseo. Una delle ultime volte, il 13 novembre a cena, quando l’uomo vicino a Macron era insieme a un uomo d’affari franco-israeliano: Philippe Hababou Solomon. Cosa ci faceva in quella cena? E perché manteneva rapporti con un o dei vertici del mondo militare francese legato ai servizi? Dubbi che continuano ad agitare Parigi.

Ma non sono gli unici. A questi problemi si aggiunge anche il contratto concluso con l’oligarca russo Iskander Makhmudov, per la fornitura di servizi di sicurezza con Mars, società di Crase, quando questi era ancora responsabile della sicurezza di En Marche! e Benalla era ancora all’Eliseo. Il russo, che molti ritengono vicino a Vladimir Putin, è capo di un impero industriale sospettato da molti tribunali di avere legami con la mafia moscovita. Per Mediapart, Benalla conosceva perfettamente chi fosse l’oligarca e i suoi problemi con la giustizia. Ma il fatto che fosse un uomo vicino al Cremlino, ha ovviamente fatto alzare i falchi dell’intelligence francese. E l’ex collaboratore del capo dello Stato ha incontrato più volte il rappresentante dell’oligarca russo in Francia, Jean-Louis Haguenauer.

Contatti pericolosi cui si aggiunge un altro mistero sostanzialmente irrisolto: quello del viaggio di Benalla in Ciad. L’ex capo della sicurezza dell’Eliseo avrebbe usato il passaporto diplomatico per recarsi in Ciad e incontrare diversi esponenti di alto profilo del governo del Paese del Sahel. Un viaggio che ha destato moltissimi sospetti, ma che è giunto soprattutto poche settimane prima della visita ufficiale di Macron. Come scritto su Il Giornale: “Secondo Le Monde, a N’Djamena, capitale del Paese africano, Benalla ha incontrato Oumar Deby, fratello del presidente Idriss Deby e direttore generale delle riserve strategiche del Paese. Per il quotidiano francese, l’ex uomo di fiducia di Macron era accompagnato da ‘sei persone'”.

Quel viaggio, cui l’Eliseo giura di non aver avuto alcun coinvolgimento, è particolarmente sospetto. Soprattutto per il tempismo fra la visita di Macron e la recente importanza di N’Djamena nelle dinamiche internazionali. Cosa ci faceva l’ex uomo di fiducia di Macron in Ciad? Misteri che lasciano trasparire un quadro sempre più complesso.