“Noi andremo al Quirinale senza pregiudizi. Per noi la priorità è aiutare i cittadini a uscire da questa fase di stallo e di difficoltà non solo economica. Sprecare i soldi del Recovery, perdere tempo sui vaccini, ritardare il ritorno a scuola, vivere di sussidi sarebbero errori imperdonabili. Noi ci siamo. Lo abbiamo dimostrato con questa lettera inviata a Conte di più di un mese fa alla quale nessuno ha dato risposta. Lo abbiamo dimostrato con le dimissioni delle ministre e del sottosegretario: unico partito che rinuncia agli incarichi, anziché cercarli. Lo abbiamo dimostrato con un comportamento cristallino durante la crisi mentre tutti ci attaccavano”. Così il leader di Italia Viva Matteo Renzi ha rivendicato, sulla Enews, la volontà di non porre veti dopo le dimissioni di Giuseppe Conte. Il leader di Italia Viva è rientrato in fretta dall’Arabia Saudita dove era andato per una conferenza. Ma cosa ci faceva l’ex premier a Riyad?

Renzi all’evento internazionale del Fondo Pif

Secondo il quotidiano Domani, il programma prevedeva che Renzi presenziasse a una conferenza organizzata dall’FII Institute, un organismo controllato dal fondo sovrano saudita, il Saudi public investment Fund (Pif). Un meeting sul tema degli investimenti innovativi necessari al mondo post- Covid 19, previsto per il 27 e il 28 gennaio. Appuntamento a cui Renzi doveva partecipare in presenza perché da qualche mese non è più un semplice conferenziere, ma siede – ha scoperto Domani – in uno degli advisory board (sorta di comitato consultivo) dell’ente di Stato. Secondo Domani, il contratto gli garantirebbe circa 80 mila euro l’anno. L’ufficio stampa di Matteo Renzi, tuttavia, smentisce l’indiscrezione del quotidiano diretto da Stefano Feltri: “A differenza di ciò che scrive il quotidiano Domani Matteo Renzi non era a Riyad per una conferenza da 50mila euro ma per un evento internazionale cui partecipano da anni molti esponenti del mondo della finanza, dell’innovazione, della politica mondiale, organizzato dal Fondo Pif”. Va precisato che, anche qualora fosse veritiere le cifre del contratto pubblicato da Domani, non ci sarebbe nulla di cui scandalizzarsi o sorprendersi: molti ex premier – basti pensare all’ex Presidente Usa Barack Obama – diventano, lasciato l’incarico, dei conferenzieri strapagati. Il problema, semmai, può presentarsi sotto il profilo dell’opportunità politica: è moralmente accettabile fare affari con una monarchia ultra-conservatirce che non rispetta i diritti umani?

Lo stesso senatore ed ex sindaco di Firenze ha ammesso in passato di aver intrapreso l’attività di conferenziere negli ultimi anni. “Se lei mi domanda se sono stato in Arabia Saudita a fare conferenze, sì. Sono stato negli Emirati Arabi? Sì. In Cina? Sì. Oggi ero in Olanda. L’altra settimana a Barcellona. Andrò in Germania, poi in Svizzera. Sì, vengo retribuito per fare delle conferenze perché c’è gente che pensa che sia interessante ciò che ho da dire. Quell’evento a cui ero presente con David Cameron e François Fillon era un evento di un grande fondo d’investimento che si chiama Pif che ha quotato un’azienda che si chiama Saudi Aramco, la più grande quotazione della storia”. Così rispondeva infatti il 5 dicembre del 2019, in diretta a Piazza Pulita, Renzi dopo un viaggio a Riad.

Il senatore di Iv nel Board con il presidente di Saudi Aramco

Matteo Renzi avrebbe dovuto prendere parte alla quarta edizione della kermesse organizzata dal Future Investment Initiative che, si legge sul sito, “segnerà il corso per il 2021, riunendo leader, investitori e politici per reinventare il nostro mondo sulla scia del Covid-19”. Programma ricco di relatori di alto profilo come la principessa e diplomatica saudita Reema bint Bandar Al Sa’ud, Richard Attias, fondatore del New York Forum e il co-fondatore della Global Clinton Initiative e della Nobel Laureates Conference, Jean-Bernard Lévy amministratore delegato e presidente di EDF, Jean Todt, già amministratore delegato della Ferrari, l’ex direttore della comunicazione della Casa Bianca, Anthony Scaramucci e Marco Alverà, Amministratore delegato di Snam.

Matteo Renzi siede nel Board of Trustees Members del Future Investment Initiative del Fondo Pif, il fondo sovra saudita, che si è classificato al 9°posto tra i maggiori fondi sovrani del mondo alla fine di maggio 2020 con un valore netto di 360 miliardi di dollari, secondo i recenti dati del SWF Institute. Insieme all’ex premier, nel board ci sono Yasir Al-Rumayyan, governatore del fondo sovrano saudita e presidente di Saudi Aramco, la già citata Reema bint Bandar Al Sa’ud, massimo consigliere del Sovrano di Dubai e Vice Presidente e Primo Ministro degli Emirati Arabi Uniti, Peter Diamandis, Presidente esecutivo della X Prize Foundation, il celebre matematico Tony Chan, la chimica Adah Almutairi e Richard Attias.