I Democratici a stelle e strisce si avvicinano spediti alla conta. Avrebbe potuto aspettare il compimento dei giochi per staccare un biglietto valevole per la candidatura da vicepresidente, ma Cory Booker ha preferito tentare la corsa in solitaria. 

Il senatore, eletto nello stato del New Jersey, è il nono esponente degli asinelli ad annunciare, con tutti i distinguo che vanno operati tra una dichiarazione di discesa in campo diretta e la semplice predisposizione di un comitato elettorale, la partecipazione alle primarie interne che avranno inizio, come abbiamo avuto modo di scrivere in tutti gli articoli in cui si parla dei candidati Dem, con i caucus inIowa

La lista di coloro che parteciperanno alla corsa per la Casa Bianca è destinata ad allungarsi ancora. A gennaio del 2020 si confronteranno più di venti esponenti e Booker, a scanso di equivoci, non sarà tra i favoriti. Il suo nome è in giroalmeno dal 2016, cioè da quando era stata ventilata l’accoppiata con Bernie Sanders nel caso il senatore del Vermont fosse riuscito a sconfiggere Hillary Clinton nella battaglia per la nomination. Non se n’è fatto niente.

Poi Booker ha iniziato a coltivare aspirazioni da presidente. Ora si permette persino di schernire Michelle Obama, nel dichiarare che gli manca sì l’ex presidente degli Stati Uniti d’America, ma pure “suo marito”. Lo ha svelato, tra gli altri, Il Post. Booker deve sperare che l’ex first lady non risponda alla boutade: altrimenti la sua esperienza da candidato sarebbe sostanzialmente terminata qui. 

L’ex primo cittadino di Newmark è cresciuto e punta a rappresentare la variabile impazzita, lo dimostrano le dichiarazioni di cui sopra, in una competizione che mieterà parecchie vittime, nel senso politico del termine. E pure in questo caso ci troveremo dinanzi all’ennesimo difensore delle minoranze e dell’estensione dei cosiddetti diritti civili. Cory Booker, come si legge su Tiscali.it, ha già raccontato di quando la sua famiglia avrebbe voluto che cambiasse istituto scolastico per via delle discriminazioni che era costretto a subire a causa del suo essere afroamericano. Siamo pienamente dentro alla narrativa obamiana. 

Secondo quanto riportato dalla Cnn, però, il senatore non avrà troppe munizioni a disposizione: è quarto nella speciale classifica sui finanziamenti ricevuti fino a questo punto della campagna elettorale. Si è messo alle spalle, però, gente come Kamala Harris e Beto O’Rourke che vengono dati per favoriti da più di un analista politico. Ma Booker dovrebbe ricevere un po’ di credito da quegli ambienti finanziari cui è spesso associato. 

Cory Booker, per farla corta, non dovrebbe essere la personalità scelta dalla base dei Democratici per sfidare Donald Trump, ma nel cammino delle primarie potrebbe restare in corsa per parecchi mesi. 

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