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La decisione della Corte Suprema Usa di cancellare la sentenza Roe vs Wade, che dal 1973 garantisce su scala federale la facoltà per le donne incinte di praticare l’aborto, ha scatenato la durissima reazione dei progressisti: dall’ex presidente Barack Obama a Hillary Clinton, passando per Planned Parenthood e MoveOn, tutta la galassia dem si è mobilitata. Nel mirino dei liberal sono finiti soprattutto i sei giudici conservatori che hanno votato a favore dell’abolizione della storica sentenza e, in particolare, quelli nominati dall’ex presidente Donald Trump: Neil Gorsuch, Brett Kavanaugh ed Amy Coney Barrett. Le beniamina dei liberal, Alexandria Ocasio-Cortez, è andata oltre, raccontando a un evento sul diritto all’aborto tenutosi venerdì scorso una storia personale incentrata su un’aggressione sessuale subita quando aveva 22 anni e spiegando ai suoi milioni di “follower” come abortire negli stati a guida repubblicana.

Alexandria Ocasio-Cortez all’attacco

La giovane deputata racconta un terribile episodio della sua vita che non era noto al grande pubblico. “Io stessa, quando avevo circa 22 o 23 anni, sono stata violentata mentre vivevo qui a New York City”, ha raccontato all’evento tenutosi presso il City Union Square Park di New York. “Ero completamente sola. Mi sentivo completamente sola. In effetti, mi sentivo così sola che ho dovuto fare un test di gravidanza in un bagno pubblico nel centro di Manhattan. Quando mi sono seduta lì, ad aspettare quale sarebbe stato il risultato, tutto ciò che potevo pensare era: grazie a Dio che ho almeno una scelta”, ha continuato. “Grazie a Dio potevo, almeno, avere la libertà di scegliere il mio destino”. Ha aggiunto: “Allora non sapevo, mentre stavo aspettando, che il risultato sarebbe stato negativo”. La deputata ha lanciato il guanto di sfida ai conservatori: “Dobbiamo iniziare subito a essere implacabili per ripristinare e garantire tutti i nostri diritti qui negli Stati Uniti d’America”, ha esortato durante il suo discorso di venerdì.

“Qui potete abortire”

Fin qui, nulla da eccepire, anzi: massimo rispetto e solidarietà per quello che AOC ha dovuto passare. Il problema arriva dopo, quando Ocasio-Cortez ha voluto spiegare ai suoi seguaci, questa volta sui social, come abortire e “aggirare” così le leggi in vigore negli stati repubblicani: un vero e proprio vademecum che spiega alle donne come abortire, anche se abitano negli stati dove l’aborto è vietato (al momento sono sette, tutti a guida repubblicana). “Io vivo in Texas e ho visto che posso ordinare la pillola online. È sicura”? chiede una follower, riferendosi alla pillola abortiva. “Sì, il mifepristone è un modo sicuro per interrompere una gravidanza prima delle 11 settimane” spiega la deputata, linkando anche il sito planpilss.org dove è possibile richiedere e ordinare la RU-486. Giusto per mettere un po’ di benzina sul fuoco, Ocasio Cortez accusa poi i movimenti pro vita americani di essere “violenti” e di avere una lunga serie di aggressioni alle spalle.

La deputata parla di omicidi, assalti, operazioni di stalking, “cresciuti solo nel 2021 del 128%”. E afferma: “I repubblicani impazziranno quando vedranno la condivisione di queste informazioni”, contribuendo così a infiammare la guerra culturale negli Usa.


E agita lo spettro dell’impeachment

Si può essere o meno d’accordo con la sentenza della Corte Suprema, ma l’atteggiamento della beniamina dei liberal sembra essere tutt’altro che politicamente responsabile. Massimo rispetto e solidarietà per quello che ha subito da giovane, ma dovrebbe ricordare ai suoi giovani follower che abortire, comunque la si pensi, non è certo una passeggiata di salute, in nessun caso. È una scelta drammatica, devastante per ogni donna, che non può essere presa a cuor leggero dopo aver letto un post su Instagram di una giovane politica che vive in maniera ossessiva e quasi ansiogena la popolarità sui social network. Irresponsabilità che si denota anche quando la stessa deputata agita lo spetto dell’impeachment contro i giudici della Corte Suprema solo perché questi ultimi hanno preso una decisione che a lei non piace, passando la palla ai singoli stati.

“Hanno mentito”, ha accusato AOC durante un’intervista rilasciata alla Nbc, aggiungendo che “devono esserci conseguenze per azioni profondamente destabilizzante e una presa di potere ostile delle nostre istituzioni democratiche”. Se queste parole, tutt’altro che accomodanti, le avesse pronunciate Donald Trump, sarebbe stato messo lui stesso sotto impeachment, per l’ennesima volta. Ma poiché a pronunciarle è la paladina dei “diritti” e delle copertine patinate più trendy, allora tutto è consentito.

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