Dopo le proteste di piazza della scorsa estate, in Ucraina si torna a parlare del tema corruzione. A luglio, migliaia di ucraini erano scesi in piazza nelle prime grandi proteste dall’invasione russa del 2022, contro un disegno di legge che subordinava le due agenzie anti-corruzione NABU (National Anti-Corruption Bureau of Ukraine) e la SAPO (Specialized Anti-Corruption Prosecutor’s Office) Procuratore Generale (nominato dal Parlamento e controllato dal governo), di fatto mettendo seriamente a rischio la loro indipendenza. Inizialmente, Zelensky firmò la controversa norma, ma la reazione dell’opinione pubblica e le pressioni dell’Ue hanno costretto il leader ucraino a un rapido dietrofront.
Il dibattito in Ucraina
Come evidenzia il Berliner Zeitung, il problema “corruzione” è tornato a galla in queste ultime settimane ed è al centro del dibattito politico. “Chiunque legga i media ucraini in questi giorni si imbatte ripetutamente in un tema chiave: la corruzione” osserva il giornale tedesco. “I giornalisti ucraini lamentano che le agenzie ufficiali anticorruzione non siano autorizzate a lavorare in modo efficace” . Semjon Kriwonos, capo del Nabu, ha dichiarato in un’intervista alla Frankfurter Allgemeine Zeitung il 24 settembre: “In ogni indagine contro parlamentari, dobbiamo chiedere il permesso al Procuratore Generale. I nostri dipendenti sono intimiditi dallo Stato, il nostro lavoro è sabotato, spesso con metodi illegali”.
Gli scandali che coinvolgono l’entourage di Zelensky
Il conflitto tra governo e inquirenti si è inasprito con indagini su persone vicine al “cerchio magico” di Zelensky. Tra i bersagli, l’ex vicepremier Oleksij Tschernyschow, accusato di manipolazioni nelle vendite di terreni. Sotto esame anche Timur Minditsch, stretto amico di Zelensky ed ex manager della sua società di intrattenimento “Kwartal 95”. Minditsch, influente nel corrotto settore energetico, è sospettato di aver coperto appropriazioni indebite di fondi per fortificazioni .L’esperto Conrad Schuller, in un articolo sulla Frankfurter Allgemeine Sonntagszeitung del 3 agosto, si è chiesto: “Come si concilia un presidente pulito che tollera la corruzione?”.
In questo scenario poco edificante, scrive il Berliner Zeitung, “cittadini e contribuenti tedeschi potrebbero chiedersi se, in queste circostanze, i loro aiuti benintenzionati al popolo ucraino non stiano precipitando in un baratro senza fondo“.
La corruzione secondo le agenzie internazionali
Secondo il report annuale di Transparency International, l’Ucraina, nel 2024, dopo un significativo balzo in avanti di tre punti nel 2023, ha registrato un calo nella classifica dell’Indice di Percezione della Corruzione (CPI) del 2024, scendendo al 105° posto. Non un bel segnale per Kiev, che riflette una stagnazione nelle politiche anti-corruzione del governo. Ciò significa, secondo il report, che le riforme vengono implementate in modo puramente formale o addirittura deliberateamente ostacolate. “Il calo di un punto rimane entro il margine di errore, ma questo risultato è significativo – ha dichiarato Andrii Borovyk, Direttore Esecutivo di Transparency International Ukraine. – Questo declino può indicare una stagnazione nella lotta alla corruzione, nonostante le attive misure legislative e governative implementate lo scorso anno”.
Come ha osservato Fulvio Scaglione su InsideOver, una recente ricerca di Gallup ha evidenziato che, oltre a voler un accordo negoziale e la fine della guerra, la maggioranza degli ucraini non è contenta di come il governo Zelensky sta affrontando l’annosa problematica relativa alla corruzione. La domanda per gli ucraini intervistati era: che cosa, secondo voi, influisce più negativamente sull’attuale situazione del Paese? Il 50,5% risponde: l’alto livello di corruzione. Le distruzioni inflitte dai russi sono al secondo posto, al terzo il crollo del livello di vita e al quarto, si badi bene “i metodi aggressivi con cui viene condotta la mobilitazione” (27,9%).
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