L’America chiude. Dopo che, venerdì scorso, il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha proclamato l’emergenza nazionale per via della diffusione del coronavirus, questa è la settimana in cui Washington cambia drasticamente strategia dopo aver inizialmente sottovalutato l’emergenza. Come conferma Fox News, i governi federali, statali e locali, nelle ultime 72 ore, hanno adottato misure senza precedenti per tentare di rallentare la diffusione del coronavirus e rafforzare le piccole imprese, i soccorritori e gli ospedali che si preparano a un afflusso di pazienti che presentano sintomi gravi.

Ora anche l’America si ferma

Il Paese si prepara a “chiudersi” e ad adottare misure di emergenza. A cominciare dal grande sport: le stagioni Nba, Nhl, Mbl sono state sospese. La Statua della Libertà, il Memoriale dell’11 settembre e Ellis Island sono stati chiusi al pubblico. Il Campidoglio degli Stati Uniti ha sospeso tutte le visite. Chiuderanno anche i parchi a tema Walt Disney World e il molo di Santa Monica a Los Angeles. Il Presidente ha tentato di tranquillizzare gli americani dopo che sono state diffuse le immagini dei supermercati presi d’assalto. Il sindaco di New York Bill de Blasio ha annunciato che la vita notturna della Grande Mela si fermerà e che i suoi ristoranti e bar forniranno servizio di consegna a domicilio. “Le nostre vite stanno cambiando in modi inimmaginabili rispetto a una sola una settimana fa”, ha sottolineato il sindaco di New York.

Il virus minaccia la campagna elettorale

Con la pandemia in corso, qualche autorevole commentatore negli Stati uniti comincia a chiedersi se queste elezioni presidenziali possano continuare come se nulla fosse. Laurie Garrett su Foreign Policy scrive che “è tempo di chiedersi, durante un periodi di pestilenza se e – in quale forma – la democrazia può procedere come al solito. È probabile che la risposta sia deludente. Per la prima volta nella storia del Paese, gli Stati Uniti devono prendere in considerazione l’annullamento delle convention nazionali democratiche e repubblicane e le manifestazioni elettorali e prendere in seria considerazione l’organizzazione” il voto elettronico.

I democratici hanno votato in 14 stati, registrando affluenza record e lunghe file al voto, come in California, dove la partecipazione al voto è stata particolarmente importante. Il giorno seguente, lo stato ha dovuto fare i conti la sua prima morte per Covid-19 e il governatore Gavin Newsom ha dichiarato lo stato di emergenza in tutta la California. Ma il problema non è solamente il voto: sono i comizi, che radunano centinaia e centinaia di persone, i selfie, gli abbracci: consuetudini incompatibili con una strategia di contenimento del virus. 

Il marito dell’ambasciatrice Usa in Vaticano: “L’America deve agire subito”

Newt Gingrich, ex presidente della Camera che sta trascorrendo un po’ di tempo in Italia con sua moglie Callista, ambasciatore degli Stati Uniti presso la Santa Sede, ha scritto su Newsweek che gli Stati Uniti “devono agire subito” per evitare che il contagio vada fuori controllo. “L’Italia – scrive Gingrich – ha dimostrato una vulnerabilità unica al coronavirus, perché ha la seconda popolazione più anziana al mondo (in media solo il Giappone ha cittadini più anziani). Questo virus colpisce soprattutto gli anziani e in Italia l’età media dei decessi è di 81 anni. La tragica esperienza della casa di cura dello stato di Washington ha semplicemente rafforzato il senso di vulnerabilità delle persone anziane”.

Tuttavia, prosegue, anche l’America è a forte rischio e ha una popolazione unicamente vulnerabile. Ci sono decine di migliaia di senzatetto a Los Angeles, San Francisco, Portland e Seattle. Se il coronavirus iniziasse a diffondersi tra quelle persone, che già soffrono di malnutrizione e altri problemi di salute, le perdite potrebbero essere catastrofiche. Per questo l’America ora si chiude e adotta misure emergenziali che non hanno precedenti nella storia del Paese.

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