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È durato oltre 21 minuti il discorso di lunedì di Emmanuel Macron alla Francia, all’interno del quale la parola “guerra” è comparsa sei volte, sottolineando le tensioni e le difficoltà che il popolo francese – come tutta l’Europa – dovrà affrontare nei prossimi mesi. Un discorso che è suonato agli orecchi dei francesi come una chiamata alle armi dove, invece di imbracciare un fucile per recarsi al fronte, ci si deve armare di forza di volontà per rinchiudersi dentro le proprie mura domestiche. Perché il nemico – come sottolineato dal presidente francese – è invisibile, potente ed avanzato e, soprattutto, già penetrato all’interno del Paese e ora deve essere sconfitto.

Macron ha armato i francesi con il patriottismo

Ogni cultura ed ogni popolo d’Europa ha una propria qualità che lo rende particolarmente differente da tutti gli altri: la forza di volontà inglese, la fiducia nel futuro irlandese, il pragmatismo tedesco, il calore italiano. Nel caso della Francia, questa qualità è riscontrabile in un innato patriottismo, forgiato da secoli di oppressioni interne e da lotte per mantenere il proprio ruolo egemonico all’interno dello scenario europeo. E anche in questo caso, la dirigenza francese ha scelto di puntare su questo valore per sconfiggere il nuovo nemico della Francia e poter ripartire nel minore dei tempi possibili.

Il discorso di Macron è stato ammirevole e in grado di infervorare gli animi dei francesi per cercare una collaborazione col popolo che è mancata in questi ultimi anni; forse proprio per errori comunicativi che hanno reso complicata la comunicazione. Questa volta, però, le cose sono andate diversamente: il presidente della Francia è stato in grado di mobilitare il dizionario francese per renderlo suo alleato.

La Francia è un campo di battaglia

Nonostante la prestazione comunicativa della giornata di lunedì, nella gestione della pandemia di Covid-19 è stata forse l’unica scelta corretta attuata sino a questo punto. Il lungo tentennamento non soltanto sulla chiusura dei confini ma anche circa l’isolamento della popolazione hanno contribuito ad un propagarsi dell’epidemia cui numeri ancora sono ignoti, ma assolutamente preoccupanti. Il cuore della Francia è già il più vessato della Francia, con Parigi che rischia da un momento all’altro di trasformarsi in un lazzaretto; mentre l’industrializzata Alsazia inizia a fare i conti con la crisi delle produzioni e delle vendite. E con i francesi che hanno già preso d’assalto le stazioni parigine, la situazione rischia di andare presto fuori controllo; in una scena già vista in Italia con Milano. Sebbene al momento le decisioni prese ricalchino quelle già addottate in Italia e Spagna, nei prossimi giorni non è da escludere una nuova stretta per limitare i contagi.

Al centro di questo temporeggiamento ci sono stati tanti problemi: la riforma previdenziale, le dure tensioni parlamentari e le elezioni amministrative che si sono tenute in Francia e nelle quali il suo partito non è stato decisamente premiato. Aver atteso la chiusura dei seggi per isolare i francesi rischia però di essere stata proprio la scelta più tragica della situazione e presto o tardi la Francia con questo problema arriverà alla resa dei conti.

Nel frattempo, specularmente a quanto accaduto in Italia ed in Spagna, il popolo ha preso d’assalto i supermercati e gli alimentari per prepararsi al lungo confino domestico. Tralasciando ogni considerazione riguardo al comportamento popolare, anche in questo caso bisogna sottolineare come oltre alla pandemia si sia già sviluppata anche una forte psicosi.

Elezioni rinviate al 21 giugno

Dopo aver sentito il parere dei massimi organi istituzionali e dei suoi predecessori, Macron ha deciso di posticipare – come già richiesto dal capo del governo Edouard Philippe – il secondo turno delle amministrative al prossimo 21 giugno. Mentre verosimilmente gli esiti già definiti del primo scrutinio verranno convalidati, non è ancora chiara la procedura per i comuni andati al ballottaggio. Simbolicamente, la data scelta è esattamente tra tre mesi: il tempo forse necessario nell’immaginario politico francese per uscire dalla piaga del Covid-19. Probabilmente saranno queste le tempistiche con cui il popolo della Francia subirà il proprio confino domestico e a questo lasso di tempo dobbiamo porre attenzione anche noi italiani per quanto riguarda il nostro Paese.