Si aggrava, sul fronte coronavirus, la situazione negli Stati Uniti. Come scrive La Repubblica, negli Stati Uniti sono stati confermati 31 morti per Covid-19 mentre i dati della Johns Hopkins University parlano di ben 1.025 casi confermati con nuovi contagi in Florida e Michigan. Il primato spetta allo Stato di Washington con 279 casi, seguito dalla California con 178 e da New York con 173. Salta anche ad aprile il festival di Coachella, uno dei principali eventi musicali dell’anno negli Stati Uniti che si svolge nel deserto del Nevada.

Le zone più colpite, come evidenzia la mappa del New York Times, sono le città costiere. Anche lì la vita, come in Italia, sta cominciando rapidamente a cambiare: i funzionari della contea di Santa Clara, in California, dove dozzine di persone sono risultate positive al virus e una persona è morta, hanno annunciato il divieto di grandi raduni. “Questo è un momento critico, l’epidemia in crescita”, ha dichiarato la Sara Cody, agente sanitario della contea di Santa Clara, annunciando il divieto. “Le forti misure che stiamo prendendo oggi sono pensate per rallentare la diffusione della malattia”. Molte delle persone che hanno il coronavirus non hanno viaggiato all’estero, segno che il Covid-19 circola negli Usa già da un po’ di tempo.

I democratici chiedono lo stato di emergenza

Secondo quanto riferito dalla Cnn, il leader della minoranza democratica al Senato degli Usa Chuck Schumer e altri senatori starebbero preparando una lettera indirizzata al presidente Donald Trump per chiedergli di dichiarare lo stato di emergenza nel Paese per l’epidemia di coronavirus. Accusato di aver sottovalutato l’epidemia, il presidente Trump ha accusato i “media di disinformazione” e di aver cercato di presentare il suo governo “in cattiva luce”.

“Abbiamo un piano perfettamente coordinato e ben preparato alla Casa Bianca”, ha twittato nei giorni scorsi il presidente Usa. La scorsa settimana, Trump ha firmato un pacchetto da 8,3 miliardi di dollari per fronteggiare il virus. Il punto, però, è un altro. Gli Stati Uniti non sono la Cina: il presidente Trump, qualora la situazione peggiorasse, può obbligare gli americani a rimanere nelle loro abitazioni? La risposta non è così semplice né scontata.

Trump può obbligare gli americani a rimanere a casa?

Come spiega the National Interest, le misure sulla quarantena cambiano da stato a stato. Pertanto, dare una risposta univoca a livello federale può risultare complesso. Un’altra difficoltà sta nel fatto che gli stati decidono quanto potere dare a contee, città e altre località nell’affrontare focolai come Covid-19 e altri problemi di salute pubblica. Alcuni stati non hanno dipartimenti sanitari locali e altri ne hanno centinaia: in buona sostanza, alcuni stati hanno un solo dipartimenti sanitario in ogni contea e altri ancora ne hanno in ogni singola città. “In pratica – spiega the National Interest – ciò significa che, sebbene il governo federale svolga un ruolo importante, il compito di proteggere la salute dei cittadini spetta ai singoli stati”. Quindi no, se una persona risulta positiva al coronavirus, Donald Trump non può farla rimanere a casa. Lo può fare un funzionario del governo locale, non il presidente degli Stati Uniti.

Alle difficoltà di coordinamento fra il governo federale e i singoli stati si aggiunge il fatto che anche gli Stati Uniti devono fare i conti con gli importanti tagli alla sanità degli ultimi ultimi 15 anni. I dipartimenti sanitari locali hanno perso 43.000 dipendenti, pari al 22% della forza lavoro dalla crisi del 2007-2008. Nonostante le responsabilità non siano tutte sue, come abbiamo appurato, tutti gli occhi sono puntati su Donald Trump, che quest’anno si gioca la rielezione. Se la situazione nel Paese dovesse degenerare per via del covid-19, le possibilità che The Donald vinca a novembre si ridurranno drasticamente.