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La pandemia di Covid-19 continua ad imperversare nella Federazione russa e tocca picchi sempre più alti: sono quasi 8mila, infatti, i nuovi casi del morbo individuati nelle ultime 24 ore. Si tratta di una crescita record, che porta il totale di casi a 114.431 e che indica come l’epidemia debba essere contenuta al più presto per evitare conseguenze drammatiche. La diffusione del morbo ha iniziato a colpire anche i vertici politici della Federazione: il primo ministro Mikhail Mishustin, nominato dal presidente Vladimir Putin nel gennaio 2020, ha rivelato di aver contratto il virus e di doversi auto isolare. Mishustin verrà sostituito dal suo vice Andrei Belousov, che dovrà garantire la continuità delle funzioni di governo.

Un bilancio preoccupante

La Russia è ormai l’ottavo Paese al mondo per numero di casi confermati. Il tasso di mortalità, però, è decisamente più contenuto che altrove anche se il morbo ha comunque provocato la morte di 1.169 persone. Secondo Dmitry Peskov, portavoce del Cremlino, ciò è da imputare alle misure di quarantena imposte dal governo che hanno evitato il ripetersi di uno scenario italiano. La Russia sarebbe poi riuscita ad incrementare, in maniera rapida ed efficiente, il numero di posti letto in ospedale. Le autorità hanno deciso di estendere sino all’11 maggio la durata del periodo “non-lavorativo” nel quale i dipendenti continueranno a percepire il salario pur rimanendo a casa. Questa misura ha però causato non pochi problemi economici ai datori di lavoro, che devono retribuire i dipendenti sebbene le attività commerciali siano chiuse. C’è preoccupazione per il tasso di mortalità di medici e staff ospedaliero: la situazione sarebbe più grave al di fuori della capitale.

Le prospettive

La stabilità della Russia appare sempre più precaria. Il governo centrale è stato costretto a rinviare il referendum costituzionale che avrebbe potuto consentire a Putin di ricandidarsi per due ulteriori mandati dopo il 2024 e lo stesso Putin ha ammesso che la Russia dovrà affrontare una crisi economica peggiore di quella del 2009. Il Fondo monetario internazionale ha stimato che il Prodotto interno lordo della nazione potrebbe contrarsi del 5.5% nel 2020 mentre secondo altri la recessione potrebbe toccare punte del 12%. Il governo dovrà cercare di elaborare, nel breve periodo, una serie di contromosse efficaci per rassicurare l’opinione pubblica e trasmettere la sensazione di avere la situazione sotto controllo.

Il Cremlino potrebbe puntare su un grande successo in politica estera, come una serie di azioni aggressive nei confronti dell’Ucraina oppure sul raggiungimento di obiettivi in ambito economico ed energetico, come un accordo commerciale vantaggioso o la progettazione di nuovi gasdottiQualora ciò non accada le conseguenze potrebbero essere imprevedibili e portare alla ricomparsa del terrorismo nel Caucaso ma anche causare il proliferare di movimenti autonomisti in altre regioni del Paese. La Russia potrebbe poi perdere posizioni in Asia centrale, area in cui cerca di consolidare la propria sfera d’influenza. A tutto vantaggio della Cina.