Dalla totale denuclearizzazione della Corea del Nord al mantenimento dello status quo. Gli Stati Uniti potrebbero presto modificare così la richiesta da recapitare a Pyongyang per arrivare a un accordo di pace. Dato il contesto attuale e la volontà del governo nordcoreano di non privarsi dell’arma atomica, Donald Trump sta meditando su un radicale cambio di registro all’interno del rapporto diplomatico fra le parti. Se la Corea del Nord non vuole retrocedere di un passo, allora che resti dov’è ma senza che ne faccia ulteriori in avanti: è più o meno questo il ragionamento che sta facendo in questi giorni il presidente americano, desideroso sì di brindare alla pace con l’amico Kim Jong Un ma assolutamente non disposto a farsi prendere in giro.

I nodi della questione coreana

Il terzo incontro avvenuto nella Zona Demilitarizzata fra Trump e Kim ha squarciato l’ultimo velo che separava due leader così distanti ma allo stesso tempo interessati a fare quello storico passo che nessun loro predecessore è mai riuscito a fare. A dire il vero il tycoon è già entrato nella storia facendo una decina di passi in territorio nordcoreano, diventando il primo presidente americano in carica a mettere piede in Corea del Nord. In attesa di diventare il primo presidente americano a effettuare una visita di Stato a Pyongyang e invitare Kim Jong Un alla Casa Bianca, Trump deve sciogliere uno a uno i nodi della complessa questione coreana. Per prima cosa è necessario firmare un trattato di pace per porre fine alla Guerra di Corea, attualmente congelata da un armistizio; così facendo, in un secondo momento, Stati Uniti e Corea del Nord potranno dialogare come Paesi non più in guerra tra loro.

Il nuovo piano di Trump

Qui entriamo nella parte cruciale della trattativa. Washington chiede da anni alla Corea del Nord di stracciare il programma nucleare, chiudere ogni centrale e consegnare le testate atomiche fin qui prodotte. La risposta di Pyongyang è e continua a essere la stessa: non se ne parla. Kim Jong Un non ha alcuna intenzione di consegnare agli Stati Uniti la propria assicurazione sulla vita e rischiare di fare la fine di un Gheddafi qualsiasi. Donald Trump si trova di fronte a due strade: insistere, con sanzioni e minacce, affinché il governo nordcoreano decida ad accettare la richiesta americana, oppure analizzare il problema da un’altra prospettiva. A quanto pare, nonostante una buona parte della Casa Bianca voglia usare il pugno duro a tutti i costi, Trump ha scelto di imboccare il secondo percorso.

Riconoscere la Corea del Nord come potenza nucleare

Cosa comporta questa scelta? Innanzitutto gli Stati Uniti modificherebbero la loro proposta abbassando l’asticella delle pretese. Trump non chiederebbe più la denuclearizzazione della Corea del Nord ma cercherebbe di ottenere quello che alcuni giornali statunitensi hanno definito nuclear freeze, cioè un congelamento dello status quo. Certo, così facendo Pyongyang manterrebbe integro il proprio arsenale nucleare, stimato contenere tra le 20 e le 60 testate, ma almeno non avrebbe modo di rinforzarlo ulteriormente. Trump dovrà ponderare bene se fare o meno un passo simile, perché se deciderà di farlo riconoscerebbe istantaneamente la Corea del Nord come una potenza nucleare a tutti gli effetti. Ma in caso di fumata bianca ci sarebbero enormi vantaggi da entrambe le parti: i nordcoreani riceverebbero una legittimazione non da poco e sarebbero sicuri di non diventare una seconda Libia, gli americani annullerebbero una minaccia senza spendere una munizione.

La Casa Bianca non è convinta

Trump aveva promesso la denuclearizzazione della Corea del Nord ma, probabilmente, sia parlando con Kim che facendo un paio di conti, ha capito che non era possibile chiedere così tanto senza dare niente in cambio. Da buon uomo d’affari, il presidente americano è pronto a cambiare strategia ma più di una figura della sua amministrazione – basti pensare al consigliere di Stato John Bolton – non sembra entusiasta di un simile cambio di marcia. La Casa Bianca non è solo divisa, come sempre è stato, tra Falchi e Colombe ma ora è a maggior ragione attraversata da correnti di ogni tipo. Trump dovrà essere bravo a non farsi prendere in mezzo.

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