Doveva fare tappa in Asia la scorsa estate. Era tutto pronto per il super tour nell’Indo-Pacifico di Giorgia Meloni: una lunga trasferta di dieci giorni che avrebbe toccato Bangladesh, Singapore, Corea del Sud, Vietnam e Giappone. Alla fine la premier italiana fu costretta a rimandare il viaggio a causa degli sviluppi legati al processo di pace in Ucraina.
Adesso, a distanza di quasi cinque mesi, Meloni è tornata nel continente asiatico. Prima tappa l’Oman, per poi proseguire con Giappone (16 gennaio) e Corea del Sud (19 gennaio). Tanti i temi sul tavolo, dall’economia alla sicurezza. Già, perché se da un lato l’Italia intende incrementare gli affari con Tokyo e Seoul, ossia la terza e la quarta economia dell’Asia, dall’altro lato c’è la presumibile necessità di Roma di coordinarsi ulteriormente con gli Stati Uniti attraverso una maggiore integrazione con i loro principali partner regionali.
Il motivo? Washington vuole che Roma abbia più voce in capitolo negli scottanti dossier asiatici, come il nodo Taiwan, ma anche la libertà di navigazione nel Mar Cinese Meridionale, il contenimento della Cina e la diplomazia coreana.

Un asse con il Giappone
Cementato, almeno sulla carta, l’asse con l’India di Narendra Modi, Meloni cercherà di fare altrettanto con il Giappone. Qui troverà ad attenderla la premier Takaichi Sanae, già incontrata tra sorrisi e abbracci a novembre in occasione del G20 di Johannesburg.
Sarà un meeting rilevante. E non solo perché nel 2026 si celebra il 160esimo anniversario dei rapporti diplomatici tra Tokyo e Roma, ma anche perché entrambi i Paesi sono partner degli Stati Uniti. Accanto al dialogo politico e al confronto sui temi internazionali chiave, verrà affrontata anche la questione economica con il chiaro obiettivo di rafforzare la cooperazione bilaterale.
A proposito: il Giappone è il terzo partner commerciale italiano in Asia. Tra gennaio e ottobre 2025, il commercio tra le parti ha toccato quota 10,4 miliardi di euro, con esportazioni in crescita a 7 miliardi (+2,6%) e un boom di beni di consumo di alta gamma.
Non a caso, Meloni e Takaichi adotteranno una dichiarazione congiunta per elevare i rapporti bilaterali tra Italia e Giappone al livello di Partenariato Strategico Speciale, con tanto di impegni concreti per accelerare l’attuazione del Piano d‘Azione Italia-Giappone 2024-2027.

La tappa coreana
Se Italia e Giappone, insieme al Regno Unito, hanno generato il Global Combat Air Programme (Gcap), e cioè il programma di produzione dei caccia di sesta generazione, la stessa cooperazione militare può teoricamente essere rafforzata anche con la Corea del Sud.
Seoul è infatti la sede di Hanwha Aerospace, la più grande azienda di difesa sudcoreana che sta attraversando un momento particolarmente favorevole per il proprio business. Perché? Semplice: tra i suoi principali committenti troviamo i Paesi europei e i membri della Nato.
Il vis a vis con il presidente sudcoreano, Lee Jae Myung, fresco di un viaggio in Cina, servirà per allineare le vedute geopolitiche di Seoul e Roma, oltre che per firmare svariate intese (compresa una collaborazione della Protezione civile italiana sui disastri naturali).
Meloni e Lee dovrebbero siglare una Dichiarazione congiunta contenente le priorità strategiche, così da dare ulteriore impulso alla cooperazione bilaterale, con la chiara intenzione di rafforzare gli scambi commerciali, accrescere gli investimenti reciproci e promuovere partenariati industriali nei settori hi-tech, in particolare nei comparti delle tecnologie avanzate e dei semiconduttori.

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