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Venti di guerra in Estremo Oriente. Il Segretario di Stato americano Rex Tillerson, visitando la zona smilitarizzata al confine tra le due Coree, ha dichiarato che “la politica della pazienza strategica nei confronti della Corea del Nord è finita – ha osservato il capo della diplomazia americana, in una conferenza stampa congiunta con il ministro degli Esteri sudcoreano Yun Byung-se -. Stiamo esplorando una nuova gamma di misure diplomatiche, di sicurezza ed economiche. Tutte le opzioni sono sul tavolo, compresa quella militare”.Tillerson ha inoltre dichiarato che “certamente noi non vogliamo che le cose arrivino ad un conflitto militare. Se elevano la minaccia del loro programma di sviluppo di armamenti ad un livello che richiede l’azione, allora quella è un’opzione sul tavolo”. La visita del Segretario di Stato in Giappone, Corea del Sud e Cina riflette un cambio di rotta della diplomazia Usa in Asia e un nuovo approccio, più aggressivo, verso la Corea del Nord. “Gli ultimi 20 anni sono stati fallimentari – ha detto Tillerson – per un periodo gli Stati Uniti hanno persino fornito 1,35 miliardi di dollari di aiuti alla Corea del Nord come incoraggiamento a intraprendere un percorso diverso ma ciò non è successo”.Il ruolo della CinaCome riporta Asia Times, A Pechino il portavoce del Ministro degli Esteri cinese, Hua Chunying, ha osservato che la Corea del Nord dovrebbe interrompere i test nucleari e missilistici, mentre la Corea del Sud e gli Stati Uniti dovrebbero smetterla di fare esercitazioni militari congiunte e cercare una risoluzione diplomatica.”Permettiamo a tutti, compresi gli Stati Uniti, di portare sul tavolo le proprie proposte” – ha affermato Hua in conferenza stampa – almeno finché queste ultime sono utili a migliorare e a stemperare la situazione di tensione nella penisola coreana e favorevoli alla pace e alla stabilità regionale. Finché questo accade, la Cina avrà un atteggiamento di apertura”. Il viaggio di Tillerson in Asia arriva proprio all’indomani del lancio del sistema di difesa missilistico – High Altitude Area Defense (Thaad) – in Corea del Sud, un progetto a cui la Cina si oppone con forza perché percepito come una minaccia alla propria sicurezza.Pak Myong Ho, un funzionario nordcoereano, parlando a Pechino giovedì scorso, ha sottolineato che il dispiegamento del Thaad “distruggerà l’equilibrio nell’Estremo Oriente e nella regione del Pacifico. Il radar non riguarda solo noi, punta anche verso la Cina e la Russia”.La strategia di Trump, soft power e hard powerCome osserva Minghao Zhao in un’analisi pubblicata su Asia Times, “il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha apparentemente deciso di aumentare la pressione sulla Corea del Nord. Il consiglio di sicurezza nazionale Usa vuole condurre una svolta della politica degli Stati Uniti verso il paese asiatico, considerando una serie di azioni, che vanno dagli attacchi preventivi contro gli impianti nucleari del Paese ad altre più “soft” come l’imposizione di sanzioni ancora più severe. Anche se Trump sembrava essere disposto a tenere dei colloqui con la Corea del Nord, la sua amministrazione non glielo concederà”.Verso una nuova crisiUna nuova crisi sta per scoppiare nella penisola coreana. A metà febbraio la Corea del Nord ha condotto dei test balistici a medio raggio. Il 1° marzo, gli Stati Uniti e la Corea del Sud hanno avviato un’esercitazione militare congiunta che non ha precedenti per durata e intensità. Tale esercitazioni, a cui si è aggiunto anche il Giappone, dureranno fino alla fine di aprile e comprenderanno un numero significativo di forze via terra, aria e forze navali, compresi i bombardieri B-52 e la portaerei americana Carl Vinson. In questo contesto risulterà, ancora una volta, cruciale il ruolo di mediazione della Cina, mentre gli Usa fanno quadrato con Corea del Sud e Giappone.

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