Kim Yo Jong è sempre più al centro del sistema politico nordcoreano; un chiaro segnale, questo, che confermerebbe le modifiche in atto nel Paese collocato al di sopra del 38esimo parallelo. La sorella del presidente Kim Jong Un sarebbe recentemente diventata un membro del politburo della Corea del Nord, l’ufficio politico più importante del Partito dei Lavoratori di Corea.

Se così fosse, Miss Kim avrebbe ulteriormente consolidato la sua posizione di numero due all’interno dello Stato, seconda soltanto al fratello Kim. Lo scorso 2 luglio, ha spiegato una fonte al Daily NK, la donna avrebbe partecipato al meeting del politburo, anche se al momento non sappiamo ”esattamente quando è diventata membro a pieno titolo” dell’organo collegiale.

Pare che la maggior parte dei funzionari presenti a quell’incontro fosse a conoscenza della notizia. Un indizio inequivocabile, inoltre, era dato dalla targhetta posta sul tavolo occupato da Miss Kim: ”Compagna Kim Yo Jong, membro del Politburo del Comitato centrale” del partito.

Un’importante novità

Secondo le ultime indiscrezioni, Miss Kim sarebbe diventata membro del politburo meno di tre mesi dopo una riunione tenutasi lo scorso 11 aprile. Nel caso in cui la notizia riportata da Daily NK fosse confermata, Kim Yo Jong sarebbe la seconda donna in Corea del Nord a ricoprire una simile carica. Prima di lei c’è riuscita soltanto Kim Kyung Hee, sorella di Kim Jong Il e zia dell’attuale presidente nordcoreano.

Probabilmente Miss Kim è entrata nel politburo grazie all’atteggiamento ruspante mostrato contro il ”nemico”, tanto sudcoreano quanto americano, e grazie alle feroci dichiarazioni rilasciate contro i rivali politici. In ogni caso, giusto per capire il nuovo assetto politico nordcoreano, il capo dell’Organization and Guidance Department, Jo Yong Won, era seduto alla destra di Kim Yo Jong, mentre il capo del Ministero della Sicurezza dello Stato, Jong Kyong Thaek, era alla sua sinistra.

Diventare leader

L’ingresso di Kim Yo Jong all’interno del politburo suggerisce che la donna abbia effettivamente quasi raggiunto il vertice della catena di potere. Per Jiro Ishimaru, caporedattore di AsiaPress, Miss Kim avrebbe buone chance di sostituire Kim, qualora il presidente dovesse improvvisamente venire a mancare.

“Per cominciare, se Kim Jong Un dovesse morire o diventare altrimenti incapace di servire come leader, i massimi funzionari del partito e le forze armate interverranno per assumere temporaneamente i suoi doveri”, ha scritto Ishimaru. “Alla fine, però, solo Kim Yo Jong potrebbe essere quello che erediterà il suo potere supremo”, ha sottolineato lo stesso Ishimaru, come riportato da Asia Times.

Le recenti prese di posizione di Miss Kim, nel rifiutare un nuovo summit con gli Stati Uniti, nell’interrompere le comunicazioni con la Corea del Sud e nell’aver fatto saltare in aria l’ufficio di collegamento intercoreano di Kaesong, suggeriscono che la sorella di Kim sta per diventare una leader a tutti gli effetti. Vedremo, poi, cosa succederà nell’imminente futuro.

Certo è che la rappresentazione di Kim Yo Jong al pubblico nazionale e internazionale va in una direzione ben precisa. La donna viene descritta a tutti gli effetti come parte integrante della dinastia del Monte Paektu, la linea di sangue che caratterizza la famiglia Kim. Questo, secondo alcuni analisti – e nonostante la presenza di una certa etica confuciana all’interno del Paese –  farebbe sì che Miss Kim possa davvero essere la candidata numero uno per prendere le redini della Corea del Nord.

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