Corea del Nord in discoteca: la generazione X balla al ritmo della propaganda di Kim

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Let’s sing about Kim Jong Un. Our great leader. Let’s boast about Kim Jong Un. Our friendly father. We all trust and follow him with all our hearts. Our friendly father…”. Il ritornello della canzone Friendly Father è abbastanza emblematico: si parla di Kim Jong Un, presidente della Corea del Nord, e lo si definisce “grande leader” e “padre amichevole” da “seguire con tutto il cuore”. Nonostante il tema del brano, l’esaltazione di Kim, e l’origine della melodia, nata come propaganda nordcoreana per celebrare il capo di Stato di Pyongyang, questa canzoncina orecchiabilissima ha varcato i confini del Paese asiatico diventando clamorosamente virale sui social di mezzo mondo.

Su TikTok non si contano clip e video di comuni cittadini, occidentali, che ne riproducono le note, spesso consapevoli del fatto di star fungendo da casse di risonanza della propaganda di Kim. Sia chiaro: la musica di propaganda della Corea del Nord è pensata, realizzata e concepita per risuonare come memorabile e per tenere la popolazione nordcoreana sull’attenti. Nel corso degli ultimi anni, tuttavia, le canzoni made in North Korea stanno sempre più spesso finendo negli auricolari di un nuovo pubblico.

L’esempio più recente è sotto gli occhi di tutti. Gli appartenenti alla Generazione Z, giovani e giovanissimi, stanno ballando Friendly Father e ne postano versioni remixate sui propri profili social.

Il momento del Kim-Pop

Friendly Father è stata pubblicata ad aprile. È nata per elogiare Kim, e fa parte di una chiara operazione propagandistica avallata da Pyongyang e volta a rafforzare la posizione del leader all’interno dello Stato.

La canzone è stata accompagnata da un video che mostra nordcoreani di diversa estrazione, dai bambini ai militari, che cantano con entusiasmo versi come: “Cantiamo, Kim Jong Un, il grande leader” e “Vantiamoci di Kim Jong Un, padre amichevole”.

Chissà se gli spin doctor di Kim si aspettavano che il brano potesse diventare famoso e riscuotere un enorme successo anche oltre la Corea del Nord (la risposta alla domanda indiretta è ovviamente affermativa).

La melodia è infatti presto diventata una hit da social, al punto che la Corea del Sud ne ha vietato l’accesso perché, a suo dire, idolatrava Kim. La legge sulla sicurezza nazionale di Seoul (ne abbiamo parlato qui) blocca, infatti, l’accesso ai siti web del governo e ai media del Nord per limitare la visibilità dei tentativi del governo nordcoreano di “lodare, incitare o propagare” le proprie attività.

L’ente regolatore, la Korea Communications Standards Commission, è stato chiaro: “Il video è un tipico contenuto collegato alla guerra psicologica contro la Corea del Sud. È stato pubblicato su un canale gestito per connettersi con il mondo esterno e principalmente incentrato sull’idolatria e la glorificazione unilaterale di Kim”.

Un successo programmato a tavolino

Dicevamo del successo riscontrato di Friendly Father. “C’è una tendenza a ripubblicare e partecipare a comportamenti virali senza rendersi veramente conto di cosa si sta facendo. La Generazione Z farebbe praticamente qualsiasi cosa per sentirsi importante ottenendo più visualizzazioni”, ha commentato Connor Blakley, fondatore di Youth Logic, un’agenzia di marketing focalizzata sulla Gen Z.

Il discorso è in realtà molto più generale. I Paesi comunisti hanno a lungo sfruttato la musica come strumento di propaganda. Cina e Unione Sovietica, ai tempi della Guerra Fredda, hanno diffuso melodie patriottiche e allegre.

La Corea del Nord ha fatto propria questa tradizione, seppur adattandola al presente. In che modo? Sfornando una musica più sperimentale e influenzata dal pop. In altre parole, Pyongyang ha cercato di fondere archi elettronici, riff rock e gruppi di ragazze che assomigliano alle band K-pop della Corea del Sud.

Kim sta insomma tentando di modernizzare il messaggio del suo Paese per rivolgersi ad una nuova generazione. Friendly Father è in ogni caso incredibilmente orecchiabile. Presenta sequenze orchestrali ricche, una cantante solista sostenuta da altri cantanti e un ritmo energico che evoca gli ABBA. La grande differenza sta nel contenuto della canzone. Ma pochi lo approfondiranno.