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A due giorni dal rogo di 18 dei 31 camion del convoglio Onu che trasportava aiuti umanitari a nord di Aleppo, in cui hanno perso la vita 20 civili e un membro dello staff della Croce Rossa, ancora non è stata fatta piena luce sulla vicenda. Mentre vanno avanti le indagini e i tentativi di ricostruire i fatti, continua lo scambio di accuse fra Washington e Mosca, e sono almeno tre gli scenari aperti.L’ipotesi del raid dell’aviazione sirianaIn un comunicato diffuso nella giornata di ieri, Amnesty International aveva ipotizzato, citando  “testimoni in Siria”, che le forze aeree potessero aver “deliberatamente preso di mira l’operazione di soccorso”.  Anche il segretario di Stato americano, John Kerry, aveva inizialmente affermato che le forze regolari siriane fossero “chiaramente” responsabili dell’attacco. Tuttavia, la possibilità che il convoglio e il magazzino di stoccaggio degli aiuti ad Orum al-Kudra siano stati colpiti da un velivolo militare siriano, è stata esclusa nella giornata di oggi sia in un articolo apparso sul New York Times, che cita un alto ufficiale statunitense, sia dal ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov. “L’aviazione siriana non poteva condurre un attacco di questo tipo, perché l’attacco al convoglio è avvenuto in orario notturno”, ha detto Lavrov, ieri a margine dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York.Per approfondire: Perché Isis avanzerà su Deir el-Zor“L’aviazione militare siriana”, ha spiegato il capo della diplomazia russa, “non dispone, infatti, della strumentazione che permette di volare in questo orario”. Anche l’ex presidente del Comitato Militare della Nato, Harald Kujat, sentito dalla televisione tedesca N-Tv, le cui dichiarazioni sono state riprese dalla Tass, ha escluso che l’esercito siriano possa essere interessato a “bombardare un convoglio di un’organizzazione umanitaria siriana, la Mezzaluna Rossa Siriana”.L’ipotesi del raid russoLa stampa americana, che cita alti ufficiali statunitensi, sostiene invece che l’America abbia le prove che a condurre il raid sul convoglio delle Nazioni Unite sia stato un velivolo militare russo. Anche se il New York Times preferisce, comunque, usare ancora il condizionale. Secondo le “informazioni di intelligence” di cui dispongono gli ufficiali americani, sembrerebbe che a condurre l’attacco sia stato un aereo russo. “Gli Stati Uniti sono in grado di monitorare il percorso di aerei da guerra ed altri velivoli nella regione, attraverso radar ed altri strumenti”, afferma un alto ufficiale di Washington al quotidiano americano, “e il Pentagono ha stabilito che esiste una probabilità molto alta che un aereo da attacco Su-24 russo fosse diretto sopra il convoglio meno di un minuto prima che avvenisse il bombardamento aereo”.Per approfondire: “Il raid Usa non è stato un errore”“Sappiamo che l’aereo era russo, non siriano”, continuano gli analisti di Washington, affermando, inoltre, che le immagini che sono in queste ore al vaglio degli esperti mostrerebbero come “i danni riportati dai camion siano riconducibili al tipo di armi in dotazione ai Su-24”. Ma Mosca nega. L’aviazione russa “non era operativa nella zona”, ha affermato ieri Lavrov da New York. “Non abbiamo indizi che facciano pensare che sia trattato di qualcosa di diverso da un bombardamento aereo”, hanno concluso, tuttavia, gli ufficiali americani.L’ipotesi del colpo di mortaio lanciato dai ribelli”Possiamo affermare che il convoglio sia stato attaccato, ma non siamo nelle condizioni di determinare se ci sia stato realmente un raid aereo”, aveva detto, al contrario, il portavoce dell’Ufficio Onu per il coordinamento degli affari umanitari, Jens Learke. Tra le ipotesi, infatti, resta aperta anche quella di un attacco condotto con dei colpi di mortaio. “Abbiamo analizzato il video registrato dai cosiddetti attivisti sulla scena e non abbiamo trovato segni di attacchi al convoglio con munizioni”, ha affermato ieri il portavoce del ministero russo della Difesa, Igor Konashenkov. Nuovi dettagli sono emersi dai video girati dai droni, che hanno ripreso i movimenti del convoglio umanitario nell’area.Per approfondire: Le bombe in Siria e il futuro degli Usa“Si vede chiaramente nei video che un camion di terroristi con un rimorchio contenente un mortaio di largo calibro seguiva il convoglio”, ha specificato Konashenkov, citato dalla Tass. Secondo la ricostruzione del ministero della Difesa russo, il veicolo che trasportava il mortaio sarebbe scomparso poco prima che il convoglio raggiungesse la sua destinazione. Forse per posizionarsi ad una distanza adatta per sparare. Secondo il ministero della Difesa russo, quindi, il convoglio potrebbe essere stato colpito da proiettili di mortaio, anche perché non ci sono crateri di bombe nella zona in cui i camion dell’Onu sono stati centrati. Anche secondo l’ex presidente del Comitato Militare della Nato, Harald Kujat, “sono soltanto i terroristi a non volere assolutamente che gli Stati Uniti e la Russia uniscano i loro sforzi militari come previsto dagli accordi e che agiscano congiuntamente contro di loro”. Quindi, i militanti di gruppi come l’ex fronte al Nusra, potrebbero aver avuto interesse a colpire il convoglio per far naufragare ulteriormente gli accordi tra le due potenze.banner_occhi_cristianiMa, per ora, si tratta soltanto di supposizioni, visto che una vera e propria inchiesta indipendente sul campo, deve essere ancora condotta.

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